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Caccia al pezzotto, operazione Switch off: siti chiusi e utenti nel mirino

Nuova operazione anti pezzotto, tanti gli indagati e ora rischiano molto anche gli utenti

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Gara di calcio trasmessa su smartphone iStock

È andata in porto una delle più vaste operazioni internazionali contro la pirateria audiovisiva degli ultimi anni. Il risultato? Lo smantellamento di una rete criminale in grado di servire milioni di utenti, generando profitti per milioni di euro ogni mese.

L’inchiesta, denominata “Switch off”, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, con il supporto di Eurojust e la collaborazione di Europol, Interpol e delle autorità giudiziarie di diversi Paesi.

L’intervento è stato condotto da Sevizio di Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, così come da rete @On (Operation Network), sotto la guida della Direzione Investigativa Antimafia. Terminate le indagini, sono stati raccolti indizi gravi a carico di 31 persone, ritenute parte di un’organizzazione criminale transnazionale. Ecco le principali accuse:

diffusione illecita di palinsesti televisivi ad accesso condizionato;

  • accesso abusivo a sistemi informatici;
  • fronte informatica;
  • riciclaggio;
  • intestazione fittizia di beni.

Rete IPTV, sequestri internazionali

Una complessa infrastruttura tecnologica è stata smantellata. Veniva sfruttata su scala internazionale per la distribuzione di contenuti televisivi live e on demand. Grazie a dei sistemi di intercettazione e ritrasmissione molto evoluti, la rete offriva a pagamento l’accesso a cataloghi e canali protetti da copyright, appartenenti alle piattaforme mondiali:

  • Sky;
  • Dazn;
  • Mediaset;
  • Amazon Prime Video;
  • Netflix;
  • Paramount;
  • Disney+.

Un’operazione che ha coinvolto oltre 100 operatori della Polizia Postale, impegnati in perquisizioni simultanee in 11 città italiane e in 14 obiettivi all’estero. È stata necessaria una precisa coordinazione internazionale, con l’impegno generale di forze di Polizia di:

  • Spagna;
  • Regno Unito;
  • Romania;
  • Kosovo.

Ulteriori attività sono state inoltre condotte in Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti. Il bilancio è notevole, con circa mille rivenditori bloccati in Italia, oltre 100mila utenti finali oscurati soltanto nel nostro Paese e milioni di account disattivati su scala globale.

Tre piattaforme IPTV illegali sono state sequestrate, con l’oscuramento dei siti vetrina e dei canali Telegram connessi, sfruttati per la vendita degli abbonamenti. Ciò soltanto nei nostri confini, mentre in Romania è stata individuata una piattaforma di portata mondiale, basata su sei server distribuiti tra Europa dell’Est e uno Stato africano.

Il commento di Sky e Dazn: rischiano gli utenti

L’inchiesta è stata avviata un anno fa, a partire dagli sviluppi della precedente operazione, “Taken down”. Secondo gli investigatori, sono state attuate strategie di anonimizzazione avanzate, investendo in crypto, creando società di comodo e intestando beni fittiziamente. Il tutto per riuscire a complicare la scoperta della provenienza illecita dei proventi.

Esultanza generale negli uffici di Sky e Dazn, come dimostrano le parole di Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia:

“Desidero ringraziare la Procura Distrettuale di Catania e la Polizia Postale per l’operazione ‘Switch Off’, che conferma ancora una volta come la pirateria sia parte integrante di sistemi di criminalità organizzata su scala internazionale. Questa indagine mostra chiaramente come gli utenti di questi servizi illegali, oltre a rischiare di essere individuati e sanzionati, alimentino business criminali e si espongano a pericoli di cybersicurezza di cui spesso non sono consapevoli”.

In un mondo digitale che vede i prezzi raddoppiare con tempistiche sorprendenti, si è deciso di dare la caccia anche agli utenti, minacciando sanzioni di vario genere e lunghi procedimenti penali. Peccato che nessuno prenda in considerazione quando una gestione dei costi adeguata, come suggerito dall’Unione europea, possa fare per la causa della lotta alla pirateria.

Ci si preoccupa invece soltanto di un certo tipo di giustizialismo, come chiarisce Stefano Azzi, CEO di DAZN Italia:

“Oltre 100mila utenti oscurati in Italia, tutti identificati, e una rete di migliaia di rivenditori, talmente estesa da superare quella dei giganti del fast food. L’operazione ‘Switch off’ mostra una realtà che il nostro settore conosce bene e che oggi, numeri alla mano, non si può più minimizzare. Chi alimenta il mercato delle IPTV illegali non ‘aggira un abbonamento’: finanzia un sistema criminale sofisticato e globale, che ricicla denaro ed evade il fisco”.

Nessuno difende i criminali, tutti invece chiedono rispetto per gli utenti.