22 anni di Gmail: AI Inbox è il regalo di Google per celebrare l'evento
Buon compleanno Gmail: quale miglior modo per festeggiare, se non con un regalo per gli utenti? La nuova AI Inbox e una novità sull'indirizzo email.

Il primo aprile 2026 Gmail ha compiuto 22 anni e ha deciso di celebrare questo anniversario con un regalo: la trasformazione definitiva della casella di posta in un assistente proattivo, grazie alla nuova AI Inbox.
Se nel 2004 il servizio aveva “sconvolto” il mercato, offrendo 1 GB di spazio gratuito, oggi la sfida si sposta sulla gestione intelligente di un carico informativo diventato insostenibile per la maggior parte delle persone. La nuova interfaccia, alimentata dal modello Gemini 3, non si limita a mostrare le email in ordine di arrivo, ma agisce come un “segretario virtuale” che analizza, riassume e prioritizza i messaggi in base al contesto e alle abitudini dell’utente.
I vantaggi della nuova AI Inbox
Ma cosa cambia con la nuova AI Inbox? Al posto della solita sfilza di messaggi, l’utente visualizza ora una sezione dedicata ai compiti suggeriti, dove l’Intelligenza Artificiale mette in risalto scadenze imminenti, fatture o appuntamenti che richiedono una risposta rapida.
Sotto questa prima area operativa, il sistema raggruppa automaticamente le email meno urgenti in temi specifici, permettendo di consultare rapidamente riassunti su viaggi, acquisti o progetti lavorativi senza dover aprire ogni singolo thread. In questo modo, Gmail smette di essere un semplice contenitore di messaggi e si trasforma in un gestore che segnala cosa merita la nostra attenzione immediata e cosa, invece, può essere letto in un secondo momento.
Finalmente possiamo cambiare indirizzo email
Se l’AI Inbox è già una bella novità, gli utenti Google saranno felici di sapere che finalmente (sì, è proprio il caso di dirlo) è stata introdotta una possibilità attesa per oltre due decenni: possiamo cambiare l’indirizzo email primario, senza perdere i dati.
Finora avevamo avuto una certezza granitica, e cioè che l’indirizzo scelto al momento dell’iscrizione fosse permanente, senza possibilità di modifica. Con l’aggiornamento del 2026, gli utenti possono aggiornare username creati anni fa con nomi più professionali o attuali.
La procedura avviene direttamente nelle impostazioni del profilo e garantisce la continuità assoluta dei servizi: il vecchio indirizzo rimane attivo come alias, assicurando che i messaggi in arrivo non vadano persi, mentre tutti i file su Drive, le foto e gli abbonamenti YouTube restano collegati al nuovo account. Google ha fissato, però, delle regole precise per evitare abusi, limitando la modifica a una volta ogni 12 mesi e per un massimo di 3 volte totali durante la vita dell’account.
Ma tutto questo ha un costo?
Legittimo chiedersi se tutti gli utenti siano indistintamente “baciati” da questo aggiornamento. In realtà, l’accesso a questa nuova era della posta elettronica non è uguale per tutti, perché Google ha differenziato le funzionalità in base a diversi piani di abbonamento.
Le funzioni base di scrittura assistita e i riassunti brevi sono accessibili gratuitamente per gli utenti domestici, mentre la versione completa della AI Inbox con prioritizzazione avanzata è riservata agli abbonati Google AI Ultra. Questo pacchetto, proposto a un prezzo di 139,99 euro al mese per tre mesi (offerta momentanea), si rivolge a professionisti e aziende che vogliano usufruire della massima potenza di Gemini 3 e di uno spazio di archiviazione enorme (30 TB).
Esiste anche una soluzione intermedia, il piano Google AI Pro da circa 21,99 euro al mese che, pur non includendo la visualizzazione AI Inbox completa, potenzia la ricerca interna consentendo all’utente di interrogare l’archivio con il linguaggio naturale, per trovare informazioni specifiche tra migliaia di vecchie conversazioni.
Tutto molto bello ma, com’era ovvio, questo nuovo sistema ha sollevato qualche dubbio legittimo: è sicuro? Google ha risposto con il protocollo Engineered Privacy, assicurando che il contenuto delle email non viene mai utilizzato per addestrare i modelli linguistici globali e che l’elaborazione avviene in ambienti cloud isolati e sicuri.
Per chi preferisce un approccio tradizionale, resta comunque disponibile l’opzione per disattivare completamente le funzioni intelligenti dalle impostazioni.



















