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I film che compri su Prime Video non sono tuoi: Amazon può cancellare la sua videoteca

Quando compri un film su Amazon, non ti appartiene: ecco la verità del tasto acquista su Prime Video e cosa dovresti sapere

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Telecomando Amazon Fire Stick iStock

Cosa acquisti davvero quando compri un film su Amazon Prime Video? Quel titolo ti interessa molto e hai intenzione di aggiungerlo alla tua collezione digitale. Perfetto, basta un click.

Potrai così rivederlo tutte le volte che vorrai, almeno fino a che l’azienda avrà modo di garantirti questo diritto. In qualsiasi momento, infatti, alla luce di alcuni cambiamenti interni, quel titolo potrà essere rimosso dalla tua libreria. Potrebbero anche sparire tutti e tu non avresti alcun diritto. Nessun risarcimento all’ombra, perché non hai letto le “scritte in piccolo”.

La collection sparita

Non una questione nuova, anzi, ma è bene tornarci su perché in tantissimi non hanno idea di cosa stanno facendo, esattamente, quando acquistano invece di noleggiare su Prime Video.

Il caso di un utente che aveva deciso di comprare l’intera collection di Hunger Games per 40 dollari, e che l’ha poi vista sparire sotto i propri occhi, ha rigettato luce su tale questione. Lui non ha alcuna voce in capitolo e il fatto che abbia speso dei soldi non gli garantisce un risarcimento. Il problema di fondo è che molti non capiscono che la parola “compra” fa riferimento a una licenza e non al prodotto in sé.

Compra vuol dire noleggia

L’acquisto di un film su Prime Video è, di fatto, soltanto un noleggio a lunghissimo termine. Non hai idea di quando perderai l’accesso a quel titolo, o se capiterà mai, ma è una possibilità.

Questa consapevolezza dovrebbe essere alla base di quel click. E allora perché Amazon utilizza il termine “compra” su quel tasto? Perché non c’è maggior chiarezza in merito? É davvero necessario che ve lo dica?

Se può farvi sentire meglio, ma neanche troppo, c’è una causa in corso contro il colosso di Bezos, proprio in merito a questa disputa terminologica. Il problema di fondo, sotto questo aspetto semantico, non è neanche la scelta di utilizzare “compra”, ma il fatto che questo tasto venga contrapposto a quello “noleggia”. Dare per scontato di possedere il prodotto, dunque, è più che legittimo.

Si acquista invece una licenza di proiezione on-demand, revocabile in qualsiasi momento, e non soltanto perché Amazon ha perso i diritti di un tale prodotto. Se domani la compagnia dovesse decidere di cancellare del tutto il progetto video? Tutto sparirebbe, senza la possibilità di scaricare quanto “acquistato”, così da stiparlo altrove.

Cosa (non) possediamo

Sotto questo aspetto, di certo le vecchie collezioni di cassette, DVD e Blu-Ray accumulavano polvere e occupavano molto spazio. A conti fatti, però, erano nostri. Oggi invece il concetto di possesso sembra sorpassato.

Basti pensare al mondo dei videogame, con Sony che pretende di rendere obbligatoria una connessione a internet per giocare offline a un titolo acquistato in digitale. In altri casi, invece, dei giochi prevedono di scaricare un pacchetto d’aggiornamento solo per l’accesso alla versione base, senza ulteriori espansioni. Eppure quel titolo dovrebbe essere pronto dopo l’inserimento del disco.

E il mondo Kindle? Tornando a bomba su Amazon, è ormai chiarissimo come gli e-book acquistati siano di proprietà dell’azienda. Anche in questo caso, infatti, si può impedire l’accesso a quanto comprato in qualsiasi momento. Considerando il blocco dei download, infatti, qualsiasi dispositivo e-reader, di ogni generazione, può essere reso inutilizzabile e l’account bloccato.

Ciò vuol dire che occorre tornare necessariamente ai prodotti fisici? No, ma occorre prendere delle decisioni in maniera consapevole. Esistono alternative per dei veri acquisti digitali, di film, serie TV, libri e giochi. Informatevi e tornare a essere proprietari.