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Il filtro AGCOM contro i call center sta davvero bloccando il telemarketing?

È passato un mese dall’entrata in vigore del regolamento AGCOM contro il telemarketing aggressivo e i dati a disposizione confermano un cambiamento in corso

call center selvaggio Shutterstock

In Sintesi

  • Il regolamento AGCOM, in vigore dal 19 agosto, sta bloccando il telemarketing aggressivo proveniente da numeri fissi falsificati.
  • In meno di un mese, sono state bloccate circa 43 milioni di chiamate indesiderate, offrendo ai consumatori una tregua significativa.

È passato circa un mese da quando, lo scorso 19 agosto, è entrato in vigore il nuovo regolamento AGCOM per contrastare il fenomeno del telemarketing aggressivo. Oggi l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato i primi dati al riguardo che evidenziano un cambiamento significativo soprattutto per i consumatori, che in questo periodo hanno ottenuto una tregua dalle chiamate internazionali mascherate con numeri fissi italiani.

Il filtro contro il telemarketing aggressivo funziona davvero?

L’analisi dei dati forniti dagli operatori mostra una riduzione importante del fenomeno del telemarketing selvaggio e si osserva che, in un periodo inferiore ai 30 giorni, sono state bloccate circa 43 milioni di chiamate sospette, pari a una media di 1,3 milioni di tentativi di spoofing al giorno.

Insomma, possiamo dire in poche parole che il filtro voluto dall’AGCOM funziona e i consumatori hanno potuto riprendere un po’ di fiato a “riappropriarsi della propria linea telefonica”, senza le continue chiamate da parte dei call center.

Sicuramente un bel passo in avanti per contrastare un fenomeno che, specialmente negli ultimi mesi, era diventato di una gravità inaudita, con i consumatori “bombardati” a ogni ora del giorno e della notte da decine e decine di chiamate legate ai servizi più vari.

Quali sono i prossimi passi dell’AGCOM

Come accennato in passatoi, lo spoofing altro non è che una falsificazione dell’identità del chiamante; una tecnica sfruttata da molti call center per proporre ai consumatori offerte di vario genere. Dall’altra parte, però, il fenomeno ha avuto anche risvolti più gravi e questa tecnica è stata sfruttata anche dai truffatori per ingannare gli utenti, facendo credere loro di essere contattati da enti legittimi come banche o istituzioni pubbliche.

L’entrata in vigore del regolamento AGCOM rappresenta il primo intervento strutturale a livello nazionale per affrontare questo problema che, grazie all’introduzione di questa “barriera” che intercetta e blocca le chiamate, sembra essersi notevolmente ridotto.

Lato operatori telefonici, poi, chi non rispetta il regolamento imponendo gli appositi filtri, può essere vittima di sanzioni che possono arrivare fino a un milione di euro.

A questo punto, però, è importante sottolineare che lo spoofing proveniente da numeri fissi rappresenta solo una parte del problema e, stando ai dati condivisi, la misura ha bloccato solo il 5,74% delle chiamate camuffate. La maggior parte del traffico indesiderato, infatti, passa attraverso numeri mobili falsificati, un fenomeno che verrà affrontato con la seconda fase del regolamento, che entrerà in vigore il prossimo 19 novembre.

Al momento, dunque, possiamo dire che il blocco dei numeri fissi rappresenta un primo passo nella lotta al telemarketing aggressivo, tuttavia la questione è tutt’altro che chiusa e i call center stanno spostando le loro attività dai numeri fissi a quelli mobili.

Si tratta di una vittoria parziale e per risolvere davvero il problema bisognerà attendere novembre, quando con l’introduzione dei nuovi filtri si arriverà a un contrasto delle chiamate indesiderate più completo ed efficace.