La Cina accelera sulle tecnologie che collegano cervello e computer
La Cina ha un obiettivo molto chiaro: rendere le interfacce cervello-computer una realtà accessibile a chiunque. Un sorpasso silenzioso (ma non troppo).

Neuralink di Elon Musk continua a dominare le cronache globali, presentandosi come la “pioniera” del settore. Ma è davvero così? L’industria cinese delle interfacce cervello-computer (BCI) sta compiendo un sorpasso silenzioso, spostando il focus dal laboratorio alla catena di montaggio. In soldoni, alla piena operatività sul mercato.
La Cina è avvantaggiata dalla sinergia tra startup, al supporto politico e all’integrazione nel sistema sanitario nazionale. Figure come Phoenix Peng, alla guida di NeuroXess e Gestala, confermano che il mercato non guarda più solo alla cura delle patologie, ma punta dritto verso l’evoluzione della specie: “Ho sempre sostenuto che neuroscienze e intelligenza artificiale siano due facce della stessa medaglia”, ha dichiarato, suggerendo che il futuro risieda in una fusione profonda tra biologia e tecnologia.
La strategia delle BCI in Cina
Il progresso cinese non è frutto del caso, ma di una tabella di marcia governativa ben precisa messa a punto nell’agosto 2025 dal Ministero dell’Industria. Tutto parte, dunque, dalle istituzioni con un piano nazionale che punta a raggiungere traguardi tecnici fondamentali entro il 2027, per poi arrivare a una catena di fornitura completa e standardizzata entro il 2030.
Questo sforzo è supportato da investimenti massicci, come il fondo da 11,6 miliardi di yuan annunciato alla Shenzhen BCI Expo, ma c’è una differenza essenziale rispetto al modello occidentale: la Cina sta accelerando l’adozione di queste tecnologie, fissando i prezzi dei servizi medici BCI già in fase iniziale in province come lo Zhejiang e il Sichuan.
Phonenix Peng prevede che, nel tempo, la tecnologia si estenderà oltre l’ambito clinico per passare dal “curare le malattie” all'”aumentare le capacità umane”: “Ho sempre sostenuto che neuroscienze e intelligenza artificiale siano due facce della stessa medaglia. Sono destinate a una profonda integrazione, realizzando connessioni dirette ad alta larghezza di banda tra il cervello umano e l’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale a banda larga (BCI) fungerà da ponte definitivo tra l’intelligenza basata sul carbonio e quella basata sul silicio. Anche se può sembrare un’idea lontana, in futuro rappresenterà un mercato inimmaginabilmente vasto”, ha dichiarato.
Un’altra differenza rispetto all’Occidente risiede nell’enorme disponibilità di risorse cliniche: mentre negli USA l’approvazione della Food and Drug Administration è solo il primo ostacolo, insieme alle negoziazioni con decine di assicuratori privati, in Cina l’approvazione statale garantisce un accesso quasi immediato al rimborso medico. Più pazienti, costi di ricerca inferiori ed ecco la ricetta perfetta per sbaragliare la concorrenza.
Interfacce cervello-computer, tra nuovi approcci ed etica
Le startup cinesi di BCI si stanno preparando a sfidare leader statunitensi come Neuralink, Synchron e Paradromics, servendosi essenzialmente di due approcci: da una parte le interfacce flessibili impiantabili e dall’altra tecnologie non invasive che collegano cervello-computer. Ma il campo si sta ampliando ulteriormente, con approcci emergenti – ultrasuoni, imaging magnetoencefalografico, stimolazione magnetica transcranica, metodi ottici e BCI ibridi – che forniscono ai ricercatori nuovi strumenti per leggere e influenzare l’attività cerebrale.
Gestala e altre aziende, ad esempio, stanno portando avanti soluzioni basate sugli ultrasuoni che promettono di leggere e influenzare l’attività cerebrale senza ricorrere alla chirurgia, tecnologie che potrebbero contribuire al trattamento di dolore cronico, ictus e depressione.
Vertiginose prospettive di crescita, che si scontrano con un unico ostacolo: il governo cinese deve allineare i propri standard a quelli internazionali, con una vigilanza crescente sulla sovranità dei dati neurali e sul consenso informato, rafforzando la supervisione dei dispositivi invasivi e dei dati generati da tutti i dispositivi BCI.
La Cina guarda a un futuro in cui la BCI non sarà più un dispositivo medico d’elite, ma uno strumento di potenziamento cognitivo a disposizione di tutti.


















