Backup, tutto quello che bisogna sapere per tenere al sicuro i propri dati
A cosa serve il backup e quanto è importante per la protezione dei propri dati personali su PC e smartphone. La guida completa con tutto ciò che bisogna sapere
In Sintesi
- Proteggere i dati da guasti improvvisi è fondamentale sia per i privati che per i professionisti. La chiave della sicurezza è la regolarità, con salvataggi automatici o manuali con cadenza settimanale o quindicinale.
- Esistono due approcci complementari: il cloud, che offre sincronizzazione automatica e accesso ovunque e i supporti fisici che sono economici e veloci per il ripristino.
Molti utenti tendono ancora a sottovalutare il rischio di perdere dati archiviati sul proprio computer a causa di guasti improvvisi che potrebbero rendere inaccessibili foto, documenti e progetti di lavoro.
Questo scenario, non fa che sottolineare ulteriormente l’importanza di una strategia di salvataggio dati, mediante backup frequenti, utili per mettere al sicuro tutto il contenuto del proprio computer. Che si tratti di ricordi personali, materiali professionali o qualsiasi tipo di database, non avere più accesso a queste informazioni può avere conseguenze molto serie; per questo motivo, il concetto di backup non riguarda soltanto le imprese o gli studi professionali, ma qualsiasi utente che utilizzi un computer per conservare dati che desidera preservare.
Le principali soluzioni per salvare i propri dati
Quando si parla di backup, esistono essenzialmente due approcci complementari: l’archiviazione su servizi cloud e il salvataggio su supporti fisici esterni.
Nel primo caso l’utente deve affidarsi a servizi online in grado di sincronizzare automaticamente i file dal computer (o dallo smartphone) verso server remoti. Dopo l’installazione di un client dedicato e la configurazione della frequenza del salvataggio, il processo può procedere senza intervento continuo da parte dell’utente e ogni modifica ai file viene replicata nello spazio cloud prescelto.
Tra i vantaggi di questa soluzione c’è sicuramente la comodità e l’accessibilità da qualsiasi dispositivo connesso a Internet. Tuttavia, i piani con spazio sufficiente per ospitare grandi quantità di dati richiedono spesso un abbonamento a pagamento mentre l’operazione iniziale di upload può richiedere tempo se il volume dei file è elevato.
L’alternativa al cloud consiste nell’utilizzare un dispositivo di memoria esterno, come un hard disk o un SSD collegato al PC. Questa soluzione, di solito economica e controllabile dall’utente, consente di eseguire copie locali dei file più importanti.
Importante ricordare che, a differenza del cloud, il backup locale non è automatizzato a meno che non si impieghino software specifici o strumenti integrati nel sistema operativo. Richiede quindi che l’utente si impegni ad avviare periodicamente l’operazione. Nonostante questo, il salvataggio su un supporto fisico resta uno dei modi più rapidi e sicuri per ripristinare grandi quantità di dati.
Quando e quanto spesso fare il backup
Non esiste un momento “perfetto” per eseguire il backup: la regolarità è l’elemento chiave. In tal senso, infatti, è consigliabile non rinviare l’operazione per troppo tempo, in modo da non rischiare di perdere informazioni importanti, soprattutto se i dati vengono modificati o aggiunti frequentemente.
Per la maggior parte degli utenti, programmare un backup settimanale o quindicinale è una buona pratica, da adattare in base al volume di lavoro e all’importanza dei file. Per rendere ancora più efficiente la cosa, inoltre, è possibile configurare il software di backup per eseguire automaticamente queste operazioni nelle ore in cui il computer non è in uso, ad esempio durante la notte.
















