Una misteriosa specie di funghi potrebbe salvare le foreste: dove si trovano
Potrebbe esserci una speranza per salvare le foreste pluviali temperate ed è legata ai funghi micorrizici, organismi quasi sconosciuti eppure fondamentali per la biodiversità

Le foreste non vivono solo grazie ad alberi e piante: sotto i nostri piedi si estende un mondo invisibile fatto di reti sottili e vitali. I funghi micorrizici sono l’anello mancante per comprendere la resilienza degli ecosistemi e il successo della pratica della riforestazione con i funghi. Oggi la ricerca scientifica sta rivelando come questa ecologia sotterranea, ancora in gran parte sconosciuta, possa diventare decisiva per salvare le foreste pluviali temperate e guidare la loro rinascita in Europa.
Il mistero delle reti fungine sotterranee
Camminando tra i boschi più antichi della Scozia occidentale, ciò che appare silenzioso e immobile, in realtà, nasconde un brulicare di vita. Nei terreni dei noccioleti millenari sopravvivono comunità di reti fungine che collegano le radici degli alberi, favorendo lo scambio di nutrienti e acqua. Questa ecologia del suolo è così intricata da essere stata definita il “sistema circolatorio del pianeta”.
Eppure, nonostante la loro importanza, i funghi del sottosuolo rimangono in gran parte sconosciuti. Molte specie appartengono a ciò che i biologi chiamano “dark taxa”: organismi noti soltanto tramite sequenze di DNA, ma mai osservati direttamente. È come se sotto i nostri piedi ci fosse un archivio biologico ancora sigillato, che la scienza sta iniziando appena ora ad aprire.
Foreste pluviali temperate: un patrimonio da salvare
Le foreste pluviali temperate coprono meno dell’1% della superficie terrestre. Umide, nebbiose e fragili, sono ecosistemi rari che resistono soltanto in luoghi con climi freschi e piovosi. In Scozia e in Irlanda questi habitat sono sopravvissuti a fatica, ridotti a piccoli frammenti che rischiano di scomparire per sempre sotto la pressione del cambiamento climatico.
Paradossalmente, proprio qui s’intravede una speranza. Gran Bretagna e Irlanda possiedono ampie distese non forestali ma caratterizzate da abbondanti precipitazioni. Ciò significa che potrebbero diventare laboratori naturali per la rigenerazione forestale naturale, un modello capace di ispirare altre regioni del mondo.
Funghi e riforestazione: alleati invisibili
Le ricerche più recenti hanno dimostrato che gli alberi crescono fino al 64% in più quando vengono piantati in terreni con comunità di micorrize e alberi già consolidate. La biodiversità del suolo diventa la chiave per accelerare il recupero delle foreste. Senza questi alleati invisibili, le giovani piante restano vulnerabili alla siccità e agli stress ambientali.
In Scozia i ricercatori stanno raccogliendo campioni di terreno e radici per creare la prima mappa delle comunità micorriziche. L’uso del DNA ambientale consente di capire quali specie popolano i diversi boschi e come queste possano essere trasferite per aiutare la restaurazione forestale in aree degradate.
Dalla ricerca alla pratica: nuove strategie di recupero
Le tecniche di riforestazione con i funghi stanno aprendo scenari inediti. Oltre alla piantumazione tradizionale, si sperimentano forme di inoculazione del suolo, aggiungendo campioni provenienti da ecosistemi intatti per restituire vitalità ai terreni impoveriti. Alcuni progetti mirano a favorire la diffusione spontanea delle spore fungine, convinti che la colonizzazione naturale offra risultati più stabili e resilienti nel tempo.
Non mancano però le difficoltà. I biofertilizzanti commerciali, spesso venduti come soluzioni miracolose, contengono talvolta spore inattive o addirittura patogene. Per questo la scienza invita alla cautela: senza un approccio rigoroso, il rischio è quello di compromettere la delicatezza di questi sistemi sotterranei invece di rafforzarli.
Un futuro connesso dalle radici
Conservare i frammenti di boschi antichi in Scozia e in altre aree del pianeta significa custodire serbatoi preziosi di diversità invisibile. Questi lembi di foresta agiscono come rifugi, capaci di diffondere funghi e semi verso i paesaggi circostanti, collegando mosaici di habitat diversi.
La visione a lungo termine è quella di paesaggi interconnessi, in cui alberi, animali e funghi viaggiano attraverso corridoi ecologici capaci di ridare continuità alla natura. In questo scenario, i funghi micorrizici non sono più un dettaglio dimenticato ma protagonisti della rinascita delle foreste. E forse, riscoprendo ciò che accade sotto terra, impareremo a proteggere meglio ciò che cresce sopra di essa.


















