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20 anni di iPhone, come sarà lo smartphone Apple dell'anniversario (e come ce lo immaginiamo tra 20 anni)

Nel 2027 l'iPhone compirà 20 anni e Apple prepara il redesign più radicale di sempre: display curvo senza bordi, Face ID sotto lo schermo, design tutto vetro. E tra altri vent'anni? Ecco come potrebbe cambiare tutto

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iPhone 12 Pro Max iStock

Il 29 giugno 2007 Steve Jobs saliva sul palco del Moscone Center di San Francisco, presentando al mondo un oggetto che avrebbe cambiato le regole del gioco: l’iPhone. Schermo da 3,5 pollici, nessuna tastiera fisica e un tocco rivoluzionario.

Quasi 20 anni dopo, quello smartphone è diventato l’oggetto più venduto della storia della tecnologia. Ha ridefinito il modo in cui comunichiamo, lavoriamo, ci informiamo e, di fatto, ci perdiamo nella rete.

Nel 2027 l’iPhone compirà 20 anni ed Apple, che non ha mai mancato un anniversario importante, si prepara a celebrarlo con quello che potrebbe essere il redesign più radicale dall’iPhone originale. Ecco cosa sappiamo e cosa possiamo immaginare.

L’iPhone del ventennale: cosa dicono i rumor

Le indiscrezioni sono tantissime, ma quelle più accreditate provengono dalla supply chain asiatica e sono confermate da ben noti analisti. Tutto punta nella stessa direzione, ovvero che l’iPhone del 2027 sarà un dispositivo quasi tutto schermo, senza cornici visibili. Una lastra di vetro e luce.

Apple sta lavorando con Samsung Display a un pannello OLED personalizzato con tecnologia “micro-curved”. Parliamo di una curvatura leggera e uniforme sui quattro bordi del telefono, molto diversa dai bordi “waterfall” aggressivi dei vecchi Samsung.

Si punta a un dispositivo che sembri non avere cornice, con lo schermo che “scorre” dolcemente verso i bordi senza distorcere i contenuti. Il pannello adotterà anche la tecnologia Color Filter on Encapsulation (COE) già adoperata da Samsung nei suoi top di gamma. A cosa serve? Elimina lo strato polarizzatore tradizionale, garantendo uno schermo più luminoso e sottile.

Potrebbe inoltre sparire la Dynamic Island, ovvero l’isola nera che ospita sensori e fotocamera frontale. Apple lavora a un sistema di Face ID sotto il display, in grado di funzionare attraverso lo schermo senza richiedere fori, notch o isole visibili.

Si tratta della sfida ingegneristica più complessa del nuovo modello di iPhone. Occorre far passare i raggi infrarossi del sensore di profondità attraverso un pannello OLED attivo. Qualcosa di estremamente complesso. Dovesse avvenire, però, il risultato sarà uno smartphone con la facciata anteriore completamente libera. Solo schermo, il sogno di tutti gli utenti della mela morsicata.

Secondo alcune fonti, poi, Apple starebbe valutando un design interamente in vetro con tasti aptico-digitali al posto dei pulsanti fisici del volume e dell’accensione. Un telefono che, spento, sembrerebbe un rettangolo di cristallo.

Come ce lo immaginiamo tra 20 anni

Vent’anni sono quasi trascorsi, ma come sarà l’iPhone del 2047? Se il ventennale promette d’essere rivoluzionario, cosa succederà in futuro? Le traiettorie tecnologiche permettono di ipotizzare che il concetto di telefono come lo conosciamo non esisterà più.

Il dispositivo potrebbe essere integrato in sistemi vestibili o accessori. Dal paio d’occhiali smart a un anello, fino a un impianto auricolare o un’interfaccia neurale leggera. Tutt’altro che fantascienza, considerando che Neuralink e altri stanno già sperimentando il controllo di dispositivi tramite segnali cerebrali.

Lo schermo potrebbe dunque non essere fisico, bensì proiettato su una superficie, che sia anche la nostra stessa mano, o direttamente nella retina attraverso lenti a contatto smart. Impensabile? Non proprio, dal momento che aziende come Mojo Vision vi stanno investendo già da tempo.

Forse tra altri 20 anni non avremo più icone a toccare e non scorreremo più un feed. L’interazione sarà conversazionale e predittiva tramite un assistente AI che gestirà le nostre giornate. Un filtro smart tra noi e il mondo, in grado di anticipare i nostri bisogni.

E le batterie? Tra 20 anni potremmo forse sfruttare una ricarica ambientale, basata su movimento, luce e calore corporeo. L’autonomia potrebbe divenire, dunque, un non problema grazie a consumi energetici ridottissimi. Caricare il telefono di notte sarà dunque una curiosità del passato da raccontare a degli increduli nipotini.