L'IA diventa il nuovo incubo di chi traffica il denaro contante in maniera illecita
Tempi bui per chi traffica in maniera illecita il contante: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli vuole ora combattere le frodi a colpi di intelligenza artificiale.

La Pubblica amministrazione guarda sempre più l’intelligenza artificiale come a uno strumento strategico per rafforzare le attività di controllo e contrasto agli illeciti. Lo dimostra l’ultima iniziativa dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che nel nuovo piano operativo ha ampliato il ruolo degli algoritmi nelle attività di accertamento e monitoraggio, con particolare attenzione alla lotta contro il traffico illegale di denaro contante.
- Arriva l'IA per combattere il traffico illecito di denaro contante
- Le iniziative europee (e italiane) per aiutare la pubblica amministrazione
- I limiti dell'IA: sì al supporto, no al controllo dei procedimenti
Arriva l’IA per combattere il traffico illecito di denaro contante
Come riportato nella nuova convenzione triennale siglata con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, tra gli obiettivi dell’Agenzia per il periodo compreso tra il 2026 e il 2028 si segnala “il rafforzamento, nell’ambito del settore valutario, del presidio e del contrasto ai fenomeni illeciti connessi alle movimentazioni di denaro contante, anche attraverso progetti pilota basati su sistemi di intelligenza artificiale“.
Non a caso, alla fine del 2025 si è concluso il concorso pubblico finalizzato all’assunzione di figure altamente specializzate proprio in questo ambito, come ingegneri, matematici e fisici. Tutti professionisti ritenuti fondamentali per sviluppare strumenti avanzati di analisi e controllo.
E per contrastare un fenomeno che continua a muovere cifre enormi. Prendendo come riferimento il solo riciclaggio di denaro (alimentato in larga parte dai flussi di contante illegale), secondo le stime della Banca d’Italia il volume economico ammonterebbe a circa 25-35 miliardi di euro all’anno, pari all’1,5%-2% del PIL nazionale.
Le iniziative europee (e italiane) per aiutare la pubblica amministrazione
C’è da dire che non è la prima iniziativa mondiale di IA impiegata negli accertamenti. In Austria, ad esempio, il Centro di competenza per l’analisi predittiva (Predictive Analytics Competence Center, PACC) sta impiegando l’intelligenza artificiale in varie attività: dall’individuazione delle frodi IVA, all’automazione delle verifiche fiscali, fino alla valutazione del rischio doganale.
Anche la Slovacchia e l’Ungheria hanno implementato modelli di valutazione del rischio, che segmentano i contribuenti in base al livello di rischio, consentendo la selezione automatizzata per le verifiche. Si tratta in questo caso di modelli predittivi, che consentono alle autorità di dare priorità ai casi ad alto rischio, riducendo al contempo le indagini non necessarie.
Tornando invece all’Italia, la nostra Agenzia delle Entrate sta impiegando l’IA in ambiti come i rimborsi fiscali, dove è in grado di analizzare enormi quantità di dati in tempi estremamente rapidi, accelerando così le procedure e riducendo i tempi di erogazione.
I limiti dell’IA: sì al supporto, no al controllo dei procedimenti
Gli strumenti AI sono fondamentali per rendere più efficiente il sistema, grazie soprattutto alle tecniche di analisi avanzata dei dati per identificare le potenziali minacce e prevenire le frodi. Ma di certo non potranno essere impiegati per gestire autonomamente un intero procedimento amministrativo.
La stessa Agenzia delle Entrate aveva escluso categoricamente la possibilità di affidare ai modelli compiti decisionali nell’ambito dell’accertamento fiscale. “L’Agenzia non emetterà mai un avviso di accertamento elaborato dall’intelligenza artificiale, questo non deve accadere mai e poi mai”, aveva ribadito il direttore Vincenzo Carbone, intervistato durante il forum online organizzato dall’ANSA.
Anche la stessa Agenzia delle Dogane ha sottolineato come l’IA avrà dei paletti, soprattutto per quanto riguarda il lato privacy. Già nella premessa della convenzione, l’Agenzia sottolinea che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sarà accompagnato da “un graduale percorso di governo, controllo e responsabilizzazione nell’utilizzo degli strumenti e dei dati”, così da garantire un impiego responsabile e trasparente della tecnologia.
FAQ
L'IA sarà impiegata per accertamento e monitoraggio, con progetti pilota mirati a contrastare il traffico illecito di contante.
Ingegneri, matematici e fisici assunti per sviluppare strumenti avanzati di analisi e controllo.
Uso regolato con percorsi di governo, controllo e responsabilizzazione, con attenzione alla privacy e trasparenza.

















