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Arriva Keeper, l'AI che vuole rimpiazzare Cupido

Un solo match pensato per durare: Keeper usa intelligenza artificiale e selezione umana per ripensare il dating online.

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Un solo match, ma che sia “per sempre”: è questa la logica alla base di un modello radicalmente diverso, che potrebbe ridisegnare il panorama delle app di incontri, oggi attraversato da una diffusa stanchezza nei confronti dello swipe infinito.

Si chiama Keeper ed è una startup che promette di utilizzare l’intelligenza artificiale non per moltiplicare le possibilità, ma per ridurle drasticamente, puntando a un obiettivo dichiarato e univoco: individuare un partner compatibile per una relazione stabile.

Cos’è Keeper?

Keeper nasce nel 2022 e si colloca apertamente in contrasto con la logica delle piattaforme tradizionali. L’idea di fondo è che il dating online abbia smesso di funzionare perché premia la permanenza degli utenti più dell’esito delle relazioni. Il servizio, raccontato dal fondatore Jake Kozloski in diverse interviste, parte da una presa di posizione netta: non tutte le persone sono compatibili tra loro e l’algoritmo deve poterlo dire con chiarezza, senza alimentare aspettative potenzialmente infinite.

L’esperienza su Keeper inizia con un processo di iscrizione lungo e strutturato, più simile a un questionario di selezione che a un profilo social. Oltre ai dati anagrafici, vengono richieste informazioni su studi, carriera, obiettivi di vita e visione delle relazioni. Gli utenti non scrivono direttamente la propria bio: è la piattaforma a costruirla sulla base dei dati raccolti. La selezione procede per livelli, con una prima scrematura fondata su criteri di base e una fase successiva affidata a modelli di intelligenza artificiale addestrati su parametri psicometrici e di compatibilità a lungo termine.

Keeper, i primi numeri

Il sistema non è ancora completamente automatizzato. Le proposte di match vengono infatti verificate anche da matchmaker umani, che intervengono come controllo finale prima di mettere in contatto due persone. I numeri comunicati dall’azienda parlano di oltre un milione e mezzo di iscrizioni e di circa trecentomila account completati.

Per il momento Keeper limita il proprio raggio d’azione alle coppie eterosessuali, una scelta che l’azienda giustifica con la necessità di raggiungere un equilibrio di prodotto prima di estendere il modello ad altre tipologie di relazione.

Quanto costa Keeper?

A rendere Keeper particolarmente controversa è anche la struttura dei costi. Il servizio è gratuito per le donne, mentre gli uomini che vogliono accedere ai match devono sottoscrivere quella che la società definisce una “marriage bounty”: una sorta di contratto che prevede pagamenti progressivi e un esborso finale elevato solo nel caso in cui la relazione sfoci in un’unione stabile. Chi si sposerà grazie a Keeper dovrà pagare circa 50 mila dollari in totale.

Il principio, nelle intenzioni dei fondatori, è quello di allineare gli interessi economici della piattaforma con il successo sentimentale degli utenti.

Funzionerà davvero Keeper?

Tra chi osserva il fenomeno dall’esterno, l’idea di affidare la ricerca dell’anima gemella a un algoritmo suscita reazioni contrastanti. Da un lato c’è la promessa di maggiore efficienza in un sistema percepito come logoro; dall’altro, il timore che una misurazione estrema delle persone finisca per trasformare le relazioni in un esercizio di pura ottimizzazione. In questo equilibrio instabile tra razionalizzazione e sentimento, Keeper rappresenta uno dei tentativi più radicali di ridefinire il dating online, spostando l’attenzione dal gioco dell’incontro alla previsione del risultato.