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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Meta rimanda il lancio di Avocado, il suo modello di intelligenza artificiale

Slitta a maggio o giugno il progetto Meta Avocado: la superintelligenza artificiale "firmata" Zuckerberg non è ancora… così intelligente.

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Meta Logo su schermo smartphone e sfondo 123RF

Il nuovo modello di intelligenza artificiale di Meta, noto con il nome in codice Avocado, non arriverà nei tempi inizialmente previsti. Secondo indiscrezioni riportate da Reuters e dal New York Times, il debutto della tecnologia è stato posticipato almeno a maggio o giugno. La decisione riflette le difficoltà dell’azienda nel raggiungere prestazioni competitive rispetto ai sistemi sviluppati dai principali rivali e mostra quanto la corsa globale all’IA sia diventata una partita complessa, dove anche i giganti della tecnologia devono rivedere i propri piani.

Il rinvio del modello IA Meta Avocado

Il progetto Avocado rappresenta uno dei tasselli più importanti nella strategia di Meta Platforms nel campo dell’intelligenza artificiale.

Il modello, su cui l’azienda lavora da mesi, era atteso per la primavera ma il lancio è stato rinviato dopo che i test interni non hanno raggiunto i risultati sperati.

Sembrerebbe che le prestazioni attuali del sistema si collochino tra le versioni 2.5 e 3 dei modelli Gemini sviluppati da Google. Un risultato considerato ancora insufficiente per competere al livello che Meta vuole raggiungere con i suoi prodotti di intelligenza artificiale.

La scelta di rimandare l’uscita non è quindi soltanto tecnica. È anche strategica: rilasciare un modello non abbastanza potente potrebbe danneggiare l’immagine dell’azienda in una fase in cui la competizione sull’IA è sempre più visibile e aggressiva.

La superintelligenza artificiale

Il ritardo del progetto si inserisce nel contesto più ampio della strategia sull’IA delineata dal CEO Mark Zuckerberg. All’inizio dell’anno l’azienda ha annunciato un piano di investimenti molto ambizioso per rafforzare la propria infrastruttura tecnologica.

Meta, infatti, ha previsto una spesa in conto capitale compresa tra 115 e 135 miliardi di dollari nel corso dell’anno.

L’obiettivo dichiarato è sviluppare sistemi sempre più avanzati fino ad avvicinarsi a quella che l’azienda definisce “superintelligenza”, cioè un livello di capacità delle macchine superiore a quello umano.

Per raggiungere questo traguardo il gruppo sta lavorando su più fronti: modelli linguistici più evoluti, nuovi data center e persino lo sviluppo di chip proprietari pensati per l’elaborazione dell’intelligenza artificiale.

Un cambio di strategia

Le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi suggeriscono anche un possibile cambiamento di rotta nella politica tecnologica dell’azienda.

In passato Meta ha puntato molto sull’approccio open source con la famiglia di modelli Llama, rendendo il codice disponibile agli sviluppatori.

Secondo alcune ricostruzioni riportate dalla stampa internazionale, Avocado potrebbe invece seguire un percorso diverso. Il nuovo modello di IA Meta potrebbe non essere distribuito liberamente agli sviluppatori esterni, rimanendo quindi sotto il controllo diretto dell’azienda.

Una scelta che sarebbe legata anche a questioni di sicurezza e di controllo dell’ecosistema tecnologico.

Alcune versioni dei modelli open sono state infatti integrate in progetti sviluppati all’estero, cosa che ha spinto l’azienda a valutare una gestione più chiusa delle nuove tecnologie.

Il confronto con i modelli di Google

Il ritardo del progetto Avocado evidenzia quanto la concorrenza nel settore sia intensa. In particolare i modelli Gemini sviluppati da Google stanno diventando uno dei riferimenti del mercato per prestazioni e capacità di elaborazione.

La distanza tra le tecnologie dei vari gruppi non è enorme, ma sufficiente a determinare il successo o meno di una piattaforma. Per questo Meta preferisce aspettare qualche mese in più piuttosto che lanciare un prodotto che non riesca a distinguersi.

Un portavoce dell’azienda ha spiegato a Reuters che il prossimo modello mostrerà comunque i progressi raggiunti e la rapidità con cui la ricerca interna sta avanzando. L’obiettivo resta quello di pubblicare nuovi sistemi nel corso dell’anno, migliorandoli progressivamente.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il rinvio di Avocado non significa che la strategia sull’intelligenza artificiale stia rallentando. Al contrario, l’azienda continua a investire massicciamente nel settore e sta valutando anche possibili collaborazioni tecnologiche.

Tra le ipotesi discusse internamente ci sarebbe persino l’utilizzo temporaneo dei modelli Gemini per alimentare alcuni servizi di Meta, anche se al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva.

Il debutto di Avocado resta quindi uno dei passaggi più attesi nella roadmap del gruppo. Se il modello riuscirà a raggiungere le prestazioni previste, potrebbe diventare uno dei protagonisti della prossima fase della competizione globale sull’intelligenza artificiale.