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I soldati potenziati sono realtà, l'Ucraina sul campo di battaglia con gli esoscheletri

Minore fatica e velocità aumentata, i soldati del futuro sono già al fronte in Ucraina: cosa cambia con l'uso degli esoscheletri militari

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Soldati in Ucraina ANSA

Se parliamo di soldati potenziati, il pensiero va al cinema, magari ad anime o manga, così come al mondo del gaming. Niente Call of Duty però, si tratta di vita vera e di fronte attivo. La guerra in Ucraina sta spingendo sempre più avanti la sperimentazione tecnologica in campo bellico. Basti pensare a droni e intelligenza artificiale.

La nuova frontiera riguarda i singoli militari, che nel settore di Pokrovsk, tra i più critici e sanguinosi del fronte nel Donetsk, hanno iniziato test operativi di esoscheletri tattici. Soldati in carne e ossa potenziati da strutture elettromeccaniche. Si muovono agilmente tra le trincee e trasportano carichi che, in condizioni normali, richiederebbero il doppio della forza.

La fantasia corre rapida in casi del genere, e così ci si ritrova a parlare di super soldati online. La verità è però ben diversa. Soluzioni del genere andrebbero a impattare su uno dei più antichi problemi della guerra: l’estrema usura fisica dei singoli soldati, soprattutto in un conflitto di logoramento che dura anni.

La tecnologia in trincea

Non si tratta di certo del primo apporto tecnologico di ultima generazione in trincea ma, di fatto, l’uso degli esoscheletri potrebbe avere un impatto gigantesco nel quotidiano dei soldati. In potenza si parla di una vera e propria rivoluzione. Di certo il reale valore aggiunto non si vedrà durante un assalto. Ripetiamo, non è un film. Tutto cambierà durante il lavoro di logistica che, causa fatica accumulata, viene spesso rallentato.

Nelle batterie di artiglieria vicine a Pokrovsk, i soldati devono movimentare quotidianamente proiettili che pesano circa 50 kg ciascuno. Un lavoro massacrante che, moltiplicato per decine di colpi, porta rapidamente al collasso muscolare e a infortuni permanenti.

Gli ucraini hanno testato dei dispositivi che riducono lo sforzo fisico percepito fino al 30%. Un soldato può dunque spostare trenta proiettili con la stanchezza che normalmente accumulerebbe dopo averne sollevati venti.

Un sistema assistenziale che permette di mantenere ritmi di fuoco elevati, ricaricando i depositi avanzati con una rapidità che potrebbe fare la differenza tra tenere una posizione o essere travolti dalla Russia di Putin.

Velocità e resistenza

Uno dei dati tecnici più rilevanti riguarda la mobilità. L’esoscheletro infatti consente di raggiungere velocità assistite fino a 20 km/h. Un fanta potrebbe così ritrovarsi a mantenere un passo rapido su qualsiasi tipo di terreno, pur trasportando oltre 40 kg d’equipaggiamento (armi, munizioni e giubbotto antiproiettile).

Il sistema interviene scaricando il peso dell’equipaggiamento direttamente a terra attraverso la struttura meccanica, liberando la colonna vertebrale e le ginocchia del soldato. In certe condizioni, anche solo percorrere poche centinaia di metri più rapidamente del normale potrebbe voler dire uscire indenni da una zona di tiro.

Batterie, fango e manutenzione

È ovvio il generale entusiasmo, e anche ben giustificato. Restano però enormi incognite tecniche, che solo il fango del Donbass potrà sciogliere:

  • quanto durano le batterie in condizioni di freddo estremo?
  • Come reagiscono i sensori e gli attuatori alla polvere, umidità e vibrazioni costanti delle esplosioni?
  • In caso di rottura di un giunto in trincea, il soldato diventa un bersaglio fisso appesantito e quasi incapace di muoversi?