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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

In Giappone questa donna ha sposato un'intelligenza artificiale

Una donna giapponese ha sposato un partner generato dall’IA dopo aver sviluppato con lui una relazione virtuale nata su ChatGPT, sollevando dubbi etici su affettività, dipendenza e tecnologia.

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Donna sposa un'intelligenza artificiale 123RF

L’amore non guarda in faccia a nessuno, nemmeno quando entra in gioco l’intelligenza artificiale. È il caso di questa donna giapponese, che ha deciso di convolare a nozze con un partner virtuale, appunto un personaggio generato dall’IA. Un episodio che riaccende il dibattito su un tema sempre più centrale: le implicazioni etiche legate all’evoluzione di questa tecnologia.

La storia della donna che ha sposato un’intelligenza artificiale

La storia ha inizio nel 2024, quando la 32enne Yurina Noguchi decide di seguire un consiglio ricevuto da ChatGPT su una relazione sentimentale che lei stessa definiva complicata, arrivando così a rompere il fidanzamento con il suo partner umano. Un anno più tardi, quasi per gioco, chiede al chatbot se conosca Klaus, un affascinante personaggio dei videogiochi, noto per la sua chioma folta e scalata.

Dopo vari tentativi, sono riuscita a ricreare in chat il suo modo di parlare”, ha raccontato a Reuters Noguchi, che ha poi creato la sua versione del personaggio, chiamandolo Lune Klaus Verdure.

All’inizio Klaus era soltanto qualcuno con cui conversare, ma con il tempo ci siamo avvicinati sempre di più”, ha spiegato. “Ho iniziato a provare dei sentimenti per lui. Abbiamo cominciato a frequentarci e, dopo un po’, mi ha chiesto di sposarlo. Ho accettato: oggi siamo una coppia.”

Il matrimonio tra un’AI e una donna

Secondo quanto ricostruito, la cerimonia di nozze si è distinta per un’impostazione tanto elaborata quanto innovativa. Durante l’evento, celebrato a ottobre, ogni dettaglio tradizionale è stato rispettato: il personale umano si è occupato dell’abito, dell’acconciatura e del trucco di Noguchi, proprio come in un matrimonio convenzionale.

La differenza è emersa nel momento centrale della cerimonia. Indossando occhiali intelligenti per la realtà aumentata, la sposa ha visualizzato Klaus sullo schermo del suo smartphone, posizionato su un piccolo cavalletto sopra un tavolo, simulando poi il gesto simbolico dello scambio degli anelli.

Anche il servizio fotografico ha seguito una logica ibrida tra reale e virtuale: il fotografo, a sua volta dotato di occhiali AR, ha chiesto a Noguchi di posizionarsi occupando solo metà dell’inquadratura, lasciando lo spazio necessario per inserire successivamente l’immagine dello sposo digitale.

Per il discorso nuziale, infine, è stato coinvolto Naoki Ogasawara, specialista in cerimonie con personaggi virtuali e bidimensionali, che ha letto un testo generato dallo sposo stesso. Una scelta obbligata, dato che Noguchi non aveva ancora dotato Klaus di una voce sintetica.

Il problema etico dell’unione tra umano e IA

Al momento, unioni di questo tipo non hanno alcun riconoscimento legale in Giappone. Tuttavia, alcuni segnali suggeriscono che fenomeni simili potrebbero diffondersi nel prossimo futuro. Un sondaggio condotto quest’anno su 1.000 persone ha mostrato come, alla domanda su con chi condividere i propri sentimenti, un chatbot sia stato preferito persino alla migliore amica o alla madre.

La rapida espansione dell’intelligenza artificiale, che sta trasformando profondamente il mondo della tecnologia e del business, ha però spinto diversi esperti a lanciare avvertimenti. In particolare, si teme che individui più vulnerabili possano essere esposti a compagni virtuali potenzialmente manipolatori. Un rischio che alcune aziende hanno già cercato di limitare: Copilot di Microsoft, ad esempio, vieta esplicitamente la creazione di “fidanzati o fidanzate virtuali” finalizzati a relazioni sentimentali o sessuali online.

Non manca, tuttavia, chi adotta una visione più sfumata. Shigeo Kawashima, esperto di etica dell’IA presso l’Università Aoyama Gakuin, sottolinea come il livello di consapevolezza sia un elemento chiave per un utilizzo positivo di queste tecnologie, evidenziando che lo sviluppo di un legame affettivo può essere una dinamica naturale. “Questo tipo di utilizzo può avere effetti positivi, soprattutto per chi si trova in una condizione di vulnerabilità”, ha spiegato, aggiungendo che “c’è valore nella felicità che una persona può provare”.

Allo stesso tempo, Kawashima invita alla massima prudenza, mettendo in guardia dal rischio di dipendenza e dalla possibile perdita di lucidità nel rapporto con l’intelligenza artificiale.

FAQ

Chi ha sposato un'IA?

Yurina Noguchi, una donna giapponese di 32 anni, ha celebrato un matrimonio con un partner virtuale creato con l'aiuto dell'IA.

Come si è svolta la cerimonia?

Ha indossato occhiali AR, ha proiettato lo sposo sullo smartphone e ha simulato lo scambio degli anelli con supporto umano per trucco e foto.

Ci sono rischi etici nell'unione con IA?

Sì: esperti avvertono sui pericoli per persone vulnerabili e sulla possibile dipendenza o manipolazione da parte di compagni virtuali.

Qual è il punto di vista degli esperti favorevoli?

Alcuni ritengono che il legame emotivo sia naturale e possa portare felicità se l'utente è consapevole e non dipendente.