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Tesla aumenta il capex a 25 miliardi: dove investirà tra AI, robot e chip

Elon Musk accelera la metamorfosi: ecco come il nuovo piano di spesa trasformerà la casa automobilistica in un pioniere di supercomputer e automazione avanzata.

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Abitacolo auto con robot alla guida 123RF

Tesla accelera la sua metamorfosi: Elon Musk ha annunciato un piano di investimenti da 25 miliardi di dollari per il 2026, triplicando i budget precedenti. L’obiettivo è chiaro: trasformare il produttore di auto in un colosso dell’intelligenza artificiale e della robotica, puntando tutto sul supercomputer Dojo, sul robot umanoide Optimus e su una nuova generazione di chip proprietari.

La scommessa di Musk oltre le auto elettriche

Non chiamatela più, semplicemente, una fabbrica di automobili. Durante l’ultima chiamata sui risultati del primo trimestre 2026, Elon Musk ha lanciato sul tavolo una fiche da 25 miliardi di dollari.

Si tratta del capex, ovvero la spesa per investimenti in asset fisici e infrastrutture, che per l’anno in corso subirà un’impennata verticale.

Per dare un’idea della scala, parliamo di una cifra quasi tre volte superiore agli 8,5 miliardi stanziati nel 2025 e molto lontana dagli 11,3 miliardi del 2024.

Questa accelerazione finanziaria non è un vezzo, ma una necessità strategica. Il mercato delle EV è diventato saturo e ferocemente competitivo.

Per restare in vetta, Tesla deve cambiare pelle. Gli investimenti Tesla 2026 servono a finanziare la transizione verso un’identità nuova, dove il software e la capacità computazionale contano più dei bulloni.

Musk ha ammesso con la solita franchezza che questo sforzo comporterà un flusso di cassa negativo per i prossimi trimestri, ma la solidità dell’azienda, che vanta circa 44,7 miliardi di liquidità, permette di assorbire il colpo senza finire fuori strada.

Robotica e intelligenza artificiale

Ma dove finiscono, concretamente, questi miliardi? Una fetta enorme della torta è destinata all’infrastruttura per l’intelligenza artificiale.

Tesla sta costruendo centri dati massicci per l’addestramento dei propri modelli di guida autonoma e per lo sviluppo di chip customizzati. L’idea è smettere di dipendere esclusivamente da fornitori terzi per la potenza di calcolo, internalizzando la progettazione dei semiconduttori nel nuovo impianto di ricerca ad Austin, in Texas.

Il capitolo Tesla e intelligenza artificiale non riguarda però solo le quattro ruote. Gran parte dell’attenzione (e del portafoglio) è rivolta al robot Optimus. Elon Musk ha confermato che la produzione del robot umanoide sta scalando rapidamente all’interno della fabbrica di Fremont, in California.

Entro la fine dell’anno, Tesla prevede di utilizzare internamente i primi esemplari di Optimus per compiti logistici, con l’obiettivo di renderlo disponibile per clienti esterni già nel 2027.

È una visione ambiziosa che vede il robot come un prodotto potenzialmente più redditizio delle stesse Model 3 o Model Y.

La sfida ai giganti della Silicon Valley

Tesla non è da sola in questa folle corsa all’”oro tecnologico”.

Musk ha citato i suoi “vicini” di casa per contestualizzare la cifra: Amazon prevede di spendere circa 200 miliardi di dollari nel 2026 tra satelliti e robotica, mentre Google si attesterà intorno ai 180 miliardi.

Sebbene i 25 miliardi di Tesla sembrino pochi in confronto, rappresentano una percentuale del fatturato decisamente più aggressiva, segno di una scommessa “all-in” sul futuro della guida autonoma e dei Robotaxi.

L’investimento copre anche il potenziamento della supply chain per le batterie e l’espansione delle linee di produzione ad Austin, dove sta sorgendo una struttura dedicata esclusivamente a Optimus.

Il CFO Vaibhav Taneja ha ribadito che, nonostante il mercato possa spaventarsi per i costi nel breve termine, questa è l’unica via per posizionare l’azienda nella prossima era tecnologica.

Resta da capire se il mercato avrà la pazienza di aspettare che questi enormi cantieri inizino a produrre utili reali, trasformando i chip in dividendi.