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Lente a contatto smart che controlli con gli occhi: Black Mirror è realtà

Il prototipo di XPANCEO, sviluppato a Dubai, trasforma l'occhio in un'interfaccia per l'Ai e la realtà aumentata, comandata con lo sguardo

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Lente a contatto smart iStock

Si parla tanto di occhiali smart, tra pro e contro, ma il futuro dei dispositivi indossabili potrebbe essere differente. Sembra infatti che ci si stia indirizzando verso soluzioni invisibili. A VivaTech, la grande fiera tecnologica di Parigi, è stato presentato il prototipo di XPANCEO, una lente a contatto smart. L’obiettivo è quello di fare dell’occhio umano una sorta di interfaccia per IA e realtà aumentata.

Niente gesti fisici o dialoghi tramite microfono, in futuro potrebbe bastare un movimento oculare e un battito di ciglia. Uno sviluppo tech proveniente da Dubai, che ci lascia immaginare una piattaforma di computing invisibile.

Occorre sottolineare, però, come si sia ben distanti dalla commercializzazione. Siamo infatti ampiamente in fase di sperimentazione. Quanto mostrato è infatti un prototipo, e tale resterà a lungo. La tecnologia ottica che è alla base, però, è tra le più interessanti del campo e promette risultati incredibili.

Come funziona la lente di XPANCEO

Al centro di questo dispositivo c’è un microdisplay integrato direttamente sulla lente. C’è ampio margine di miglioramento, ovviamente, per quanto riguarda ad esempio la messa a fuoco, che resta uno degli elementi più delicati.

XPANCEO sfrutta un sistema ottico studiato per far arrivare le immagini alla retina in modo nitido. Un normale schermo, infatti, risulterebbe illeggibile a una distanza zero dall’occhio. La lente è tutt’altro che uno schermo tradizionale, dunque. Proietta infatti informazioni in modo che il cervello le possa percepire correttamente a fuoco. Un approccio che sfiora la fantascienza e apre le porte del nostro mondo a ipotesi che appartenevano soltanto a serie tv tipo Black Mirror.

I limiti di un computer invisibile

Come detto, si tratta soltanto di un prototipo. Per quanto la lente sia invisibile, infatti, allo stato attuale c’è ancora bisogno di un dispositivo esterno. Parliamo dunque di un sistema a due elementi, con un accessorio da indossare come una sorta di auricolare, ma più ingombrante. Quest’ultimo svolge tre funzioni:

  • alimenta la lente in modalità wireless;
  • gestisce parte dell’elaborazione dei dati;
  • fa da ponte per la trasmissione delle informazioni.

Facile pensare che il superamento di tale stallo richiederà molto tempo. È infatti una sfida hardware affascinante ma estremamente complessa, dovendo concentrare display, sensori, batterie e potenza di calcolo su una lente a contatto. L’azienda è però indirizzata in tal senso, studiando micro batterie integrate direttamente nella lente, eliminando di fatto ogni accessorio.

Le applicazioni

Per alcuni stiamo guardando a una delle soluzioni che renderanno gli smartphone obsoleti. Le applicazioni, però, vanno ben oltre la realtà aumentata. Una delle funzioni più promettenti riguarda infatti la salute.

La lente dovrebbe infatti integrare il monitoraggio dei parametri vitali, in seguito, analizzando le lacrime. Il film lacrimale offrirebbe infatti di misurare valori come il glucosio e il cortisolo. Un controllo continuo e non invasivo dello stato dell’organismo.

Non è da escludere che questa possa essere la vera caratteristica distintiva in grado di spingere verso una produzione di massa. Ciò che è certo, però, è che siamo in un costante processo d’inseguimento nei confronti del cinema, tanto che tra 20 anni un certo tipo di fantascienza ci sembrerà tremendamente arretrata.