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Ingegnere Google incriminato per insider trading: 1,2 milioni vinti su Polymarket con dati riservati

Michele Spagnuolo, 12 anni in Google, usava informazioni interne sulle ricerche più popolari per scommettere su Polymarket. Una prima volta importante che apre nuovi scenari

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Sede Google iStock

Un ingegnere software di Google è stato incriminato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per “insider trading”. Ha in pratica sfruttato delle informazioni riservate della propria azienda per guadagnare. Come? Ha piazzato delle scommesse milionarie su Polymarket.

Questa, per chi non lo sapesse, è una piattaforma che permette di puntare denaro sull’esito di eventi futuri, dalla politica alla tecnologia, dal mondo dello spettacolo alla religione. Un caso che è il primo svelato di questo genere e che pone numerose domande.

Cos’è successo

Il nome dell’ingegnere incriminato è Michele Spagnuolo e vanta più di 12 anni d’anzianità in Google. Su Polymarket era noto come “AlphaRAccoon” e, secondo l’accusa presentata dalla Procura federale del Distretto Sud di New York, avrebbe sfruttato la sua posizione in azienda per accedere a dati confidenziali di Google Search. Il tutto relativo ad alcune delle celebrità più cercate dell’anno.

Sfruttando questi dettagli, ha piazzato scommesse su un mercato molto specifico: chi sarebbe stato nominato nella campagna “Year in Search 2025” di Google. Parliamo di un video annuale che riassume le ricerche più popolari dell’anno.

Va da sé che, secondo quest’accusa, l’uomo sapesse in anticipo tutti i risultati, avendo accesso a dati interni. Avrebbe dunque scommesso di conseguenze, garantendosi un ritorno notevole.

Le scommesse

Le cifre sono decisamente impressionanti:

  • 2,7 milioni di dollari investiti complessivamente in scommesse;
  • 1,2 milioni di dollari di profitto netto.

Non un’intuizione fortunata o un’analisi particolarmente acuta, l’accusa è certa si tratti di insider trading puro. Una questione che sta diventando sempre più attuale, considerando “l’esplosione” di Polymarket negli ultimi anni, soprattutto durante le elezioni americane.

È ormai un vero e proprio barometro alternativo dell’opinione pubblica, e non solo. In zone di guerra è possibile osservare l’andamento delle scommesse e rendersi conto, con un certo grado di probabilità, cosa accadrà nei giorni seguenti. Una vera e propria realtà distopica.

Il caso Spagnuolo mette ovviamente in luce una vulnerabilità strutturale, perché chi ha accesso a informazioni privilegiate può, ovviamente, manipolare i mercati con facilità. A differenza della Borsa, infatti, questa piattaforma non ha (ancora) dei controlli e sistemi di tutele normative adeguati.

Questo è il primo caso del genere ma, in linea generale, non il primo esempio di insider trading. Recentemente un soldato dell’esercito americano è stato accusato d’aver sfruttato informazioni militari classificate per guadagnare circa 400mila dollari su Polymarket.

Il caso Spagnuolo è però il più rilevante per importi e implicazioni. Di fatto una piattaforma di prediction è coinvolta, senza precedenti, in un’indagine federale per insider trading negli Stati Uniti.

La risposta di Google

Polymarket ha già detto di voler collaborare in pieno con le forze dell’ordine nelle indagini. Il danno reputazionale è considerevole e questo approccio è fondamentale per ridurre le perdite (il mercato della verità, infatti, è oggi un po’ più fragile, ndr).

Google, dal canto suo, ha confermato d’aver sospeso Spagnuolo, precisando che l’ingegnere aveva accesso ai materiali di marketing attraverso dei normali strumenti aziendali.

Nulla è stato hackerato, dunque, così come nessun sistema di sicurezza è stato violato. Ha solo sfruttato informazioni cui aveva legittimamente accesso. Questo caso apre un dibattito enorme. Se le piattaforme come Polymarket continueranno a crescere, dovranno inevitabilmente dotarsi di strumenti di sorveglianza e compliance simili a quelli dei mercati finanziari tradizionali.