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AI in sala operatoria, prima angioplastica con intelligenza artificiale in Italia

Un'angioplastica coronarica eseguita anche con intelligenza artificiale: ecco il primato di Roma e come l'AI può salvare vite

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Operazione chirurgica con AI iStock

L’intelligenza artificiale fa ormai parte del nostro quotidiano più di quanto possiamo immaginare. Molte persone ritengono l’AI sia quasi unicamente quello strumento che permette di scrivere testi al proprio posto, o magari dare una mano in fatto di consigli per la casa, l’auto ecc.

Inutile dire che la questione è ben più complessa. Basti pensare che per la prima volta in Italia un’angioplastica coronarica è stata guidata anche dall’intelligenza artificiale. Il tutto è avvenuto a Roma e di seguito ne parliamo nel dettaglio.

AI in sala operatoria

Presso il Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma è stato effettuato un intervento storico, almeno per l’Italia. Come detto, è stata adoperata l’intelligenza artificiale per coordinare un’angioplastica coronarica.

Il tutto è stato possibile grazie all’uso del software Ultreon 3.0, sviluppato da Abbott. Parliamo di una piattaforma in grado di supportare lo staff medico nelle complesse decisioni da prendere nel corso di una procedura. Come? Combinando immagini differenti ad altissima qualità e analizzando automaticamente i dati ottenuti.

L’AI ha trovato spazio non in un intervento comune. Per capire di cosa si sta parlando, occorre spiegare che la coronarografia è un esame fondamentale per individuare eventuali restringimenti delle arterie coronarie. Un catetere raggiunge i vasi del cuore, iniettando un mezzo di contrasto che li rende ben visibili ai raggi X. Il cardiologo può dunque valutare se intervenire con uno stent, qualora fosse evidente una placca aterosclerotica.

Sviluppo tecnologico

La ricerca è di fondamentale importanza in campo medico. Lo dimostra il fatto che nel tempo si è compreso come la sola angiografia non fosse sufficiente per stimare con esattezza la gravità della lesione.

Sono stati fatti balzi in avanti con l’uso dell’OCT, ovvero Optical Coherence Tomography. Questa tecnologia permette di osservare l’interno del vaso con un dettaglio straordinario. Ultreon 3.0 parte proprio dalle immagini OCT.

A ciò però aggiunge un ulteriore passaggio. Sfruttando l’AI, infatti, analizza in automatico ciò che viene acquisito. Vuol dire che i medici, che continuano ovviamente ad avere l’ultima parola, ricevono una stima anche della rilevanza funzionale del restringimento.

La placca viene mostrata ma l’intelligenza artificiale permette di capire quanto effettivamente ostacoli la circolazione. Il tutto garantendo immagini molto più dettagliate rispetto all’ultrasuono intravascolare. In alcuni casi, inoltre, arriva ad azzerare l’uso del mezzo di contrasto nel corso della procedura.

Un impatto enorme, che riguarda anche la fase conclusiva dell’intervento. Quando si posiziona uno stent, infatti, è necessario verificarne l’espansione e il corretto posizionamento. Poter vantare un’analisi avanzata delle immagini permette di verificare il risultato dell’intervento in tempo reale. Qualora necessario, dunque, si potrà intervenire in tempi rapidi per ottimizzare il tutto.