Libero
SCIENZA

Incredibili tesori sono stati recuperati da una nave gemella del Titanic

Il relitto del Britannic, transatlantico inglese gemello del Titanic, conserva ancora alcuni preziosissimi reperti: ecco quelli emersi nel corso dell'ultima spedizione.

Pubblicato:

Relitto iStock

Sapevate che il Titanic aveva non una, bensì due navi gemelle? La compagnia marittima inglese White Star Line, responsabile della costruzione dello sfortunato transatlantico, nei primi anni del ‘900 aveva dato vita alla Classe Olympic, comprendente tre piroscafi: l’RMS Olympic, l’RMS Titanic e l’HMHS Britannic. Quest’ultima, inizialmente destinata ad essere una delle più lussuose e grandi navi da crociera mai costruite, venne poi requisita dall’esercito britannico e impiegata come nave ospedaliera durante la Prima Guerra Mondiale. Anch’essa ebbe un tragico destino, ma oggi un’operazione di recupero ha permesso di portare a galla dal suo relitto alcuni preziosissimi reperti.

Britannic, la storia della nave gemella del Titanic

La tragica storia del Titanic è ormai ben nota, grazie anche al film premio Oscar di James Cameron. Molto meno famosa è invece quella del Britannic, la sua nave gemella: realizzata dalla compagnia marittima White Star Line, doveva operare come crociera di lusso tra Southampton e New York, e garantiva maggiori standard di sicurezza – la società provvide ad effettuare delle modifiche in corso di costruzione, a seguito del drammatico naufragio del Titanic. Tuttavia, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale cambiò definitivamente il suo destino. Il Britannic venne requisito dall’esercito inglese ed entrò in servizio come nave ospedaliera per il trattamento e l’evacuazione dei feriti di guerra.

Purtroppo, anche il transatlantico gemello del Titanic fece una brutta fine: il 12 novembre 1916 ebbe inizio il suo ultimo viaggio, che si concluse appena 9 giorni dopo quando, al largo del Mar Egeo, la nave urtò una mina tedesca e affondò in poco meno di un’ora. A bordo vi erano 1066 persone, quasi tutte tratte in salvo. Le vittime furono 30, perite a seguito di un terribile incidente: la loro scialuppa di salvataggio venne risucchiata dalle enormi eliche della Britannic, ancora in movimento. Il relitto venne scoperto nel 1975 dall’esploratore oceanico Jacques Cousteau, ancora in gran parte intatto. E a più di 100 anni di distanza dall’affondamento della nave ospedaliera, finalmente emergono alcuni dei preziosi reperti che essa conservava a bordo.

L’incredibile tesoro recuperato dal relitto del Britannic

Il Ministero della Cultura greco ha annunciato i risultati di una brillante operazione di recupero avvenuta nel maggio 2025, a opera di un team di 11 subacquei professionisti dotati di attrezzature all’avanguardia. “Le condizioni del relitto erano particolarmente difficili a causa delle correnti e della scarsa visibilità” – ha affermato il Ministero. Tuttavia, sono stati riportati a galla alcuni tesori di inestimabile valore. Dal Britannic sono riemersi oggetti di navigazione come la campana della nave e la luce di babordo, oltre a numerosi reperti che testimoniano il grande lusso secondo cui il transatlantico venne costruito.

In particolare, spiccano alcune piastrelle di ceramica appartenenti al lussuoso bagno turco del Britannic, così come un binocolo per i passeggeri e un lavandino di porcellana proveniente da una delle cabine di seconda classe. Quasi tutti questi reperti sono stati recuperati in ottime condizioni, presentando solo segni di ruggine e di erosione. Diverso il destino di alcuni preziosi vassoi placcati in argento, decisamente arrugginiti per aver trascorso oltre un secolo in mare. Purtroppo, non tutti gli oggetti che i sommozzatori avevano intenzione di riportare a galla sono stati individuati, a causa delle loro condizioni o della loro ubicazione.

I reperti recuperati sono stati ripuliti dalla vegetazione marina, collocati in contenitori sicuri e trasportati presso i laboratori della European University Association (EUA) ad Atene, dove proseguiranno gli sforzi per la loro conservazione. Diventeranno poi il “pezzo forte” del futuro Museo delle Antichità Sottomarine, che dovrebbe essere inaugurato nell’estate 2026 tra i moli del porto del Pireo. La collezione permanente includerà una sezione speciale dedicata alla Prima Guerra Mondiale, dove i tesori del Britannic saranno collocati, finalmente visibili al pubblico.