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IT-Wallet diventa obbligatorio per la Pa: cosa cambia e le date da segnare

Le nuove linee guida in Gazzetta Ufficiale rendono il portafoglio digitale un pilastro dei servizi pubblici, gestito da PagoPA sull'app IO

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PagoPA ANSA

Non si può più parlare di IT-Wallet come di un esperimento. È ormai una vera e propria struttura obbligatoria per la Pubblica amministrazione. Lo hanno stabilito recenti linee guida pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che hanno reso il portafoglio digitale italiano in un pilastro dei servizi pubblici.

Il sistema è gestito da PagoPA e trova spazio sull’app IO, ormai già familiare a milioni di utenti. Per i cittadini, però, al momento non cambia nulla (in senso obbligatorio). L’uso infatti è ancora facoltativo, anche se sarebbe il caso di iniziare ad abituarsi all’idea e fare pratica.

Vediamo cosa prevedono le nuove regole, quali sono i termini da segnare in calendario e perché il valore legale dei documenti è la vera novità di questa svolta burocratica.

IT-Wallet diventa obbligatorio: le scadenze da rispettare

Le nuove linee guida portano IT-Wallet dalla fase sperimentale a quella operativa e vincolante per gli enti pubblici. Previsto un ruolo chiave per l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), scelto come unico soggetto autorizzato a emettere i certificati elettronici alla base del sistema.

Dietro le quinte, poi, cambia anche l’assetto societario: la Zecca sale al 51% di PagoPA, mentre Poste Italiane mantiene il 49%. Segno di un controllo sempre più pubblico dell’infrastruttura. Il calendario riporta già due tappe chiave:

entro il 3 agosto 2027 gli enti pubblici dovranno registrarsi come “fonti autentiche”, mettendo a disposizione i propri dati sotto forma di certificati elettronici;

a partire dal 3 febbraio 2028, l’IPZS sarà autorizzato a rilasciare i certificati, ma solo dopo la verifica dell’identità digitale dell’utente, che avverrà tramite CIE o SPID.

Il valore legale dei documenti

La novità più importante riguarda il valore giuridico. I documenti mostrati tramite IT-Wallet avranno la stessa garanzia ufficiale della firma digitale o dell’accesso con SPID. Saranno esentati dai normali controlli richiesti dalla PA, il che vuol dire che esibire un documento digitale avrà pieno riconoscimento legale. In parole povere, molte procedure che oggi richiedono svariati passaggi e verifiche saranno semplificati.

Ma, di fatto, cosa cambia? Per i cittadini i servizi di base restano gratuiti e, soprattutto facoltativi. Nessuno sarà obbligato a usare IT-Wallet al posto dei metodi tradizionali. Sono invece previsti servizi premium a pagamento, destinati a imprese e professionisti, come strumenti antifrode e di erogazione di benefici.