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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L'IA corre più veloce di noi, e l'ONU avverte: rischiamo di perderne il controllo

Un rapporto delle Nazioni Unite lancia l'allarme: l'intelligenza artificiale si sta evolvendo più rapidamente di quanto scienza e governi riescano a comprenderla.

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Assemblea dell'ONU IPA

Da semplice correttore di testo o generatore di immagini, oggi l’intelligenza artificiale è diventata uno strumento centrale per banche, aziende e pubbliche amministrazioni, che la adoperano per ogni attività anche per la cybersecurity. Tutto questo è stato reso possibile grazie al suo continuo sviluppo, che però sta ormai superando sia la capacità della comunità scientifica di comprenderne l’evoluzione sia quella dei governi di regolamentarla.

Ed è proprio questo il motivo per cui l’ONU ha lanciato un nuovo allarme: se lo sviluppo continuerà con gli attuali ritmi, non esistono garanzie che l’intelligenza artificiale non possa provocare conseguenze anche catastrofiche.

L’intelligenza artificiale si evolve più rapidamente delle regole

Queste “nuove” preoccupazioni arrivano dal rapporto preliminare del Panel scientifico internazionale delle Nazioni Unite sull’IA, che mira a fornire analisi scientifiche aggiornate per aiutare governi e istituzioni a prendere decisioni su questa nuova tecnologia.

Anche perché, a detta del report, tuttora i responsabili politici si trovano davanti a un dilemma decisamente complesso: per regolamentare efficacemente l’intelligenza artificiale servono prove solide, ma i modelli si evolvono a una velocità tale che la ricerca e la normativa non riescono a tenere il passo.

Parliamo infatti di una tecnologia che dimostra già livelli di ragionamento paragonabili a quelli di esperti in matematica e discipline scientifiche, al punto da contribuire tutt’oggi allo sviluppo di farmaci e vaccini.

Secondo il report, la complessità dei compiti che questi modelli riescono a svolgere raddoppia ogni quattro-sette mesi, non a caso già oggi riesce a completare in poche ore attività che richiederebbero agli esseri umani giorni o addirittura settimane.

Di questo passo, in futuro potremmo ritrovarci con sistemi di intelligenza artificiale agentici, capaci di svolgere autonomamente compiti complessi, e sempre più integrati nell’economia.

Quali sono i rischi per il futuro

È indubbio che l’IA possa portare in futuro importanti benefici economici a livello globale. Così come è indubbio che i rischi non manchino con questa tecnologia. Il rapporto sottolinea infatti la possibilità che, con l’aumentare dell’autonomia, si possa progressivamente perdere il controllo dei sistemi.

O peggio, che possa diventare l’arma ideale per compiere attività distruttive, e non tanto creare disinformazione e altri contenuti dannosi come già viene impiegata oggi. Si parla di frodi, attacchi informatici e persino minacce biologiche, tutte attività in cui l’IA potrebbe essere sfruttata.

In pratica le stesse preoccupazioni emerse negli ultimi mesi dopo il debutto dei nuovi modelli firmati Anthropic, tra cui Mythos e Fable 5, i primi a essere finiti al centro di una controversia nazionale. In particolare Claude Fable 5, inizialmente bloccata dall’amministrazione Trump per motivi legati alla sicurezza nazionale, e poi successivamente riammessa.

È la prova che ancora oggi i governi non sanno come gestire una tecnologia del genere, così avveniristica e potente.

Infatti, come precisa il rapporto, sulla regolamentazione IA, la governance rimane frammentata: molti Paesi non dispongono ancora delle competenze o degli strumenti necessari per valutare e regolamentare sistemi avanzati. Trovandosi così a dover dipendere da tecnologie che non sono in grado di comprendere o controllare pienamente.

Ma non tutto è perduto

Detto ciò, è bene però ridimensionare un po’ la situazione. Ad esempio, il sopramenzionato passaggio verso sistemi completamente agentici non è garantito al 100%, perché l’evoluzione dell’IA potrebbe essere limitata dalla disponibilità di energia e dalla scarsità di dati di alta qualità, necessari per addestrare modelli sempre più avanzati.

L’unica certezza è la necessità di accelerare la regolamentazione. E a tal riguardo, riferisce Reuters, leader politici e tecnologici internazionali, insieme all’Agenzia delle Nazioni Unite per le tecnologie digitali, hanno annunciato la creazione di una nuova commissione dedicata allo sviluppo dell’IA.

Un passo avanti per l’uomo, anche se piccolo; nel mentre, l’intelligenza artificiale continua a fare passi da gigante, giorno dopo giorno.

FAQ

Quali rischi concreti indica il rapporto?

Oltre alla perdita di controllo, il rapporto cita frodi, attacchi informatici, uso come arma e persino minacce biologiche se l'IA venisse sfruttata male.

Cosa impedisce oggi una regolamentazione efficace dell'IA?

La ricerca e le norme non tengono il passo con la velocità di sviluppo; molti Paesi mancano di competenze e strumenti per valutare sistemi avanzati.

Ci sono segnali positivi per controllare meglio l'IA?

Sì: è stata annunciata una nuova commissione ONU per lo sviluppo dell'IA e si discute di accelerare regole e governance internazionali.