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Smart glasses AI: Google presenta i nuovi occhiali a cui puoi dare comandi con la voce

Google lancia i nuovi occhiali smart con AI Gemini:. Un assistente virtuale sempre presente con zero schermi e mani libere: da quando si potrà comprare

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Google Smart Glasses AI Google

Google ci riprova dopo quasi 15 anni dai Google Glass, svelando al mondo degli AI glasses durante la conferenza I/O 2026. Nel 2012 quel prototipo annunciato avrebbe dovuto sconvolgere il mondo della tecnologia indossabile, ma così non è stato.

Un fallimento molto costoso per l’azienda di Mountain View, che aveva proposto al suo pubblico un prodotto dal prezzo “folle" e con un design rivedibile. Ritirati ufficialmente nel 2015, per non farne più parola, almeno fino a oggi. La nuova generazione con intelligenza artificiale infatti arriverà nell’autunno 2026. Il tutto con un approccio totalmente diverso, promettono dalla big tech.

Due modelli differenti

I nuovi occhiali smart AI di Google sono, prima di tutto, degli occhiali veri. Potrebbe sembrare scontato ma non lo è affatto. Nessun prototipo da laboratorio, bensì qualcosa di pronto all’uso nel quotidiano. Google ha stretto un accordo con Samsung e due brand molto diversi tra loro, così da offrire svariati stili e soddisfare una fetta molto ampia di pubblico:

  • Warby Parker, per una montatura classica e lineare;
  • Gentle Monster, per un design più arrotondato e legato al fashion e, di fatto, al mercato coreano che fa tendenza.

Entrambi i modelli presentano una piccola fotocamera integrata nella montatura, con degli speaker ben nascosti nelle aste. Il cuore pulsante dei nuovi smart glasses di Google è però Gemini.

Google Smart Glasses AIGoogle

L’AI di Google trasforma infatti questo prodotto in un vero e proprio assistente personale da indossare. Ed ecco che, di colpo, tutti sogniamo di poter parlare con una sorta di Jarvis mentre siamo in giro a fare commissioni.

Cosa possono fare gli occhiali smart di Google

Sono state svelate diverse funzionalità, ed ecco cosa potranno fare i possessori di questi innovativi modelli:

  • traduzione in tempo reale di testi e conversazioni (immagina Gemini leggere per te un menù o un cartello in giapponese);
  • navigazione con indicazioni vocali;
  • lettura delle notifiche senza bisogno di toccare il telefono;
  • gestione del calendario e dei promemoria;
  • shopping vocale;
  • riconoscimento visivo, tra suggerimenti per luoghi da visitare, approfondimenti legati a monumenti, auto inquadrati o anche specifiche legate a un piatto sul tavolo vicino al ristorante.

L’interazione è totalmente vocale e audio, con l’utente che può parlare all’assistente liberamente e in maniera naturale, ricevendo risposta tramite gli speaker integrati. Nessun bisogno di schermi, dunque, fisici o virtuali.

Google ha però anticipato una seconda versione, che avrà un display integrato nelle lenti. Si potrà dunque veder proiettato del testo in sovrimpressione. Qualcosa in sviluppo e non ancora pronto per il lancio. Importante che ci siano due soluzioni differenti, considerando quanto alto sia il rischio di flop in questo secondo caso. L’idea di circolare per la città con lo sguardo in parte offuscato da testo o immagini proiettate, infatti, è alquanto rischiosa.

Un successo annunciato

Stavolta le cose potrebbero andare diversamente rispetto al passato. Se da un lato i tempi sono maturi, considerando anche il successo dei Ray-Ban smart di Meta, dall’altro l’idea di un assistente AI sempre presente vocalmente, che permette di avere le mani libere, è intrigante.

Molto dipenderà di certo dal prezzo, ovviamente, che non è stato ancora comunicato. Detto ciò, Meta ha venduto più di 7 milioni di paia, ma proprio quel modello fa sorgere un nodo cruciale, quello della privacy.

Google Smart Glasses AIGoogle

Chi può vedere quelle immagini che creiamo con la cam “nascosta"? Passano attraverso le mani di esseri umani? Detto ciò, siamo pronti a essere potenzialmente ripresi da chiunque in maniera subdola in qualsiasi momento in un luogo pubblico? I dubbi restano ma, al prezzo giusto, in tantissimi non si porranno la minima questione etica.