Cosa sappiamo del getto di luce gigantesco apparso in cielo e ripreso dalla Nasa
Un raro getto di luce ha attraversato il cielo notturno: a immortalarlo è stata un'astronauta dalla NASA, durante una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale
A volte il cielo regala spettacoli che sembrano usciti da un sogno elettrico: bagliori che non si limitano a illuminare le nuvole, ma si slanciano verso l’alto come se volessero toccare lo spazio. È ciò che è accaduto di recente, quando un getto di luce gigantesco ha attraversato l’atmosfera, lasciando dietro di sé una scia difficilissima da dimenticare.
Le immagini arrivate fin lassù, in orbita, mostrano un momento che ha già conquistato scienziati e curiosi: non è un fulmine, non è un’aurora, eppure è qualcosa che unisce potenza e bellezza in un’unica, rapidissima apparizione. Per capire di cosa si tratta e perché ha catturato l’attenzione della NASA, però, bisogna tornare al momento esatto in cui tutto è stato immortalato.
L’avvistamento del getto
Di recente, l’astronauta NASA Nichole Ayers si trovava a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), impegnata in una missione di lunga durata in orbita terrestre. Dalla Cupola, il modulo panoramico che regala una vista a 360 gradi sul pianeta, Ayers stava osservando la Terra a circa 400 chilometri di quota, durante il passaggio sopra una zona compresa tra il Messico e gli Stati Uniti.
Nel cuore della notte, una distesa di nubi temporalesche si illuminava a intermittenza, finché un lampo anomalo ha attirato la sua attenzione: non scendeva verso il suolo, ma si slanciava in verticale verso gli strati alti dell’atmosfera. Ed ecco: la fotocamera ha fissato quell’istante con precisione, consegnando agli scienziati un’immagine preziosa.
Era un passaggio come tanti per la ISS, che orbita attorno alla Terra 16 volte al giorno, ma questo scatto avrebbe presto viaggiato ben oltre la routine delle osservazioni. Qualcosa, in quella scia di luce che si arrampicava verso il cielo, sfidava le comuni categorie dei fenomeni atmosferici e meritava di essere studiato a fondo.
Che cos’è il “misterioso” getto di luce?
Come spiega proprio la NASA, l’analisi dell’immagine ha permesso di identificare il getto come un gigantic jet, una scarica elettrica rarissima che fa parte della famiglia dei Transient Luminous Events (TLE), fenomeni luminosi che si verificano nella parte alta dell’atmosfera.
A differenza dei fulmini tradizionali, che scaricano energia verso il suolo, i gigantic jets si sviluppano dalla sommità delle nubi temporalesche (intorno ai 20 chilometri di altitudine) e si estendono verso la ionosfera, fino a circa 100 chilometri, creando un collegamento diretto tra la troposfera e gli strati superiori dell’atmosfera terrestre.
Sono stati osservati per la prima volta all’inizio degli anni Duemila e, secondo alcuni studi (come quello pubblicato su PubMed Central e quello pubblicato su Nature), la loro formazione è legata a particolari condizioni elettriche nei temporali più intensi, quando le normali vie di scarica verso terra sono bloccate e l’energia trova sfogo verso l’alto.
Visivamente, come appare dalla foto della NASA, un gigantic jet appare come un getto di luce blu o violacea che si dirama in forme complesse, talvolta ricordando un albero rovesciato: incantevole e spaventoso insieme.
Spettacoli spaziali e luci accecanti
Guardare la Terra dallo spazio significa spesso trovarsi spettatori privilegiati di uno spettacolo che sfida l’immaginazione. Il getto di luce gigantesco osservato da Nichole Ayers, con la sua energia rapida e imprevedibile, ci ricorda quanto l’atmosfera terrestre sia viva, interconnessa e ancora parzialmente misteriosa.
Ogni osservazione come questa rende la Stazione Spaziale Internazionale non solo un laboratorio scientifico, ma anche un osservatorio unico per fenomeni che sulla superficie appaiono quasi invisibili e fugaci.
Queste fenomenali scariche elettriche, pur rare, ci offrono finestre verso la comprensione dell’elettricità planetaria, delle interazioni tra atmosfera e spazio, e delle potenziali conseguenze che fenomeni così potenti possono avere sulle nostre comunicazioni, sui satelliti e sui modelli climatici. Le immagini provenienti dallo spazio non sono solo belle, sono fondamentali per trasformare la meraviglia in conoscenza.




















