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SCIENZA

È un vortice solitario in fuga: perché l'addio della goccia fredda sarà durissimo

Ultimi rovesci al Sud, poi il caldo tornerà a dominare l’Italia: ecco cos’è la goccia fredda e perché il suo addio favorirà una nuova ondata africana

Vortice e goccia fredda iStock
  • Una goccia fredda, nucleo d'aria fredda in quota, ha causato rovesci improvvisi, grandinate e cali termici significativi in Italia.
  • Con lo spostamento del vortice tornerà l'anticiclone nordafricano e il caldo salirà fino a 36-40°C, soprattutto nel weekend e a inizio agosto.
  • Il fenomeno, comune in Mediterraneo, diventa più violento perché il mare sempre più caldo aumenta il contrasto termico e il rischio di eventi estremi.

Per giorni l’Italia ha vissuto una parentesi anomala fatta di rovesci improvvisi, grandinate e temperature che, in alcune zone, sono crollate anche di otto o nove gradi rispetto ai picchi delle settimane precedenti.

A guidare tutto questo è stato un ospite tanto “piccolo” quanto ingombrante, sospeso a migliaia di metri sopra le nostre teste: un disturbo della circolazione dell’aria che si chiama goccia fredda, e che, adesso sta per andarsene. La sua scomparsa, però, significa molto più di quanto possiamo pensare: il caldo tornerà, e non ci lascerà tregua ancora per molto.

Ma che cos’è la goccia fredda?

Nel linguaggio dei meteorologi la goccia fredda è un nucleo di aria (logicamente) molto fredda e a bassa pressione che si stacca dal flusso principale delle correnti occidentali alle alte quote. Una volta isolata dalla circolazione generale, questa sacca d’aria smette di seguire il movimento delle altre masse e comincia a spostarsi in modo autonomo e imprevedibile, capace di restare ferma per giorni sopra la stessa regione. È da qui che nasce l’immagine del vortice solitario.

Il fenomeno si forma nella media troposfera, tra i 5.000 e i 6.000 metri di quota, dove le temperature possono scendere fino a venti o venticinque gradi sotto zero anche in piena estate. Quando questa massa d’aria gelida sorvola un suolo o un mare particolarmente caldi e umidi, come accade nel bacino del Mediterraneo nei mesi estivi, si innesca un violento contrasto termico verticale.

L’aria calda dei bassi strati, più leggera, viene spinta verso l’alto con grande rapidità e, incontrando l’aria gelida in quota, condensa e alimenta enormi cumulonembi: le nubi che scatenano temporali intensi, grandine e forti raffiche di vento.

L’effetto in Italia e le prossime conseguenze

Va detto che non è una novità assoluta per l’Italia: un fenomeno del tutto simile aveva interessato la Penisola già nel 2024, quando una goccia fredda di origine nordatlantica aveva raffreddato il Centro-Nord ritardando l’arrivo dell’estate. Quella di questi giorni, come avevamo accennato, è ormai in fase di esaurimento, ma prima di sparire lascerà ancora il segno.

Tra l’inizio della settimana e mercoledì il Sud farà i conti con la sua coda, con un nucleo instabile sul Basso Tirreno: sono attesi rovesci e temporali soprattutto tra la Sicilia e le regioni tirreniche meridionali. Dopodiché, lo scenario cambia rapidamente: da mercoledì 29 luglio l’anticiclone subtropicale di origine nordafricana riprende il controllo del bacino del Mediterraneo, e le temperature massime risalgono fino a 36-38 gradi sulle pianure interne del Centro-Nord.

Il picco è atteso nel weekend e nei primi giorni di agosto, quando la massa d’aria rovente in quota porterà il termometro fino ai 40 gradi nelle aree interne settentrionali e centrali, sostenuta da isoterme fino a più 22 o 24 gradi intorno ai 1.500 metri di altitudine. Una nuova fase calda che, secondo le proiezioni, ci accompagnerà almeno fino al 7 agosto.

Come si spiega il fenomeno?

Le gocce fredde sono sempre esistite e rientrano nella normale dinamica atmosferica dell’area mediterranea, dove tendono a manifestarsi proprio nei mesi più caldi. Quello che sta cambiando è la loro intensità. Gli esperti collegano il ripetersi sempre più frequente di questi eventi al riscaldamento globale: il Mediterraneo si scalda a una velocità crescente e trattiene nelle sue acque superficiali temperature elevate per gran parte dell’estate.

Questo enorme serbatoio di energia è la chiave di tutto: quando l’aria fredda in quota incontra un mare così caldo, il contrasto termico diventa più marcato e la risposta dell’atmosfera più violenta e improvvisa. In altre parole, più aumenta la differenza di temperatura tra la superficie e la quota, più cresce la probabilità di temporali estremi, alluvioni lampo e grandinate di forte intensità.

I prossimi eventi estremi

Il ritorno dell’anticiclone africano non chiude la partita, la sposta soltanto in avanti. Al contrasto termico legato alla goccia fredda si somma l’energia fornita da un Mediterraneo sempre più caldo, che ci fa fare i conti con una stagione in cui le fasi di grande caldo e gli episodi di maltempo violento si alternano con ritmi sempre più serrati.

È questa la vera eredità del vortice solitario che ci sta lasciando: un’estate che oscilla tra estremi opposti. L’addio della goccia fredda apre la strada a settimane di caldo intenso, con la consapevolezza che la prossima svolta instabile, quando arriverà, potrebbe presentarsi in forma altrettanto brusca.

FAQ

Che cos'è esattamente una goccia fredda?
Perché la goccia fredda provoca grandine e forti temporali?
Che temporaneo cambiamento del tempo devo aspettarmi dopo la sua scomparsa?

Con la sua uscita torna l'anticiclone africano: aumento delle temperature e ondate di calore intense, fino a 36-40°C in molte zone.

Quanto durerà la nuova fase di caldo prevista?

Le proiezioni indicano una fase calda almeno fino al 7 agosto, con picchi nel weekend e nei primi giorni di agosto.

Il riscaldamento globale influisce su questi eventi?

Sì: il Mediterraneo più caldo aumenta il contrasto termico con l'aria in quota, rendendo più frequenti e intensi temporali estremi.