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Come sarà l’inverno quest’anno: ecco cosa aspettarci

Le temperature del prossimo inverno in Italia non dipenderanno dalla Niña ma dal Vortice Polare: ecco cosa ci attende

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Che inverno sarà quello che ci attende dietro l’angolo? Sembra proprio che sarà più rigido rispetto alla media delle nostre sponde. “Colpa” della Niña (fase del ciclo ENSO, legata all’anomalo raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale)? Non proprio.

Sappiamo infatti che in Europa il fenomeno ha un impatto marginale, soprattutto nel Mediterraneo. Molto spesso, infatti, viene addirittura sovrastato da fattori altri, ben più vicini al nostro continente. Senza scendere nel dettaglio, si può dire che la Niña non determina l’inverno italiano. Dovremmo invece parlare di Vortice Polare.

Inverno rigido: il fattore decisivo

La dinamica atmosferica che va strutturandosi tra l’Artico e la fascia delle medie latitudini è, di certo, ciò che governa gli equilibri invernali in Europa. Si discute così di Vortice Polare, ovvero dell’enorme massa d’aria gelida che ruota sopra il Polo Nord. Vediamo in che modo questo ci riguarda.

Qualora quest’aria resti forte, ben compatta e “chiusa”, il freddo resta intrappolato nelle regioni artiche. Se invece dovesse indebolirsi, il Vortice si deformerebbe, dividendosi e spingendo irruzioni gelide verso Sud, talvolta fino a raggiungere il Mediterraneo.

L’indebolimento può essere provocato dai ben noti Stratwarming. Si tratta di riscaldamenti improvvisi della stratosfera artica. Non qualcosa che si verifica ogni anno, è bene sottolineare. Il concretizzarsi del fenomeno, però, spinge la temperatura ad aumentare anche di 40-50°C in pochi giorni. Ciò vuol dire che la circolazione atmosferica ne risulta destabilizzata, creando condizioni favorevoli per discese fredde nel corso delle settimane successive.

Svariati gli studi che, negli ultimi anni, hanno confermato questa connessione. Si ricorda, però, che non si tratta di una “regola” naturale automatica. Lo Stratwarming può di certo aumentare le probabilità di freddo, non garantirlo.

Inverno 2025, cosa aspettarci

Alla luce di quanto detto, che tipo di inverno ci attende? Occorre ragionare in termini di scenari possibili, in un pianeta in chiara fase di cambiamento. La trasformazione del clima è infatti centrale e negli ultimi anni l’Italia ha visto inverni sempre più miti.

Scendendo nel dettaglio, abbiamo sperimentato una riduzione delle giornate di gelo in pianura e una maggior frequenza di periodi anticiclonici persistenti. Il motivo? L’aumento della temperatura media globale procede con l’alterare le dinamiche atmosferiche. Si riduce così la disponibilità d’aria molto fredda alle medie latitudini. È così molto più difficile avere inverni come quelli di 30-40 anni fa.

Ciò non vuol dire, però, che il freddo non possa giungere di colpo. In un contesto più caldo, però, serve un allineamento di fattori ben più preciso per generare un inverno rigido dalle nostre parti:

  • Vortice Polare debole;
  • NAO (oscillazione nord atlantica) negativa;
  • AO (oscillazione artica) in calo.

Nessun modello può prevedere nel dettaglio come sarà l’inverno nel nostro Paese. L’atmosfera resta un sistema caotico, in cui piccole variazioni possono modificare l’intero quadro. Ma una cosa è chiara: l’inverno del futuro sarà sempre più il prodotto del cambiamento climatico in atto, e sempre meno delle oscillazioni lontane come la Niña.

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