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Apple difende Google per paura di quello che può succedere a iOS

Bruxelles vuole aprire Android agli assistenti AI rivali di Gemini, ma Google e Apple parlano di rischi per sicurezza, dati personali e stabilità del sistema

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Apple e Google iStock
  • Apple ha pubblicamente sostenuto Google nella disputa con la Commissione Europea sulle regole di accesso all'intelligenza artificiale su Android.
  • La proposta del Digital Markets Act mira a garantire parità di accesso agli assistenti IA di terze parti e la condivisione di dati anonimizzati.
  • Google e Apple avvertono rischi per sicurezza e precedenti normativi, mentre Bruxelles difende la misura come necessaria per la concorrenza.

Due colossi da sempre in competizione si trovano oggi a difendere la stessa posizione davanti alle autorità europee: Apple ha scelto di sostenere pubblicamente Google in una delle dispute più delicate degli ultimi anni con la Commissione Europea.

Il colosso di Cupertino si è infatti schierato apertamente contro una serie di misure che potrebbero cambiare in modo radicale le regole del gioco nel settore dell’intelligenza artificiale. Un’alleanza che a prima vista stupisce, ma che rivela quanto siano alti gli interessi in gioco.

Apple, Google e gli assistenti AI

Ma cerchiamo di capire bene cosa sta succedendo. Come accennavamo, al centro della vicenda c’è una proposta della Commissione Europea formulata nel quadro del Digital Markets Act, il regolamento europeo pensato per limitare il potere delle grandi piattaforme digitali e favorire una concorrenza più equilibrata.

Secondo Bruxelles, Google starebbe riservando ai propri servizi di intelligenza artificiale (a partire da Gemini) un livello di integrazione con Android che i concorrenti non possono raggiungere e, dunque, l’obiettivo delle misure allo studio è correggere questa asimmetria.

In pratica, le proposte della Commissione consentirebbero agli assistenti IA di terze parti di interagire con Android allo stesso modo in cui lo fa Gemini: inviare email, ordinare prodotti, condividere contenuti, accedere alle gallerie fotografiche e alle app di messaggistica.

Un accesso granulare al sistema operativo che, secondo Google, aprirebbe varchi pericolosi nella protezione dei dati degli utenti europei e metterebbe a rischio la stabilità dell’intero ecosistema.

La Commissione ha chiesto pareri agli operatori del settore e proprio Google aveva già espresso forte opposizione nelle settimane precedenti, contestando sia l’impianto tecnico delle misure sia i rischi per la sicurezza. A quelle critiche si è ora aggiunta Apple, con una nota ufficiale.

Il punto di vista dell’Europa

Vale comunque la pena fare focus sul punto di vista della Commissione Europea, che sottolinea che le misure in discussione sono semplicemente l’applicazione coerente dei principi del DMA: nessuna piattaforma dominante dovrebbe essere in grado di favorire i propri servizi a scapito della concorrenza.

La commissaria all’Antitrust Teresa Ribera ha parlato esplicitamente di “maggiore scelta per gli utenti Android”, inquadrando l’intervento come un’opportunità per aprire il mercato dell’IA mobile a operatori più piccoli.

L’Europa sostiene che garantire parità di accesso non è un’interferenza tecnica, ma una condizione necessaria per un mercato digitale davvero competitivo. Tra le misure allo studio figura anche la condivisione di dati anonimizzati legati alla ricerca (ranking, query, interazioni degli utenti) con i concorrenti di Google, un punto che secondo Bruxelles darebbe ai nuovi entranti gli strumenti per innovare in un settore in rapida evoluzione.

La decisione finale è attesa per luglio 2026. Se la Commissione dovesse confermare la linea dura, Google sarebbe obbligata a modificare in profondità le logiche di permessi di Android. Un cambiamento che avrebbe un impatto diretto sull’esperienza degli utenti e sulle possibilità di sviluppo degli operatori del settore.

Lo sguardo di Apple sulle sorti di Google

Chiaramente, Apple non è un osservatore neutrale. L’azienda ha ammesso esplicitamente di avere un forte interesse diretto nella vicenda, precisando che le misure allo studio avrebbero implicazioni ampie su come le piattaforme in generale devono gestire l’accesso all’IA da parte di terzi.

Il DMA, del resto, riguarda anche iOS: Apple è già stata obbligata ad aprire il proprio ecosistema ai marketplace alternativi su iPhone e iPad, con conseguenze che a Cupertino definiscono preoccupanti.

Insomma, una sentenza contro Google potrebbe diventare rapidamente un argomento che Bruxelles userebbe per spingere Apple ad aprire ancora di più il proprio sistema operativo. Ed è esattamente per questo che Cupertino ha scelto di scendere in campo adesso, prima che il verdetto sia scritto.

FAQ

Perché Apple difende Google davanti alla Commissione Europea?

Apple teme che una sanzione a Google crei precedenti che portino Bruxelles a obbligare anche iOS ad aprirsi maggiormente.

Cosa prevede la proposta del Digital Markets Act in questo caso?

Consentirebbe agli assistenti IA di terze parti di interagire con Android come fa Gemini, con accesso a app e dati.

Qual è il timore di Google rispetto alle misure proposte?

Google sostiene che l'accesso granulare minaccerebbe la privacy degli utenti e la sicurezza e stabilità dell'ecosistema.

Cosa propone Bruxelles per favorire la concorrenza nell'IA mobile?

Parità di accesso ad Android e condivisione di dati anonimizzati per permettere l'innovazione dei nuovi entranti.

Quando è prevista la decisione finale della Commissione Europea?

La decisione finale è attesa per luglio 2026.