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SICUREZZA INFORMATICA

Falla critica di Zoom: una videochiamata poteva hackerarti il PC

Grazie all'ausilio dell'IA è stata trovata una vulnerabilità molto pericolosa in Zoom: ecco di cosa si tratta

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Zoom è un’app molto utilizzata, soprattutto in ambito lavorativo, per chiamate e videoconferenze. Per questo motivo, la notizia della scoperta di una vulnerabilità critica nell’applicazione è una notizia molto importante, anche per via della semplicità con cui questa falla poteva essere sfruttata da un hacker.

A scoprire la falla di sicurezza è stato il team di A Security, una società specializzata in sicurezza informatica, che ha adottato un sistema molto particolare per individuarla. Gli esperti, infatti, hanno utilizzato modelli AI disponibili  pubblicamente per analizzare il codice dell’app.

Sono bastati meno di 20 prompt per individuare la vulnerabilità. La scoperta è avvenuta nel corso del mese di giugno. A Security, come accade in questi casi, ha avvertito Zoom, permettendo così lo sviluppo di una patch correttiva, e solo dopo il rilascio dell’aggiornamento ha reso nota la falla.

Una grave vulnerabilità

La falla di Zoom era particolarmente grave. Un hacker, infatti, avrebbe potuto eseguire codice da remoto, prendendo il controllo completo del dispositivo della vittima. Per sfruttare la vulnerabilità era sufficiente essere nella stessa chiamata con la vittima.

Una volta condiviso lo schermo, infatti, l’attaccante poteva “entrare” nel dispositivo dell’utente e prenderne il controllo. L’attacco era effettuabile verso qualsiasi partecipante alla videochiamata oltre che verso l’host, in modo completamente silenzioso.

È importante segnalare che la falla non riguardava un’unica versione di Zoom. Tutte le app del servizio, infatti, presentavano questo problema che, quindi, ha messo a rischio gli utenti Windows, Mac, Linux, ma anche Android e iOS/iPadOS. In sostanza, nessuno era davvero al sicuro.

Un hacker che conosceva la vulnerabilità avrebbe avuto gioco facile nel portare a segno il suo attacco. Per questo motivo, è necessario aggiornare l’applicazione all’ultima versione disponibile, in modo da poter sfruttare la patch di sicurezza e mettere al sicuro l’intero dispositivo.

L’IA per trovare

Uno degli aspetti più interessanti legati alla notizia, oltre alla grande diffusione di Zoom, è rappresentato dal modo con cui è stata trovata la vulnerabilità. L’uso dell’IA per individuare una falla nel software di un’applicazione rappresenta, infatti, una vera e propria rivoluzione, soprattutto in relazione alla semplicità con cui è possibile utilizzare questi strumenti.

Un team di sicurezza, infatti, può contare sull’intelligenza artificiale per trovare una falla e mettere al sicuro un software. Allo stesso modo, però, un hacker (anche senza particolari competenze) può usare l’IA per scandagliare il software di applicazioni di vario tipo e trovare la falla per mettere a segno un attacco informatico.

L’intelligenza artificiale ha un impatto importante sul settore della sicurezza informatica e può diventare un’importante difesa ma anche una minaccia seria per la sicurezza. Per questo motivo, è necessario capire quali sono le implicazioni di questa rivoluzione. Il futuro del settore della cybersecurity sarà legato a doppio filo all’IA.