I modelli di intelligenza artificiale possono davvero giocare a Dungeons & Dragons?
Un test dell'Università di San Diego mette alla prova l'intelligenza artificiale con Dungeons & Dragons per capire come i modelli IA si comportano in contesti diversi dai soliti test

In giro per il mondo ci sono tanti ricercatori che stanno mettendo alla prova l’intelligenza artificiale e, in particolare, i chatbot, come ChatGPT, per verificare in che modo servizi di questo tipo reagiscono in determinati contesti. Un esempio è rappresentato dai test che un team di ricercatori dell’Università di San Diego sta portando avanti: ChatGPT e altri servizi IA sono impegnati a giocare a Dungeons & Dragons. Il celebre gioco di ruolo, ricco di regole, meccaniche e trucchi per sfruttare al massimo le varie abilità, può rappresentare un test molto interessante per l’intelligenza artificiale, chiamata a gestire compiti complessi nel lungo periodo.
L’IA prova a giocare di ruolo
L’idea di base è mettere alla prova le intelligenze artificiali, con un test pensato per verificare le loro capacità in azioni che possono durare diverse ore, come le lunghe sessioni di gioco di una campagna di D&D.
L’intelligenza artificiale è chiamata a pianificare le proprie azioni, gestendo più fasi dell’avventura, valutando i risvolti delle proprie scelte e tenendo conto delle regole e della strategia di squadra, elementi chiave in Dungeons & Dragons.
Secondo Raj Ammanabrolu, alla guida del team di ricerca, gli agenti AI possono assistere o giocare insieme ad altre persone, rafforzando l’interazione tra uomo e intelligenza artificiale grazie al dialogo, una delle basi del gioco.
Come è andato il test
Lo studio è stato presentato alla NeurIPS 2025, una conferenza che si occupa di intelligenza artificiale e machine learning. I ricercatori hanno utilizzato tre LLM: Claude 3.5 Haiku, Gpt-4 e DeepSeek-V3.
Ad ogni modello è stato affidato il compito di simulare una partita di Dungeons & Dragons all’interno di un ambiente di sviluppo in cui venivano messi a disposizione gli strumenti essenziali per la creazione delle avventure, con mappe e manuali di D&D.
Le IA hanno interpretato sia il ruolo di Dungeon Master che quello dei giocatori. Nel test sono stati coinvolti altri agenti IA oltre a più di 2 mila giocatori umani (esperti in Dungeons & Dragons) e pronti a interagire con l’IA durante l’avventura.
L’intelligenza artificiale ha avuto qualche problema nell’affrontare le avventure. Secondo i ricercatori, infatti, le IA tenderebbero a esasperare le caratteristiche dei personaggi, in base alla classe e alla razza.
Sono emerse anche sostanziali differenze tra i vari modelli. In particolare, Claude ha evidenziato la capacità di adattare il comportamento in base alla classe del personaggio mentre GPT-4 si è rivelato più abile nelle decisioni tattiche. DeepSeek, invece, non sarebbe riuscito a differenziare più di tanto i vari personaggi.
Sono state evidenziate anche alcune difficoltà nelle azioni di lungo periodo, con il protrarsi dell’avventura. Quest’aspetto, vero e proprio fulcro dell’indagine, ha mostrato alcuni difetti delle IA che andranno approfonditi in futuro.
In particolare, i ricercatori dell’Università di San Diego intendono mettere alla prova le IA in vere e proprie avventure complete di Dungeons & Dragons, per capire se le difficoltà nel lungo periodo possono essere superate o se saranno accentuate, sessione dopo sessione e livello dopo livello, durante la storia.


















