Rivoluzione IT-Wallet, meno carta e più documenti digitali: a che punto siamo e il confronto con SPID e CIE
Il portafoglio digitale supera i dieci milioni di attivazioni e avvia la fase 2.0 su app IO, mentre il confronto tra SPID e CIE mostra equilibri in continua evoluzione.

- IT-Wallet supera dieci milioni di attivazioni e avvia una seconda fase che amplia i documenti digitali e i servizi disponibili su app IO.
- Pubbliche amministrazioni e gestori pubblici forniranno attestati elettronici verificabili per ISEE, residenza, titoli di studio e iscrizioni scolastiche, riducendo carta e burocrazia.
- SPID resta più usato con oltre un miliardo di accessi l'anno, mentre CIE e IT-Wallet avanzano verso un ecosistema digitale integrato e più sicuro.
Il portafoglio digitale IT-Wallet supera i dieci milioni di attivazioni e si avvia, così, la fase 2.0 su app IO, mentre il confronto tra SPID e CIE mostra equilibri in continua evoluzione.
- La nuova fase di IT-Wallet
- I numeri dell'adozione e l'impatto sui servizi digitali
- Il confronto tra SPID e CIE: cloud e standard europei
La nuova fase di IT-Wallet
Il percorso di digitalizzazione dei documenti personali compie un balzo in avanti fondamentale con l’entrata in vigore del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale.
Il progetto IT-Wallet, nato come sezione integrata dell’app IO a dicembre 2024, espande il proprio raggio d’azione oltre la semplice conservazione della patente di guida, della tessera sanitaria e della Carta Europea della Disabilità.
La svolta della seconda fase risiede nell’introduzione operativa della figura della fonte autentica. Pubbliche amministrazioni, gestori di servizi pubblici e società a controllo pubblico mettono a disposizione direttamente i dati in loro possesso sotto forma di attestati elettronici verificabili.
In questo modo certificati ed essenziali informazioni riguardanti l’ISEE, la residenza anagrafica, i titoli di studio e le iscrizioni scolastiche possono essere trasmesse ed esibite tramite smartphone senza l’onere per l’utente di recuperare, allegare e stampare complesse pratiche cartacee.
L’architettura del sistema fa capo al Dipartimento per la trasformazione digitale, con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e PagoPA a gestire l’infrastruttura, in forte sinergia con ministeri ed enti quali MIT, MEF e INPS.
L’adesione al circuito diventerà obbligatoria per le strutture pubbliche entro il 3 agosto 2027, mentre resta facoltativa per i soggetti privati.
Dal 3 febbraio 2028 sarà inoltre possibile verificare l’identità anche tramite la Carta d’Identità Elettronica fisica.
Come ricordato dalle istituzioni, l’attivazione resta del tutto gratuita e facoltativa per i cittadini maggiorenni, affiancando e non sostituendo i supporti tradizionali.
I numeri dell’adozione e l’impatto sui servizi digitali
L’impatto pratico della piattaforma emerge con estrema chiarezza dai dati ufficiali pubblicati.
Le attivazioni della funzionalità “Documenti su IO” hanno superato quota 10,1 milioni, raggiungendo complessivamente 17,3 milioni di pratiche caricate nel portafoglio.
Nello specifico, si contano 8,5 milioni di patenti di guida, 8,5 milioni di tessere sanitarie e tessere europee di assicurazione malattia, a cui si aggiungono 200 mila Carte Europee della Disabilità.
Questo rilevante volume di adesioni riflette la naturale tendenza dei cittadini a utilizzare strumenti informatici quando offrono immediatezza, tutela della privacy e semplicità operativa nel rapporto quotidiano con gli enti pubblici.
Il confronto tra SPID e CIE: cloud e standard europei
In questo scenario si inserisce il confronto continuo tra SPID e CIE. Lo SPID mantiene saldo il primato per volume di utilizzi: la proiezione per il 2026 stima circa 1,24 miliardi di accessi annuali, in costante crescita rispetto ai 1,22 miliardi del 2025 e al miliardo superato per la prima volta nel 2022.
Sebbene il ritmo di rilascio delle nuove identità si sia stabilizzato attorno alle 46-49 mila unità mensili nei primi mesi del 2026 dopo la forte accelerazione del biennio 2020-2021 guidata da Cashback e Green Pass, l’uso effettivo rimane estremamente solido.
L’infrastruttura gestita da AgID prosegue l’evoluzione con la migrazione sul cloud, l’adeguamento alle norme eIDAS per l’accesso ai servizi nell’Unione Europea, la firma digitale di livello 2, le opzioni professionali e le tutele per i minori.
Per prevenire i furti d’identità, gli Identity Provider verificano obbligatoriamente il tesserino del codice fiscale oltre ai documenti di riconoscimento.
Al contempo, la Carta d’Identità Elettronica registra oltre 65,7 milioni di carte attivate e un volume di accessi triplicato in tredici mesi, arrivando a quota 200 milioni.
Nonostante il divario numerico rispetto allo SPID, incrementato anche dalla scelta di alcuni provider privati di rendere SPID a pagamento, le due soluzioni si integrano nell’ecosistema di IT-Wallet, garantendo standard di sicurezza elevati per l’accesso ai servizi in rete.
FAQ
È l’evoluzione del portafoglio digitale su app IO, che ora gestisce anche attestati elettronici verificabili oltre ai documenti già caricati.
Patente, tessera sanitaria e Carta Europea della Disabilità sono già disponibili, mentre arrivano anche dati su ISEE, residenza, studi e iscrizioni scolastiche.
Per i cittadini resta gratuito e facoltativo. Le strutture pubbliche dovranno aderire entro il 3 agosto 2027, mentre i privati potranno scegliere.
Le attivazioni hanno superato 10,1 milioni e i documenti caricati sono 17,3 milioni, con patenti e tessere sanitarie tra i file più presenti.
SPID resta il più usato per gli accessi, ma anche la CIE cresce rapidamente. Entrambi restano integrati nell’ecosistema di IT-Wallet.


















