Jamming: cos'è, e cosa sta succedendo nei cieli del mondo
Ti è capitato di osservare rotte aeree "impazzite" su app come Flightradar24? Potrebbe trattarsi d'interferenze quali jamming GPS o spoofing: ecco di cosa si tratta.

Negli ultimi anni le mappe dei voli online mostrano sempre più spesso traiettorie strane: linee spezzate, deviazioni improvvise, posizioni che sembrano saltare da un punto all’altro della mappa. Non si tratta di aerei fuori controllo né di errori delle app. In molti casi la spiegazione è tecnica e invisibile: si chiama jamming GPS, un’interferenza intenzionale sui segnali di navigazione satellitare. Insieme al GPS spoofing, questa forma di guerra elettronica sta diventando sempre più diffusa in diverse zone del pianeta e lascia tracce evidenti proprio nei sistemi che tracciano gli aerei in tempo reale.
- Perché le rotte dei voli sembrano strane
- Che cos’è il jamming GPS
- Lo spoofing, una tecnica più sofisticata
- Un fenomeno sempre più diffuso
- I rischi per l’aviazione civile
Perché le rotte dei voli sembrano strane
Chi usa piattaforme di tracciamento come Flightradar24 o servizi simili se ne accorge subito: alcune rotte appaiono irregolari, con curve improbabili o salti di posizione. In realtà, l’aereo spesso sta seguendo una traiettoria del tutto normale. È il segnale di posizione ricevuto dal sistema a risultare disturbato.
Le mappe che mostrano queste anomalie vengono costruite a partire dai dati ADS-B trasmessi dagli aeromobili. Tra le informazioni inviate c’è anche un indicatore che misura l’affidabilità della posizione calcolata dal velivolo.
Quando questa precisione diminuisce, i sistemi di monitoraggio lo segnalano e l’incertezza diventa visibile sulla mappa. Non è quindi il volo a cambiare rotta in modo bizzarro, ma la qualità del segnale di navigazione che peggiora.
Che cos’è il jamming GPS
Il jamming è la tecnica più semplice per disturbare i sistemi di navigazione satellitare. Funziona generando un forte rumore radio sulla stessa frequenza utilizzata dai satelliti del sistema GPS, nella cosiddetta banda L attorno ai 1575,42 MHz.
Il segnale che arriva dallo Spazio è molto debole perché proviene da satelliti a circa 20 mila chilometri di distanza. Basta quindi una sorgente di disturbo relativamente potente sulla superficie terrestre per coprirlo. Quando questo accade, i ricevitori non riescono più a calcolare correttamente la posizione.
Nel caso dell’aviazione civile non significa che i piloti perdano immediatamente l’orientamento. Gli aerei di linea dispongono di sistemi alternativi di navigazione, come quelli inerziali, e possono ricevere indicazioni dai radar dei centri di controllo del traffico aereo.
Il risultato più visibile del disturbo resta però proprio quello che si osserva sulle mappe pubbliche: dati imprecisi e tracce che sembrano “impazzite”.
Lo spoofing, una tecnica più sofisticata
Accanto al jamming esiste una forma di interferenza più complessa chiamata spoofing. In questo caso non si cerca di coprire il segnale satellitare con il rumore, ma di imitarlo.
Il dispositivo che effettua lo spoofing trasmette un segnale simile a quello dei satelliti reali, ma con informazioni di posizione e di tempo manipolate. Il ricevitore, ingannato, può quindi calcolare una posizione sbagliata pur credendo che il segnale sia autentico.
Questo fenomeno è considerato più insidioso perché, almeno nelle prime fasi, il sistema può non accorgersi dell’inganno.
Nelle applicazioni civili ciò può generare errori di localizzazione anche di decine o centinaia di chilometri. Nelle app di tracciamento voli il risultato sono rotte impossibili o improvvisi spostamenti dell’aereo sulla mappa.
Un fenomeno sempre più diffuso
Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), gli episodi di interferenze GPS nel traffico aereo sono aumentati in modo significativo a partire dal 2022. Le aree più colpite coincidono spesso con regioni dove sono presenti tensioni militari o operazioni belliche.
Il Mediterraneo orientale, il Mar Nero, il Medio Oriente e la regione del Baltico sono tra le zone dove questi disturbi vengono segnalati più frequentemente. In molti casi le interferenze sono collegate all’uso di sistemi di guerra elettronica destinati a proteggere infrastrutture o installazioni militari.
I dati raccolti da Eurocontrol mostrano la dimensione del fenomeno. In una presentazione tecnica del 2025 l’organizzazione ha indicato che nel 2024 sono stati registrati 3.115 eventi legati a disturbi GNSS su un totale di 7.453 segnalazioni nel sistema EVAIR. Circa 550 di questi episodi erano classificati come possibili casi di spoofing.
I rischi per l’aviazione civile
Nonostante l’aumento degli episodi, finora non si sono verificati incidenti gravi direttamente attribuiti a jamming GPS o spoofing nel trasporto aereo commerciale. Gli aeromobili moderni, infatti, utilizzano più sistemi di navigazione e gli equipaggi sono addestrati a verificare la posizione incrociando diverse fonti di dati.
Il problema resta però serio soprattutto nelle fasi più delicate del volo, come l’avvicinamento agli aeroporti. Per questo motivo l’industria aeronautica sta lavorando a soluzioni tecniche più robuste, tra cui ricevitori resistenti alle interferenze e sistemi di navigazione che utilizzano contemporaneamente diverse costellazioni satellitari, come Galileo, Glonass e BeiDou.
Nel frattempo, le strane tracce che compaiono sulle mappe dei voli rendono evidente che, sopra le nostre teste, oltre alle rotte degli aerei esiste anche un’altra dimensione del traffico aereo: quella invisibile delle interferenze elettroniche.



















