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Il livello dei mari sta salendo ancora: la colpa è (sempre) dell'essere umano

I mari salgono al doppio della velocità di sessant'anni fa: dietro il fenomeno c'è una causa rimasta a lungo sottovalutata

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L'innalzamento dei mari 123rf
  • Una rianalisi internazionale dei dati 1960-2023 conferma che il livello medio del mare continua a salire e che l'aumento sta accelerando.
  • Lo studio attribuisce la causa principale all'espansione termica degli oceani, seguita da ghiacciai e calotte polari sempre più in perdita.
  • Anche con rapide riduzioni delle emissioni gli oceani si riscalderanno per decenni, colpendo in primo luogo le regioni costiere a bassa quota.

È come se fosse destinato a “divorare” le coste: il livello del mare sta salendo ancora e, purtroppo, non accenna a fermarsi. A confermarlo è una nuova ricerca internazionale che ha rimesso ordine in oltre sessant’anni di dati e osservazioni, risolvendo un problema che da tempo complicava i calcoli degli scienziati.

Dietro l’innalzamento dei mari c’è una causa principale che agisce lontano dagli occhi, ben più di iceberg e ghiacciai che si sciolgono. E all’origine di tutto c’è, ancora una volta, l’essere umano.

La nuova ricerca sui livelli del mare

Il fatto che il livello del mare si stia innalzando è ormai noto e assodato, ed è per questo che è sempre più importante continuare a monitorare e a studiare il fenomeno. L’ultima ricerca, in ordine di tempo, è quella di un team internazionale di climatologi guidato da Huayi Zheng dell’Institute of Atmospheric Physics dell’Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, pubblicata sulla rivista Science Advances.

Allo studio hanno partecipato anche scienziati della University of St. Thomas, del National Center for Atmospheric Research statunitense, dell’Université de Toulouse e della Tulane University.

I ricercatori hanno rianalizzato le osservazioni raccolte dal 1960 al 2023, incrociando i dati dei mareografi costieri, delle misurazioni satellitari e delle boe oceanografiche Argo. L’obiettivo era chiudere il cosiddetto bilancio del livello medio globale dei mari: per anni, infatti, la somma delle singole cause dell’innalzamento risultava inferiore a quanto effettivamente osservato.

Strumenti più moderni e metodi di analisi più raffinati hanno permesso di colmare quel divario e di stabilire con certezza quale sia il principale responsabile del fenomeno.

I risultati

Ma andiamo ai numeri: dal 1960 a oggi il livello medio globale dei mari è salito di 2,06 millimetri all’anno. Il ritmo, però, sta accelerando: tra il 1993 e il 2023 la media ha raggiunto i 3,41 millimetri annui, per arrivare a 3,94 millimetri all’anno nel periodo compreso tra il 2005 e il 2023. Oggi i mari salgono al doppio della velocità rispetto a sessant’anni fa.

Al primo posto tra le cause c’è la espansione termica degli oceani: quando l’acqua si riscalda, aumenta di volume e occupa più spazio. Questo processo, da solo, è responsabile del 43% dell’innalzamento registrato dal 1960.

Seguono i ghiacciai montani con il 27%, la calotta glaciale della Groenlandia con il 15%, quella antartica con il 12% e le variazioni nelle riserve idriche terrestri con il restante 3%. Il peso dei singoli fattori è cambiato nel tempo: nei primi decenni dominavano il riscaldamento oceanico e le riserve idriche, mentre dagli anni Novanta la perdita di ghiaccio da ghiacciai e calotte polari ha assunto un ruolo sempre più rilevante.

Il filo conduttore resta il riscaldamento globale di origine umana, che scalda gli oceani e scioglie i ghiacci allo stesso tempo.

Cosa succederà in futuro?

Purtroppo, secondo la ricerca e suoi modelli climatici, anche riducendo rapidamente le emissioni di gas serra, gli oceani continueranno a riscaldarsi (e quindi a espandersi) per almeno mezzo secolo. Una parte dei danni è ormai inevitabile e a pagarne il prezzo più alto saranno le regioni costiere a bassa quota, dove vivono milioni di persone.

Gli effetti, però, riguarderanno tutti: l’innalzamento dei mari è destinato a incidere su reti alimentari, rotte commerciali e distribuzione della popolazione, anche lontano dalle coste.

Tagliare le emissioni resta l’unica strada per contenere l’entità del fenomeno, insieme alla raccolta di nuovi dati su cui gli stessi ricercatori chiedono di proseguire, a partire dalle riserve idriche terrestri e dalle differenze regionali tra un mare e l’altro.

FAQ

Cosa mostra la nuova ricerca sul livello del mare?

Rianalisi di dati 1960-2023 indicano accelerazione dell'innalzamento e identificano le cause principali.

Qual è la causa principale dell'innalzamento del mare?

L'espansione termica degli oceani dovuta al loro riscaldamento, responsabile del 43% dell'aumento.

Quanto è aumentato il livello medio del mare?

Dal 1960 cresce in media 2,06 mm/anno; tra 2005-2023 la velocità è stata 3,94 mm/anno.

Quali altri fattori contribuiscono all'innalzamento?

Scioglimento di ghiacciai montani (27%), Groenlandia (15%), Antartide (12%) e riserve idriche terrestri (3%).

Si può fermare l'innalzamento dei mari?

Ridurre subito le emissioni limita l'entità futura, ma il riscaldamento oceanico proseguirà per decenni.