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La BCE accelera sull'Euro digitale, che cos’è e come funziona

La Banca Centrale Europea fa un passo avanti verso l’introduzione dell’euro digitale: cos’è, come funziona, a cosa serve e quali sono le tempistiche

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euro digitale Shutterstock

In sintesi

  • Si va verso l’euro digitale: sarà l’equivalente elettronico dei contanti, emesso e garantito dalla BCE, stabile nel valore e distinto dalle criptovalute.
  • La valuta digitale sarà accessibile tramite un’app dedicata, con infrastrutture distribuite e sistemi per evitare l’esclusione digitale.

L’euro digitale diventerà realtà relativamente presto. Da diverso tempo si parla dell’introduzione in Europa di questo mezzo di pagamento complementare alle banconote, che renderà i contanti disponibili in formato elettronico. Nonostante il percorso abbia diversi ostacoli burocratici, tecnici e politici, la Banca Centrale Europea (BCE) sembra intenzionata ad accelerare i tempi: ecco perché fra meno di un anno, se tutto procede secondo i piani, avremo finalmente a disposizione la legislazione relativa a questa nuova valuta digitale. L’obiettivo a lungo termine? Cambiare i pagamenti nell’Unione Europea, tenendo il passo con le sfide della digitalizzazione.

Cos’è l’euro digitale, la valuta digitale della BCE

L’euro digitale è la valuta digitale della Banca Centrale Europea, che è l’unica autorizzata a emetterla. Ogni euro digitale detenuto da utenti e consumatori sarà garantito direttamente dalla BCE e avrà un valore stabile. Questo aspetto è fondamentale e differenzia l’euro digitale dalle criptovalute, il cui valore è invece soggetto a fluttuazione.

Il funzionamento dell’euro digitale è analogo a quello dell’euro, solo che invece di trattarsi di una valuta in contanti, nella forma di monete o banconote, è una valuta digitale. Letteralmente, insomma, è l’equivalente digitale dei contanti e potrà quindi essere usato per i pagamenti digitali.

Perché abbiamo bisogno di un euro digitale?

Ad oggi solo sette Paesi dell’Unione Europea e dell’Eurozona, tra cui l’Italia, hanno un sistema di pagamento con schemi nazionali di carte di credito. Gli altri Paesi, invece, dipendono completamente da carte di credito non europee. Introdurre l’euro digitale permetterà alla UE di avere sovranità monetaria e autonomia nei pagamenti.

Questo eviterà alla UE di dipendere dai servizi di pagamento non europei e le permetterà invece di offrire ai cittadini un’alternativa affidabile in caso di crisi e criticità operative che possono tradursi in un blocco momentaneo dei pagamenti digitali (sabotaggi alle infrastrutture, blackout, ecc.).

App e server dedicati: come funziona l’euro digitale

La BCE ha spiegato che l’infrastruttura dell’euro digitale sarà distribuita geograficamente su almeno tre regioni diverse, ognuna dotata di server multipli: in questo modo, in caso di disastri naturali o attacchi informatici, le transazioni vengono reindirizzare automaticamente.

In più, la BCE svilupperà un’app dedicata, grazie alla quale gli utenti possono passare da un fornitore all’altro. La Banca Centrale Europea sta già collaborando con diverse associazioni che si occupano di gruppi di cittadini vulnerabili, così da limitare il rischio di esclusione digitale. Per questo si stanno prevedendo interfacce utente adattative e inclusive, con procedure semplificate, comandi vocali e display con caratteri ingranditi.

Il sistema di pagamento dell’euro digitale, inoltre, dovrebbe funzionare anche offline: ovvero, sarà possibile effettuare pagamenti con questa valuta digitale anche in assenza di connessione Internet.

Quando sarà disponibile l’euro digitale

La BCE ha premuto il piede sull’acceleratore ma, come accennato, il processo non è ancora concluso. Stando alle ultime informazioni disponibili, entro giugno 2026 dovrebbe essere approvata la legislazione sull’euro digitale.

La realizzazione delle infrastrutture e dell’app potrebbe invece richiedere ancora un paio di anni.