"L'Intelligenza Artificiale entra nei Licei", l'istruzione in Italia si prepara a cambiare volto
I Licei italiani si preparano a cambiare volto, dopo una prima sperimentazione sull'applicazione dell'AI che ha dato risultati positivi.

Un piano d’azione da 100 milioni di euro per la scuola italiana, che apre le porte all’Intelligenza Artificiale. Grazie ai fondi del PNRR e alle nuove Linee Guida firmate dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, i Licei e le scuole secondarie si accingono a trasformarsi in laboratori digitali, dove algoritmi e tutor virtuali affiancano docenti e studenti.
Le nuove indicazioni nazionali per i Licei
"In attuazione della Legge 132/2025 e dell’AI Act europeo – si legge nella bozza nuove indicazioni nazionali per i Licei, pubblicato sul sito del MIM lo scorso 22 aprile -, l’Intelligenza Artificiale entra nei Licei non come oggetto di fascinazione tecnologica, ma come territorio critico da governare". Il testo è in fase di consultazione e, prima di essere definitivo, sarà oggetto di confronto con docenti, associazioni professionali, rappresentanze di studenti, famiglie e organizzazioni sindacali. Alla fine di questo iter, il Ministero procederà all’adozione ufficiale.
Come riporta il testo, "l’obiettivo è formare una coscienza digitale capace di distinguere tra la simulazione algoritmica – la doxa – e il sapere validato – l’epistéme". Il MIM considera l’Intelligenza Artificiale come "oggetto di studio e dispositivo metodologico": "Gli studenti imparano a usarla consapevolmente, ma anche a interrogarla, a riconoscerne i limiti, a tutelarne i confini rispetto alla propria libertà intellettuale. Il pensiero matematico e il pensiero critico diventano le due leve attraverso cui la scuola presidia l’autonomia del soggetto nell’era degli algoritmi. L’obiettivo non è addestrare studenti all’uso degli strumenti digitali: è formarli a governarli con consapevolezza".
Lo stanziamento di 100 milioni di euro è destinato a finanziare laboratori formativi, mentoring e l’acquisto di licenze software specifiche. Le scuole hanno avuto tempo fino al 17 aprile 2026 per candidarsi e accedere ai fondi, con l’obbligo di destinare almeno la metà del budget ad attività pratiche "sul campo" con gli studenti.
I primi dati
La sperimentazione era già partita nel 2024 in 15 istituti pilota distribuiti in alcune Regioni italiane. Stando ai dati registrati a due anni di distanza, nelle classi dove è stata introdotta l’AI il rendimento medio è salito a 7,63 punti, contro i 6,90 delle classi tradizionali, riporta Roars. Per tale ragione il Ministero ha deciso di estendere il modello a tutto il territorio nazionale, entro l’anno scolastico 2026/2027.
La valutazione si è basata su "prove comuni, parallele e voti finali", registrando anche "l’azzeramento del tasso di non ammissione cioè delle cosiddette bocciature, proprio nelle classi sperimentali, laddove nelle classi di controllo un 16% di non ammissione". E ancora: "La sperimentazione ha anche dimostrato un impatto notevolmente positivo sugli alunni con bisogni educativi speciali o con disturbi nell’apprendimento".
Nelle classi è stato integrato l’ecosistema Google Workspace for Education, utilizzando strumenti come Gemini for Teens e gli "Esercizi guidati". Questi assistenti virtuali agiscono come tutor personalizzati, capaci di identificare in tempo reale le lacune degli studenti nelle materie STEM e nelle lingue straniere, suggerendo percorsi di recupero mirati.
Le parole del Ministro Valditara
Come ha tenuto a precisare il Ministro Valditara, nel corso del Next Generation AI, il Primo summit internazionale sull’Intelligenza Artificiale nella scuola tenutosi a Napoli lo scorso ottobre: "Il ruolo del docente persona fisica in una relazione umana con lo studente messo al centro non sarà mai sostituibile. Io non condivido per nulla la visione di coloro che pensano che un giorno il docente possa in qualche modo essere sostituito da degli apparati da degli assistenti virtuali o da quant’altro". Ribadendo, quindi, che "l’Intelligenza Artificiale non potrà mai sostituire gli insegnanti".



















