Dietrofront di Ford: l'IA fallisce i controlli qualità e l'azienda richiama gli esperti
Ford rivede la propria strategia sull’AI: i sistemi automatizzati non bastano, dunque tornano gli ispettori esperti. Non è il primo caso.

L’intelligenza artificiale è ormai presente in quasi tutti i settori economici, automotive incluso. La stessa Ford, già tempo fa, aveva iniziato a integrarla con l’obiettivo di ridurre i costi e aumentare la produttività. Il risultato? Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’azienda starebbe ora richiamando alcuni ispettori di qualità “veterani” per colmare le lacune della tecnologia.
Un segnale che l’IA è intelligente, ma solo fino a un certo punto.
- Quando l’IA non basta: Ford richiama i “veterani” per coprire le carenze
- Continua il fenomeno dell’“AI Layoff Reversal”
- Meta e la scommessa totale sull’intelligenza artificiale
Quando l’IA non basta: Ford richiama i “veterani” per coprire le carenze
Nel tentativo di sfruttare i vantaggi della tecnologia, capace di abbattere i costi e migliorare l’efficienza, la casa automobilistica statunitense l’ha adottata in diverse aree delle sue attività.
Compresi i controlli qualità, con l’installazione di circa 900 telecamere dotate di intelligenza artificiale negli stabilimenti, al fine di “rilevare i problemi di qualità alla fonte e aiutarci a mitigare le interruzioni della catena di approvvigionamento”, ha spiegato il direttore operativo Kumar Galhotra durante una conference call con gli investitori.
Tuttavia, secondo Charles Poon, vicepresidente dell’ingegneria hardware dei veicoli, i sistemi di controllo basati sull’IA non hanno raggiunto i risultati attesi. “Pensavamo che introducendo semplicemente l’intelligenza artificiale e recependo i requisiti di progettazione che avevamo, avremmo prodotto un prodotto di alta qualità”, ha dichiarato ai giornalisti.
E invece non è andata così: alla fine, riferisce Bloomberg, i dirigenti dell’azienda hanno riferito che negli ultimi anni sono stati riassunti oltre 300 ispettori di qualità “veterani” per compensare le carenze dei sistemi automatizzati.
Continua il fenomeno dell’“AI Layoff Reversal”
Il caso Ford non è isolato. È anzi uno dei diversi esempi di cosiddetto AI Layoff Reversal, cioè l’inversione delle strategie di taglio del personale legate all’automazione. Diverse grandi aziende, dopo aver ridotto la forza lavoro puntando sull’IA, stanno infatti facendo marcia indietro e reintegrando figure umane per far fronte ai limiti delle tecnologie.
Un esempio è Klarna, che lo scorso anno ha annunciato un (seppur limitato) nuovo piano di assunzioni, il primo dopo oltre un anno di blocco, segnando un cambio di rotta rispetto alla fase di tagli che tra il 2022 e il 2023 aveva portato al licenziamento di circa 700 dipendenti, in nome dell’automazione basata sull’intelligenza artificiale.
Non a caso, secondo Gartner, circa la metà delle aziende che hanno ridotto il personale per motivi legati all’intelligenza artificiale finirà per riassumere figure simili entro il prossimo anno.
Meta e la scommessa totale sull’intelligenza artificiale
Ci sono comunque delle eccezioni. Meta, ad esempio, continua a puntare con decisione sull’approccio “AI first”. L’azienda ha avviato un piano di riduzione che ha coinvolto circa 8.000 dipendenti, circa il 10% della sua forza lavoro globale, mentre altri 7.000 impiegati sono stati riassegnati su progetti AI.
L’obiettivo in questo caso non è né la qualità o la formazione dei sistemi: è solo di concentrare ogni risorsa sugli investimenti infrastrutturali legati all’intelligenza artificiale (data center, reti di GPU e consumi energetici).
Infatti, per quelli che rimangono non è tutto rose e fiori, visto che stanno addestrando sistemi che un giorno andranno a sostituirli. In questo schema, ogni risparmio sul personale viene trasformato in capacità di calcolo, nella speranza che la scommessa sull’IA non si riveli, nel lungo periodo, una bolla.
FAQ
Per sopperire ai limiti dei sistemi di controllo basati su IA: le telecamere e gli algoritmi non raggiungevano i risultati attesi e servivano competenze umane per garantire la qualità.
Indica la tendenza delle aziende che, dopo tagli legati all’automazione, reintegrano personale perché l’IA ha mostrato limiti pratici nella gestione di alcune attività.
Sì: aziende come Klarna hanno iniziato nuove assunzioni dopo aver constatato che l’eccessiva automazione peggiorava l’esperienza utente; Gartner prevede molti reintegri.

















