L'IA non sta rimpiazzando i lavoratori così velocemente come sembrava
Le stime indicano che l’IA non sta sostituendo i lavoratori come previsto. Per ora trasforma i ruoli e aumenta la produttività, ma per le imprese i costi stanno crescendo rapidamente.

In molti credono oggi che l’IA rimpiazzerà tutti i lavoratori. E invece tocca ricredersi, stando alle prime stime trapelate, che confermano (almeno per il momento) una trasformazione del mercato del lavoro più lenta del previsto.
E tra l’altro nemmeno così conveniente per le imprese.
- Addio lavoro a causa dell'IA? Per ora pochi segnali
- AI, quanto mi costi: sempre più oneri e investimenti per le imprese
- Come potrebbe svilupparsi l'IA nel mondo del lavoro
Addio lavoro a causa dell’IA? Per ora pochi segnali
Le prime stime arrivano dalla Banca del Canada, secondo cui non emergono, almeno per ora, segnali di una perdita diffusa di posti di lavoro legata ai chatbot. Anzi, si prevede quasi l’opposto, che con la progressiva diffusione dell’IA, alcuni ruoli potrebbero essere sostituiti, mentre altri nuovi profili professionali potrebbero emergere.
L’ultima indagine della banca, condotta tra esperti senior di gestione del rischio nel settore finanziario, ha mostrato come questa tecnologia venga sempre più considerata come uno strumento di supporto ai processi decisionali, senza mettere in discussione la centralità del ruolo umano. “Questo rafforza l’idea che l’IA trasformerà principalmente i posti di lavoro, non li eliminerà“, ha sottolineato la vice governatrice Michelle Alexopoulos.
Inoltre, con la maggiore integrazione dell’intelligenza artificiale nei contesti produttivi e aziendali, si apre la prospettiva di un incremento dell’efficienza nella produzione di beni e nell’erogazione dei servizi, che a sua volta “renderà le imprese più competitive, portando a salari più alti per i lavoratori, risparmi per i consumatori e una minore pressione sull’inflazione”, ha affermato (ottimisticamente) Alexopoulos.
AI, quanto mi costi: sempre più oneri e investimenti per le imprese
Al di là delle aspettative di salari più alti e possibili benefici per i consumatori, al momento l’unica certezza è che l’IA sta diventando un costo rilevante per le imprese.
Anzi, più onerosa dello stesso personale. A ribadirlo è Axios, secondo cui i budget IT aziendali stanno aumentando in modo significativo, con alcune realtà che arrivano a destinare più risorse all’IA rispetto alle spese per gli stipendi dei dipendenti.
Addirittura, secondo le stime di Gartner, la spesa globale per l’IT dovrebbe raggiungere i 6.310 miliardi di dollari nel 2026 (+13,5% rispetto al 2025) a causa della forte espansione degli investimenti in infrastrutture, software e servizi cloud legati all’intelligenza artificiale.
Investimenti che dovranno anche guardare al ROI, cioè al ritorno economico. Le aziende con i maggiori budget IT saranno infatti chiamate a dimostrare nel tempo l’efficacia delle spese sostenute, soprattutto nei confronti degli azionisti durante le trimestrali. “Questo potrebbe tradursi in prove di aumento della produttività o in metriche che mostrino un chiaro ritorno sull’investimento nell’IA“, si legge su Axios.
Nel frattempo, già diverse aziende hanno segnalato dei “problemi”. Il CTO di Uber ha ammesso di aver esaurito l’intero budget dedicato all’intelligenza artificiale per il 2026 a causa dei costi dei “token”, mentre il CEO di Swan AI, Amos Bar-Joseph, ha attirato attenzione con un post su LinkedIn in cui ha descritto il suo modello operativo come una “azienda autonoma” che cresce grazie ai chatbot più che all’aumento del personale.
Come potrebbe svilupparsi l’IA nel mondo del lavoro
Per ora i lavoratori possono dunque dormire sonni tranquilli: il pericolo di eventuali chatbot ruba-lavoro al momento è una chimera. Di contro, per le imprese l’idea di rimpiazzare l’organico attraverso questa tecnologia appare ancora lontana e tutt’altro che semplice da realizzare.
Probabilmente la dinamica sarà quella di un’evoluzione graduale, in cui l’IA contribuisce soprattutto a migliorare la produttività (a patto che venga utilizzata in modo efficace) e a ridefinire o far emergere nuove mansioni, più che eliminare posti di lavoro.
O forse nulla di tutto ciò, qualora i dubbi relativi alla bolla IA dovessero essere confermati.
FAQ
Le prime stime, come quelle della Banca del Canada, non mostrano una perdita diffusa: l'IA sembra trasformare i ruoli più che eliminarli.
Per ora no: molti esperti la vedono come strumento di supporto decisionale che mantiene centrale il ruolo umano.
Può aumentare efficienza e produttività, creare nuovi profili professionali e potenzialmente migliorare salari e competitività aziendale.
Al contrario: l'IA sta diventando un costo rilevante e in alcuni casi le spese per l'AI superano quelle per gli stipendi.



















