Fungo a cappuccio mortale, 21 persone si sono ammalate: come riconoscerlo
Diffusissimo in molte regioni del mondo, è considerato il fungo più letale conosciuto dall'uomo: ecco quali sono le sue caratteristiche distintive e come riconoscerlo.

L’allarme arriva dalla California, dove si contano almeno 21 casi confermati di avvelenamento da quello che è considerato il fungo più mortale al mondo. Il Dipartimento della Salute Pubblica della California (CDPH) ha precisato che la maggior parte delle persone che sono state intossicate provenivano dalle aree di Monterey e della baia di San Francisco, sebbene tutto lo Stato sia coinvolto. Cosa sappiamo su questo fungo così pericoloso e come possiamo riconoscerlo?
L’Amanita phalloides, il fungo più letale al mondo
Ciò che sta accadendo in California ha riportato l’attenzione sui funghi velenosi, i quali spesso vengono scambiati per specie commestibili e provocano intossicazioni molto pericolose – quando non letali. Quello di cui si parla in questi giorni è l’Amanita phalloides, una varietà presente in tutto il mondo e dalla tossicità estremamente elevata. Conosciuto con diversi nomi, tra cui quello – fin troppo esaustivo – di “angelo della morte”, questo fungo prospera grazie alle piogge autunnali e negli Stati Uniti ha potuto beneficiare di una stagione particolarmente umida che ne ha favorito la crescita.
Originaria dell’Europa, l’Amanita phalloides è responsabile di circa il 90% dei decessi avvenuti a causa di funghi in tutto il mondo. Si ritiene che sia arrivata in California negli anni ’30, a seguito dell’importazione di radici di querce europee, e che si sia rapidamente diffusa ben oltre i confini dello Stato. Questo fungo cresce tipicamente nelle aree boschive suburbane, prediligendo le latifoglie (come le querce e i castagni), ma è possibile trovarlo anche nei pressi di conifere. Per via del suo aspetto somigliante ad altre specie commestibili, l’Amanita phalloides è considerato un vero e proprio pericolo per la salute degli uomini e degli animali domestici.
Si tratta infatti di un fungo molto velenoso, in grado di provocare quella che è conosciuta con il nome di “sindrome falloidea”. Sebbene sia una specie mortale, il suo odore e il suo sapore sono piuttosto gradevoli e non lasciano sospettare una tossicità così estrema. Inoltre, le tossine in esso contenute sono resistenti alle alte temperature (quindi la cottura non le neutralizza), all’essiccazione e al congelamento. Insomma, l’ingestione anche di un piccolo frammento di questo fungo è notevolmente pericolosa. Vediamo come riconoscerlo.
Come riconoscere l’Amanita phalloides
L’Amanita phalloides è un fungo caratterizzato da elevato polimorfismo, ovvero è molto simile ad altre specie commestibili, ed è in parte proprio questo a renderlo così pericoloso. È tipicamente di dimensioni medio-grandi, arrivando fino a 15 centimetri di altezza, e presenta un cappello che può assumere svariate tonalità di grigio-giallastro, verdastro o giallo-bruno, dalla forma a cupola che tende ad appiattirsi con il passare del tempo. Le sue lamelle sono bianche, mentre il gambo presenta un anello chiaro e ha una grande sacca bianca alla sua base.
Poiché non è facile distinguere l’Amanita phalloides da altri funghi commestibili, il rischio di imbattersi in questa specie è davvero molto elevato, dal momento che non è affatto un fungo raro. Il consiglio è quello di consumare solamente prodotti di provenienza certificata: meglio dunque evitare di raccogliere funghi selvatici se non si è davvero esperti, e allo stesso modo evitare di mangiare quelli raccolti da altre persone.



















