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I fallimenti tech del 2025: i servizi e le aziende che hanno deluso quest'anno

Ecco i servizi e le aziende del settore tech che hanno deluso nel corso del 2025 non riuscendo a centrare gli obiettivi che si erano prefissati

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tech fail Have a nice day Photo Shutterstock

In sintesi

  • Tech fail 2025: dall’uso problematico dell’AI (Prime Video, Grok, Copilot, GPT-5) ai flop nel mondo social, gaming e hardware, il 2025 ha mostrato i limiti di molte strategie tecnologiche.
  • Altri fallimenti rilevanti: rinvii e scelte impopolari nei videogiochi (GTA 6, Game Pass), prodotti poco riusciti come Trump Mobile T1 Phone e iPhone 16e, oltre ai frequenti down dei servizi cloud.

Anche il settore tech può dover fare i conti con problemi di vario tipo, arrivando a veri e propri “fail” da parte delle aziende del settore. Un’interessante analisi del magazine Techradar ha individuato quelli che sono stati i principali “tech fail” del 2025.

I fail della tecnologia nel 2025

Tra i principali fallimenti del settore tech nel corso del 2025 troviamo i riassunti AI di Prime Video. L’idea era buona ma la tendenza dell’intelligenza artificiale ad avere delle allucinazioni, arrivando a inventare parti di trama, l’ha resa poco valida. Da non dimenticare anche il fallimentare canale TikTok Halo di Sky Sports (la divisione britannica) che puntava a conquistare l’utenza femminile, ma che è stato cancellato dopo pochi giorni.

Da non dimenticare le “follie” di Grok che, per un periodo, è arrivato a definire “MechaHitler” e supportare tesi antisemite e varie teorie del complotto. Per eliminare il problema, X ha dovuto rilasciare in fretta e furia la nuova versione Grok 4. Da non dimenticare anche i fail del mondo dei videogiochi, come la campagna co-op di Call of Duty : Black Ops 7 , caratterizzata da una resa pessima, oltre all’aumento di prezzo del Game Pass, che ha colto di sorpresa molti giocatori, e anche la scelta di Rockstar di posticipare l’uscita di GTA 6, il gioco più atteso del prossimo futuro.

Tra i fallimenti del 2025 per il mondo tech c’è il Trump Mobile T1 Phone, lo smartphone “Made in USA” annunciato in estate ma non ancora arrivato sul mercato. Ricordiamo anche lo scarso successo di GPT-5, giudicato da molti utenti come “apatico”, che ha spinto OpenAI a ripristinare GPT-40 e poi ad accelerare il rilascio delle versioni successive. Sempre in tema di intelligenza artificiale, non possiamo non segnalare il tentativo fallito di Microsoft di integrare Copilot in Windows 11 e di spingere gli utenti a utilizzare l’AI.

I servizi AI di Microsoft sono poco utilizzati dagli utenti e anche le aziende clienti non sembrano essere particolarmente interessate. Ricordiamo anche il lancio del costo dell’iPhone 16e, l’entry level di Apple che ha conservato il notch. Lanciato con un prezzo di partenza di 729 euro, il modello  riuscito a conquistare il mercato soltanto dopo un drastico calo di prezzo. In poche settimane, il dispositivo è sceso sotto i 600 euro ed è arrivato a un minimo su Amazon di appena 499 euro.

I down dei servizi cloud

Un capitolo a parte per i fail tech lo meritano i down dei servizi cloud come AWS e Cloudflare che, a più riprese, hanno causato non pochi problemi agli utenti e a vari servizi web che ne utilizzano l’infrastruttura. Questi down sono stati frequenti nel corso del 2025.