Il Falcon 9 si schianterà sulla Luna, prevista una colonna di 100 km di detriti: data e ora "precisa"
Il 5 agosto lo stadio di un Falcon 9 di SpaceX si abbatterà sul cratere Einstein. Uno scontro eccezionale che i telescopi americani proveranno a fotografare, mentre l'Europa sarà sfavorita dalla luce.
- Il 5 agosto lo stadio superiore di un Falcon 9 impatterà il cratere Einstein sulla faccia visibile della Luna, con un'energia di oltre undici gigajoule.
- La visibilità dell'evento dalla Terra dipenderà dalla geografia: l'America, in piena notte, avrà le migliori possibilità mentre in Europa il giorno impedirà l'osservazione a occhio nudo.
- L'impatto rappresenta un'opportunità scientifica unica per studiare detriti artificiali e addestrare osservatori terrestri e sonde orbitali al monitoraggio futuro dello spazio lunare.
Il 5 agosto un pezzo di storia spaziale si chiuderà con un impatto da oltre undici gigajoule sulla superficie lunare, quando lo stadio superiore di un Falcon 9 di SpaceX colpirà il cratere Einstein.
Per la comunità scientifica si tratta di un esperimento irripetibile a cielo aperto per studiare gli effetti dei detriti artificiali, mentre per gli appassionati terrestri la possibilità di vedere lo schianto dipenderà strettamente dalla geografia, con l’America favorita dal buio e l’Europa purtroppo penalizzata dalla luce del giorno.
- Cronaca di un impatto annunciato
- Chi potrà vedere lo schianto del razzo
- Una prova generale per il futuro
- Data, ora e punto d’impatto: ultimi aggiornamenti
Cronaca di un impatto annunciato
Nessun errore di calcolo e nessuna missione fallita. Il detrito spaziale che vaga nel cosmo da un anno e mezzo ha un nome e un cognome precisi: è il secondo stadio del Falcon 9, che a gennaio 2025 ha portato nello Spazio i lander Blue Ghost e Hakuto-R.
Rimasto intrappolato in un limbo gravitazionale, troppo veloce per bruciare nell’atmosfera della Terra e troppo lento per sfuggire al richiamo della Luna, il relitto da quattro tonnellate ha ormai i giorni contati.
Gli scienziati hanno calcolato la data dell’impatto sulla Luna per il 5 agosto, precisamente alle ore 8.35 del mattino, calcolate sul fuso orario di Parigi.
Il punto d’arrivo è il cratere Einstein, situato sul lato visibile del nostro satellite. Nonostante la spettacolarità dei numeri (in gioco c’è una massa di metallo lanciata a circa due metri e mezzo al secondo), l’evento non comporterà rischi, ma aprirà una finestra straordinaria sulla fisica dei corpi celesti.
Chi potrà vedere lo schianto del razzo
La domanda che tutti si pongono riguarda la visibilità dell’evento ad occhio nudo o con piccoli strumenti ottici.
I ricercatori della NASA, insieme ai colleghi dell’agenzia spaziale sudcoreana, hanno pubblicato uno studio su arXiv proprio per valutare la fattibilità delle osservazioni terrestri.
Il bagliore iniziale durerà meno di un secondo e la sua luminosità dipenderà dalla composizione del terreno colpito. Se la roccia sarà compatta il flash risulterà invisibile, se invece colpirà la regolite polverosa potrebbe generare un bagliore rilevabile dai grandi telescopi.
Le condizioni ideali si verificheranno sul continente americano, dove al momento dell’impatto sarà notte fonda.
Per l’Europa, purtroppo, le notizie sono meno entusiasmanti: il pieno giorno renderà impossibile vedere lo schianto del razzo direttamente da terra. Il cratere finale di 27 metri rimarrà comunque invisibile per chiunque sul nostro pianeta a causa della distanza.
Una prova generale per il futuro
Se i telescopi terrestri come il Very Large Telescope punteranno i loro obiettivi sul pennacchio di polvere lunare che dovrebbe sollevarsi per chilometri e restare visibile per qualche minuto, il vero spettacolo sarà riservato alle sonde in orbita.
Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA e la sonda sudcoreana Pathfinder si troveranno a passare a pochissimi chilometri dal luogo del contatto pochissimi minuti prima del “disastro”, pronti a fotografare la scena.
Sapendo esattamente dove e quando avverrà lo scontro, la comunità scientifica potrà raccogliere dati fondamentali. Non si tratta, infatti, di un caso isolato. Con la nuova corsa allo Spazio che vede Stati Uniti e Cina progettare basi stabili e il moltiplicarsi di spedizioni private, l’ambiente attorno alla Luna diventerà sempre più affollato.
Questo scontro rappresenta la perfetta prova generale per imparare a monitorare e gestire i futuri detriti spaziali.
Data, ora e punto d’impatto: ultimi aggiornamenti
L’impatto è ormai imminente e le ultime osservazioni hanno ristretto la finestra temporale, così come l’aria prevista per lo schianto. Ciò vuol dire che potremmo tracciare una X in stile Wile E. Coyote? No, ovviamente, ma abbiamo un’idea molto precisa.
Non si escludono però degli scostamenti di alcuni km, considerando la rotazione irregolare del relitto. Il responsabile del Project Pluto, l’astronomo Bill Gray, ha fornito al mondo i suoi calcoli. Attendiamo dunque l’impatto:
- il 5 agosto 2026;
- alle ore 8:35:37 (Italia);
- con una velocità di circa 2,43 km al secondo (pari a circa 8.700 km/h);
- alle coordinate 19,461° Nord, 92,293° Ovest.
Il tutto in prossimità del cratere Einstein, con uno studio pubblicato sulla piattaforma arXiv da un gruppo internazionale di ricercatori, guidato da Benjamin Fernando, che ha fornito dettagli sorprendenti.
Si parla in realtà di stime, come quella della massa dello stadio, che dovrebbe aggirarsi tra le 4 e le 5 tonnellate. Considerando la velocità prevista, l’impatto dovrebbe liberare un’energia compresa tra circa 12 e 15 gigajoule (circa 3 tonnellate di TNT).
Lo schianto potrebbe produrre:
- un cratere finale largo tra 20 e 30 metri;
- un rapido lampo;
- un pennacchio di polvere e frammenti di regolite lunare;
- una colonna centrale di detriti che potrebbe raggiungere un’altezza compresa tra 75 e 100 km.


















