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Gambe robot, a che punto siamo con gli esoscheletri e quanto costano

A che punto siamo con lo sviluppo di esoscheletri: la Cina domina e ora costano "pochissimo"

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La realtà ci spinge nuovamente a confrontarci con quanto sottile sia ormai il confine con la fantascienza. Cosa avremmo pensato se qualcuno ci avesse paventato l’idea di un’armatura robotica usata per camminare?

Oggi la ricerca sugli esoscheletri ha superato una soglia critica. Non ci chiediamo più, infatti, se questa diventerà mai parte della nostra quotidianità, ma quando il costo e l’ingombro permetteranno una diffusione di massa.

Siamo di fronte a una svolta che promette di ridefinire il concetto stesso di mobilità, trasformando dispositivi nati per i conflitti e l’industria in strumenti per la libertà personale.

La Cina guida il mercato

La Cina prosegue nel dominio del mercato tecnologico, come i robot umanoidi dimostrano. Non ha rivali, ad oggi, anche nel settore degli esoscheletri. Da tempo ha infatti spostato il baricentro, dopo il vantaggio iniziale accumulato dall’Occidente in fase pionieristica.

Pechino non si limita a dei prototipi. Sta infatti industrializzando gli esoscheletri con la stessa rapidità con la quale ha scalato il mercato degli smartphone. Aziende come Unitree o Fourier Intelligence beneficiano di una filiera di componenti, tra batterie, sensori e motori, che consente una riduzione dei costi gigantesca.

Se un tempo un esoscheletro medico costava oltre 50mila euro, oggi la Cina introduce sul mercato dei modelli consumer intorno ai 1.000-1.500 euro.

Esoscheletro a noleggio: il mercato cinese

Un fenomeno particolarmente interessante si è concretizzato nelle metropoli asiatiche. Gli esoscheletri hanno già fatto il proprio ingresso nel quotidiano, attraverso il modello del noleggio giornaliero.

In molti parchi nazionali o zone turistiche colme di scale, in Cina e Corea del Sud, è possibile affittare dei dispositivi di assistenza alla camminata per cifre irrisorie, spesso per meno di 30 euro al giorno.

Un approccio che consente agli anziani e alle persone con mobilità ridotta di godere di escursioni altrimenti impossibili. Di fatto l’accesso alla tecnologia è stato democratizzato, prima ancora che il possesso diventi l’assoluta norma.

Dalla sedia a rotelle alla verticalità

Non siamo ancora giunti al punto in cui si può parlare di una soluzione al dramma delle persone con lesioni midollari o gravi disabilità motorie. Ciò rappresenta però di certo il potenziale cardine. Alla domanda se l’esoscheletro potrà mai sostituire la sedia a rotelle, la risposta è: sì, ma con sfumature diverse.

Per quanto la carrozzina sia oggi imbattibile per velocità e stabilità, in determinati contesti, l’esoscheletro offre qualcosa che nessuna sedia può dare: la verticalità. Pensiamo al grado di autonomia che ciò può garantire in casa, ad esempio, rendendo nuovamente normali gesti come il raggiungere gli scaffali più elevati.

I passi da compiere, però, sono ancora molti. Basti pensare all’autonomia delle batterie. Vale davvero la pena cimentarsi nella “vestizione”, tutt’altro che semplice per una persona incapace di muovere le gambe, per poi essere in grado di godere della verticalità soltanto per una minima parte del giorno? Appena 1 ora “in piedi”, magari, e il resto in carrozzina.

Non una soluzione, oggi, ma forse uno stress mentale aggiuntivo. Il settore però si evolve e i modelli futuri, sempre più integrati con interfacce cervello-computer, permetteranno di controllare l’armatura con il solo pensiero, eliminando la necessità di stampelle o joystick esterni. Al netto di un necessario miglioramento dell’autonomia di ricarica.

Un futuro per la terza età

Oltre alla disabilità, il mercato principale sarà l’assistenza agli anziani. Immaginiamo pantaloni robotici leggeri, realizzati con “muscoli artificiali” in tessuto, in grado di fornire quella spinta extra necessaria per salire le scale o alzarsi dalla sedia. Questi dispositivi non saranno visti come protesi, ma come potenziamenti muscolari.

Oggi è già possibile sfruttarli, anche se dal punto di vista estetico e della praticità non sono il massimo. Le generazioni future, però, saranno avvantaggiate da modelli più “comuni” e meglio integrati. Ci si attende un cambio di percezione nei prossimi anni, con gli esoscheletri visti come “elettrodomestici per la salute”.

Tra le sfide cardine, come detto, c’è l’autonomia delle batterie, ma i progressi nella densità energetica previsti per il 2027 rassicurano. L’indipendenza totale è più vicina di quanto possiamo immaginare.