Un iPhone cade in mare e diventa regista: 11 minuti sott’acqua da solo
Un iPhone cade in mare e registra un video di 11 minuti dei fondali: il contenuto diventa virale sui social
In queste ore è diventato virale il caso di un iPhone caduto in mare da uno yacht mentre la proprietaria stava registrando. Lo smartphone ha continuato a funzionare e ha, quindi, registrato un video di circa 11 minuti sott’acqua, senza alcun problema di funzionamento grazie alla certificazione di impermeabilità, uno degli elementi principali della scheda tecnica degli smartphone moderni.
Un video dai fondali diventato virale
La particolarità dell’evento è legata al fatto che lo smartphone ha continuato a registrare durante la caduta, fino a toccare il fondo, a circa 4 metri di profondità. Il caso ha voluto che lo smartphone toccasse il fondo con la fotocamera anteriore (quella che stava registrando il video) rivolta verso l’alto. Di conseguenza, il dispositivo ha continuato a registrare, per un totale di 11 minuti.
Una delle persone a bordo dello yacht, esperto di immersioni, si è tuffato ed è riuscito a recuperare il dispositivo, individuandolo facilmente proprio grazie alla luminosità dello schermo (rivolto verso l’alto durante le riprese). L’iPhone non ha avuto problemi e ha continuato a registrare per tutto il tempo, fino al ritorno sullo yacht e alla restituzione alla sua legittima proprietaria, che poi ha pubblicato il risultato online, con il contenuto che è diventato subito virale.
L’impermeabilità fa la differenza
Gli smartphone moderni hanno, quasi tutti, la certificazione di impermeabilità. In genere, il livello più diffuso è IP68, lo stesso che caratterizza l’iPhone 16 Pro (il modello "protagonista" del video social diventato virale). Tale certificazione garantisce l’impermeabilità all’acqua durante un’immersione.
Secondo lo standard internazionale (IEC 60529), per superare il test IP68 il dispositivo deve resistere a un’immersione continua in acqua dolce a una profondità di almeno 1 metro per una durata minima di 30 minuti.
Il test, quindi, si riferisce all’immersione in acqua dolce. In mare, invece, la situazione cambia radicalmente: sebbene l’impermeabilità possa reggere nell’immediato, il sale rischia di corrodere i componenti e danneggiare lo smartphone in modo irreversibile.
Tutto dipende dalla profondità e dal tempo di immersione. Questi due parametri, infatti, sono fondamentali per preservare il corretto funzionamento del dispositivo. Nel caso diventato virale, ad esempio, l’iPhone è caduto a 4 metri di profondità ed è rimasto sott’acqua per 11 minuti.
La struttura del dispositivo ha retto e l’impermeabilità non è stata intaccata da questa particolare immersione. In questo modo, lo smartphone è riuscito a registrare il video senza intoppi, creando un contenuto diventato virale.
Questo scenario, però, non è detto che si ripeta sempre. Anche se avete un iPhone, tentare di ricreare un video di questo tipo potrebbe causare dei danni allo smartphone che non sono coperti dalla garanzia.
Bisogna considerare, inoltre, che l’usura del tempo, ma anche le cadute e gli urti possono rendere meno efficace l’impermeabilità. Il caso dell’iPhone diventato regista di un video sott’acqua, però, è la conferma di come l’impermeabilità degli smartphone sia utile e possa fare la differenza in contesti di questo tipo.

















