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Inquina di più un albero di Natale vero o finto?

Anche un albero di Natale può danneggiare l'ambiente: ma per ridurre l'inquinamento, è meglio sceglierne uno vero o finto? Scopriamo insieme la risposta.

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Come da tradizione, in quasi ogni casa italiana (e non solo!) fa bella mostra di sé il consueto albero di Natale, addobbato a festa per rallegrare grandi e piccini con la sua atmosfera magica. E se molti lo ripongono annualmente in cantina o in mansarda, dove attenderà fino al prossimo Natale, c’è chi preferisce acquistarne uno vero da decorare durante le feste, per poi riciclarlo o – perché no? – piantarlo in giardino. Ma qual è la scelta più ecologica? La risposta non è così scontata, scopriamo i vantaggi e gli svantaggi dell’abete vero e di quello finto.

Albero di Natale vero o finto: quale inquina di più?

Se quest’anno dovete scegliere un nuovo albero di Natale, magari vorreste sapere come ridurre l’impatto ambientale del vostro acquisto. È meglio comprare un abete vero o finto? Dal punto di vista dell’inquinamento, bisogna tenere in considerazione numerosi fattori per fare la scelta più conveniente. Iniziamo dall’albero di Natale vero: ogni anno, si stima che vengano tagliati quasi 100 milioni di abeti per decorare le nostre case. Si tratta solitamente di piante molto giovani, che quindi non hanno mai raggiunto la loro massima capacità di assorbire CO2 (ovvero non sono mai state “sfruttate” appieno). Inoltre, al termine delle feste, questi alberi vengono gettati: l’anno successivo, quasi tutte le famiglie ne acquisteranno di nuovi.

Potremmo dunque pensare che sia questa la scelta meno ecologica, ma in realtà anche l’albero di Natale finto ha un notevole impatto sull’ambiente. In genere sono realizzati in PVC, un materiale plastico che inquina in tutto il suo ciclo di vita, dal momento in cui viene prodotto fino al suo smaltimento. Essendo difficile da riciclare, l’abete in PVC viene solitamente buttato nell’indifferenziata e finisce per inquinare moltissimo, soprattutto a causa delle sostanze chimiche potenzialmente pericolose che rilascia nell’ambiente. Senza contare che, se la sua provenienza è estera, dobbiamo aggiungere l’inquinamento provocato dal trasporto su larga scala.

Quale albero di Natale scegliere

Insomma, se vogliamo fare una scelta ecologica, cosa ci rimane? Nell’acquistare il prossimo albero di Natale, dobbiamo tenere in considerazione quanto tempo vorremmo utilizzarlo e in che modo intendiamo smaltirlo. Un abete vero è meno impattante sull’ambiente se, al termine delle feste natalizie, lo ricicliamo in maniera corretta. Al contrario, un albero finto si rivela la decisione migliore se abbiamo intenzione di usarlo per molti anni, in modo da compensare la sua impronta di carbonio nel lungo periodo.

L’abete vero, sicuramente molto più scenografico, può essere acquistato presso vivai specializzati. Diversi rivenditori piantano annualmente “sostituti” in grado di compensare la perdita di ogni pianta venduta. Meglio scegliere, se possibile, luoghi in cui si fa minor uso di pesticidi e diserbanti. E quando il Natale è ormai finito, l’abete può essere compostato o comunque correttamente riciclato, riducendo il suo potere inquinante. In alternativa, si può acquistare un albero di Natale in vaso per poi trapiantarlo in giardino dopo la fine delle feste, così da sfruttare la sua capacità di assorbire CO2 per molti anni ancora.

Chi preferisce l’innegabile comodità di un albero di Natale finto, può innanzitutto acquistarne uno prodotto in Italia, in modo da ridurre la sua impronta climatica. Inoltre, meglio sceglierne uno di qualità – anche se più costoso – che possa durare a lungo: le stime rivelano che servono dagli 8 ai 20 anni di utilizzo per compensare l’impatto legato alla sua produzione. Ancora, possiamo acquistare un abete finto di seconda mano per abbattere ulteriormente l’inquinamento. E, quando l’albero è ormai a fine vita, dobbiamo ricordarci di smaltirlo nel modo più corretto.