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Lampi di luce dalla Luna: forse è stata "bombardata"

A generare due lampi di luce osservati da un appassionato di astronomia giapponese sarebbe stato l’impatto di asteroidi sulla Luna, cosa che avviene spesso

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Due lampi di luce sulla Luna hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica e degli appassionati di astronomia. Il fenomeno, registrato da un osservatore giapponese, potrebbe essere il risultato di un impatto di asteroidi sulla Luna, un evento che ci ricorda quanto il nostro satellite naturale sia ancora oggi esposto a un costante bombardamento meteorico. Dietro quei brevi bagliori si nasconde una storia che parla della fragilità cosmica che contraddistingue i corpi celesti privi di atmosfera.

I lampi di luce sulla Luna osservati dalla Terra

A fine ottobre un appassionato di astronomia giapponese, Daichi Fujii, ha osservato e registrato due bagliori sulla superficie lunare. Grazie a telescopi collegati a un sistema di rilevazione automatica, ha potuto documentare due distinti episodi luminosi: il primo nella notte del 30 ottobre e il secondo solo due giorni dopo. Brevi ma intensi, quei lampi non sono passati inosservati e hanno subito destato l’interesse degli studiosi.

Con buona probabilità, questi lampi di luce sulla Luna rappresentano la traccia visibile di meteoroidi o piccoli asteroidi che, viaggiando a velocità superiori ai 90mila chilometri orari, hanno colpito la superficie del satellite generando un improvviso rilascio di energia. L’impatto, privo dell’attenuazione che l’atmosfera terrestre garantisce al nostro pianeta, produce una micro-esplosione capace di rendersi visibile anche a noi, seppur solo con strumenti adatti.

Perché la Luna è più vulnerabile della Terra

La differenza fondamentale tra Terra e Luna è la presenza dell’atmosfera. Il nostro pianeta è protetto da uno spesso strato di gas che brucia o frammenta i corpi celesti di piccole e medie dimensioni prima che raggiungano il suolo. La Luna, invece, è priva di questa difesa naturale. Ogni asteroide o meteoroide che incrocia la sua orbita può colpirla senza ostacoli, scavando nuovi crateri e liberando energia sotto forma di luce.

Proprio per questo motivo, il suo suolo è disseminato di segni di impatti ad alta velocità, un archivio geologico che racconta miliardi di anni di storia cosmica. Gli scienziati ritengono che eventi come quelli osservati da Fujii siano relativamente frequenti, anche se raramente vengono documentati da strumenti amatoriali. La possibilità di assistere a uno di questi impatti sulla superficie lunare è dunque un evento eccezionale.

L’ipotesi delle Tauridi e il contributo dell’ESA

Secondo Fujii, i lampi potrebbero essere collegati allo sciame meteorico delle Tauridi, che ogni anno a novembre incrocia le orbite della Terra e della Luna. Quando questi sciami attraversano il Sistema Solare, frammenti di comete o asteroidi più grandi possono entrare in collisione con i corpi celesti che incontrano sul loro percorso. In assenza di atmosfera, la Luna reagisce a tali urti con bagliori visibili, un fenomeno che fornisce agli astronomi preziose informazioni sull’attività meteorica nello Spazio vicino.

Negli ultimi dieci anni l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha sviluppato un progetto dedicato proprio allo studio di tali eventi. Grazie a telescopi e software di monitoraggio, gli scienziati europei hanno confermato quasi duecento impatti sulla Luna: un contributo fondamentale per comprendere meglio la frequenza e l’intensità dei fenomeni. Poiché i telescopi dell’ESA questa volta non hanno rilevato direttamente i lampi visti in Giappone, l’osservazione amatoriale di Fujii è ancora più importante e si aggiunge a dati in continua crescita.