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Come fotografare Giove? Con una Game Boy Camera degli anni '90

Un regista americano collega la storica camera Nintendo a un telescopio del Mount Wilson: le bande di Giove finiscono stampate su carta termica.

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Game Boy e Giove iStock
  • Un regista californiano ha adattato una Game Boy Camera del 1998 al telescopio da 60 pollici del Mount Wilson Observatory per fotografare Giove.
  • Mediante scocca stampata in 3D, ottiche C-mount e un adattatore su misura la minuscola camera ha sfruttato una lunghezza focale enorme per catturare le bande atmosferiche del gigante gassoso.
  • Nonostante il sensore limitato e la bassa risoluzione, le immagini sono state stampate su carta termica con la Game Boy Printer, celebrando la nostalgia tecnologica.

Un regista americano ha modificato la mitica fotocamera Nintendo del 1998 e l’ha collegata allo storico telescopio del Mount Wilson Observatory, riuscendo a imprimere le bande atmosferiche del gigante gassoso su una stampa termica in bianco e nero.

Un salto nel 1998

C’è stato un momento, alla fine degli anni ’90, in cui la tecnologia portatile ha tentato strade bizzarre.

Nel 1998 Nintendo lanciava sul mercato un accessorio singolare: una fotocamera da inserire nella cartuccia della propria console portatile. La Game Boy Camera non era uno strumento professionale, tutt’altro. Con la sua risoluzione da appena 128 pixel e una palette limitata a quattro tonalità di grigio, equivaleva a circa 0,14 megapixel.

Un gadget nato per gioco che produceva immagini sgranate, ben lontane dagli standard odierni. Eppure, il fascino di questo oggetto non è mai svanito per la community globale che coltiva la passione per la retro tecnologia.

A volte, i limiti tecnici di un’epoca superata diventano la tela perfetta per esperimenti contemporanei e decisamente fuori dagli schemi.

L’esperimento al telescopio

L’idea di portare questo pezzo di storia videoludica nello Spazio profondo è venuta a Chris Graue, musicista e regista californiano inserito nella scena ska-punk di Los Angeles.

Durante una visita privata al Mount Wilson Observatory, Graue ha avuto l’opportunità di accedere al celebre telescopio da 60 pollici, uno strumento inaugurato nel 1908 che vanta una storia gloriosa, essendo lo stesso con cui l’umanità ha catturato le prime storiche immagini di stelle esterne alla Via Lattea.

Insieme ad alcuni amici, il regista ha deciso di capire se fosse possibile fotografare Giove utilizzando proprio l’hardware Nintendo.

Ovviamente la camera non poteva essere accostata semplicemente all’oculare, ma ha richiesto una profonda sessione di ingegneria artigianale per poter funzionare correttamente.

Modifiche alle ottiche

Per compiere l’impresa, la cartuccia è stata modificata sostituendo la scocca originale con una struttura progettata dal designer UltiArjan e realizzata con una stampante 3D.

Questa nuova veste ha permesso di montare sulla Game Boy Camera delle ottiche speciali con innesto C-mount.

Successivamente, Graue e il suo amico Drew hanno costruito un ulteriore adattatore su misura in grado di scivolare perfettamente nel portaoculari del telescopio.

Sfruttando la configurazione ottica dello strumento del Mount Wilson, la piccola lente della console si è trovata a lavorare con una lunghezza focale mostruosa, equivalente a ben 730.000 millimetri.

Un sensore così piccolo combinato a una potenza simile ha ridotto drasticamente il campo visivo, rendendo inizialmente impossibile inquadrare la Luna perché troppo vicina e luminosa.

Il gigante gassoso su carta termica

Il team ha quindi puntato l’obiettivo verso un bersaglio molto più remoto, situato a una distanza media di circa 714 milioni di chilometri dalla Terra.

Pur riscontrando notevoli difficoltà a causa del forte ritaglio del sensore, che permetteva di catturare solo una porzione del pianeta alla volta, i risultati finali sono stati sorprendenti.

Le immagini ottenute non competono certo con i dettagli nitidi inviati dalle sonde spaziali della NASA, ma mostrano chiaramente la sagoma sferica del corpo celeste, il suo bordo luminoso e persino le inconfondibili bande nuvolose che attraversano l’atmosfera di Giove.

Per completare l’opera in puro stile nineties, i file non sono stati salvati su moderni supporti digitali, ma stampati direttamente sul posto utilizzando la Game Boy Printer, che ha impresso le striature di Giove su una striscia di carta termica del tutto simile a uno scontrino.

Graue ha documentato l’intero processo tramite i suoi canali social: ebbene sì, la nostalgia tecnologica può ancora riservare grandi sorprese.