Scoperta una nuova specie di dinosauro pachicefalosauro, trovato il fossile più antico
Una scoperta sensazionale permette di scoprire nuovi dettagli su una particolare specie di dinosauro: il Pachicefalosauro

Nel cuore del Deserto del Gobi un team di paleontologi ha scoperto il fossile più completo e antico di pachicefalosauro. Il suo nome è Zavacephale rinpoche e sembra destinato a diventare la nuova star della paleontologia.
Risalente a 108 milioni di anni fa, il ritrovamento riscrive la timeline evolutiva di questo gruppo di dinosauri, retrodatando l’inizio della loro storia di almeno 15 milioni di anni.
Un piccolo fossile che cambia la storia
Le caratteristiche del fossile sono talmente uniche da aver portato all’identificazione di una nuova specie di pachicefalosauro. Un dinosauro erbivoro con tipica cupola cranica, vissuto nel Cretaceo. Il nome scelto, Zavacephale rinpoche, richiama il tratto distintivo dell’animale, ma fa anche riferimento alla storia della sua scoperta.
“Zava” deriva dal tibetano e sta per “radice” o “origine”, “cephal” invece dal latino significa “testa”. Il soprannome “rinpoche” si traduce dal tibetano come “prezioso”. L’aggettivo sembra alludere alle circostanze del ritrovamento del fossile, rinvenuto con il cranio a cupola che affiorava dalla roccia come una gemma incastonata.
Un giovane con la testa da adulto
L’esemplare, con una lunghezza pari a circa un metro, era probabilmente ancora giovane al momento della morte. Nonostante la tenera età, già mostrava la tipica cupola cranica all’apice del suo sviluppo. Un piccolo particolare che non è sfuggito all’attenzione dei ricercatori, ma che anzi sembra essere al centro di un rinnovato dibattito.
Fino ad ora, infatti, si credeva che diversi crani identificassero diverse specie o momenti della vita dell’animale, ma non esisteva un modo per collegare lo sviluppo del cranio all’età del dinosauro. Grazie a Zavacephale rinpoche, invece, oggi è possibile.
Dall’analisi di una piccola porzione di osso della zampa inferiore, i paleontologi sono stati in grado di stabilire con un certo margine d’errore l’età dell’animale, concludendo che un soggetto giovane poteva con certezza presentare un cranio completamente sviluppato.
Duelli a testate per amore
Lo spessore della volta cranica aveva già in passato indotto gli studiosi a pensare che i pachicefalosauri usassero il loro cranio nei combattimenti. Ma la comparsa di un cranio pienamente sviluppato in un soggetto giovane, fa pensare che questo non fosse uno strumento di difesa contro eventuali predatori.
Lindsay Zanno, professoressa della North Carolina State University e responsabile del dipartimento di paleontologia al North Carolina Museum of Natural Sciences, spiega che la cupola è da considerarsi, piuttosto, un mezzo di competizione tra esemplari della stessa specie per affermarsi nei comportamenti sociali e sessuali.
Un tesoro per la scienza
La scoperta segna una svolta importantissima per la ricerca, non solo per la datazione del fossile, ma anche per la sua straordinaria completezza. Insieme al cranio, i paleontologi hanno trovato:
- arti;
- zampe;
- coda;
- gastroliti.
Quest’ultimi, in particolare, sono pietre inglobate nel tratto digestivo dell’animale per la triturazione del cibo e che quindi possono fornire indizi sulle sue abitudini alimentari.
Non è difficile immaginare che il ritrovamento sarà un vero e proprio tesoro di informazioni. Custodisce dettagli finora mai osservati che certamente permetteranno di approfondire la nostra conoscenza dei pachicefalosauri.

















