Harvard ci prova: arrivano i professori generati con l'IA che non dormono mai
La Harvard Business School introduce cloni digitali dei suoi docenti per allenare i futuri imprenditori senza limiti di tempo e anche di spazio.

Una volta se avevi bisogno di un consulto accademico o professionale, non c’era alternativa: dovevi prendere un appuntamento, attendere il tuo turno e presentarti di persona nello studio del docente.
Alla Harvard Business School invece si farà qualcosa di nuovo, almeno per quanto riguarda la consulenza per le startup.
La prestigiosa università americana ha infatti deciso di integrare versioni digitali basate sull’intelligenza artificiale dei propri professori all’interno di un bootcamp online, in modo da offrire un mentoring personalizzato, modellato sulle competenze reali dei docenti, praticamente a ogni ora del giorno e della notte.
- Arrivano per le startup i cloni IA dei professori di Harvard
- Un supporto per l'imprenditorialità
- L'intelligenza artificiale sempre più centrale (ma non troppo) nelle università
Arrivano per le startup i cloni IA dei professori di Harvard
Facente parte del programma HBS Foundry, questo servizio offre ai futuri fondatori la possibilità di mettersi alla prova in simulazioni ad alto impatto, come la presentazione della propria idea agli investitori, la gestione di trattative commerciali o la conduzione di riunioni del consiglio di amministrazione.
Il tutto avviene interagendo direttamente con i cloni IA dei docenti di Harvard, che permettono agli utenti di ripetere le proprie esposizioni tutte le volte necessarie prima di affrontare un appuntamento reale.
Al termine del percorso, i partecipanti hanno l’opportunità di sottoporre il proprio progetto a investitori veri per provare ad aggiudicarsi un finanziamento di 100.000 dollari.
Non è ovviamente un servizio gratuito: è richiesta una quota d’iscrizione di 699 dollari, una cifra decisamente contenuta se paragonata alla retta annuale della business school, che va a superare gli 84.000 dollari.
Un supporto per l’imprenditorialità
Questo progetto IA è stato reso possibile grazie alla collaborazione di sette professori e docenti senior dell’istituzione universitaria, che hanno partecipato volontariamente a una serie di interviste e sessioni di registrazione dedicate, con tanto di test e feedback continuo, al fine di creare questi cloni IA.
Avatar digitali che, con il loro background variegato (dal venture capital alla progettazione di modelli di business, fino alla strategia per le startup) ora possono essere al servizio degli aspiranti founder praticamente a ogni ora del giorno.
Va precisato che questo corso di Foundry non ha il valore di un corso di laurea ufficiale della HBS e non rilascia crediti accademici.
Rappresenta piuttosto una scelta strategica per allargare la rete di supporto all’imprenditorialità verso fondatori ad alto potenziale in qualsiasi parte del mondo, comprese quelle persone che “potrebbero non studiare mai ad Harvard o non avere accesso alle reti e alle risorse di un importante ecosistema dell’innovazione“, come ha spiegato un portavoce dell’ateneo a Fortune.
L’intelligenza artificiale sempre più centrale (ma non troppo) nelle università
Quella di Harvard non è comunque un’iniziativa isolata nel panorama accademico statunitense: già diverse università stanno cercando di convertire il tempo limitato dei propri professori in risorse digitali scalabili. Ad esempio, l’Imperial Business School ha già sperimentato l’uso di avatar dei propri docenti, e così anche la Stanford University.
Ovviamente tutto ciò è solo per le mansioni più ripetitive. L’intelligenza artificiale riesce a replicare senza sforzo compiti meccanici, come rispondere a quesiti ricorrenti o riproporre spiegazioni da angolazioni differenti per un numero infinito di volte, ma non possiede la capacità di conoscere davvero un allievo o di offrirgli un supporto autentico come quello umano.
Anche in questa più recente applicazione a Harvard, il contributo delle persone resta insostituibile. Per quanto un modello linguistico o un avatar possano simulare atteggiamenti e risposte, oggi un software non può mettere a rischio la propria reputazione né essere genuinamente coinvolto dal destino di un progetto o di una persona.
FAQ
Sono versioni digitali basate sull’intelligenza artificiale di alcuni docenti, create per guidare le startup nel bootcamp online HBS Foundry con simulazioni e mentoring personalizzato.
No, il percorso Foundry non vale come corso di laurea ufficiale e non rilascia crediti accademici. È pensato come supporto all’imprenditorialità, non come programma accademico tradizionale.
Serve a mettere alla prova i futuri founder in situazioni realistiche: pitch agli investitori, trattative commerciali e riunioni del board, con la possibilità di ripetere tutto più volte prima del confronto vero.
La quota di iscrizione è di 699 dollari. È un costo molto più basso rispetto alla retta annuale della Harvard Business School, che supera gli 84.000 dollari.
Per ora no: l’IA è utile per compiti ripetitivi e simulazioni, ma non può offrire il supporto umano autentico, conoscere davvero uno studente o sostituire il coinvolgimento di un docente.

















