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La voce di Google e WhatsApp ha un nome e una storia da raccontare. Emily Jardine: "Ero terrorizzata, ma me ne sono innamorata"

Dietro una voce che sentiamo praticamente sempre, tra Google, WhatsApp e altri celebri brand, c'è la storia di una giovane che ha fatto una scelta drastica.

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Emily Jardine, chi è la "voce" di Google e WhatsApp iStock

Ogni giorno siamo in milioni (letteralmente) ad ascoltare la sua voce. La sentiamo nelle campagne di Google, negli annunci di WhatsApp, ma anche nei messaggi promozionali di brand famosissimi come Coca-Cola e McDonald’s.

Quel che molti di noi non sanno è che quel timbro brillante e rassicurante appartiene a Emily Jardine, una donna di 37 anni proveniente da Reading, in Inghilterra, che ha saputo reinventarsi fino a costruire un’attività autonoma che le frutta circa 133.000 euro all’anno.

La sua è una storia di riscatto umano e indipendenza professionale: dalla fuga dalla routine, Emily ha trovato il perfetto equilibrio tra tecnologia e vita privata.

Una scelta controcorrente, a soli 17 anni

Tutto per Emily Jardine inizia a soli 17 anni, quando prende una decisione che avrebbe cambiato tutto. Quella giovane ragazza aveva capito che il percorso universitario convenzionale non rispecchiava le sue aspirazioni e i suoi desideri. Emily voleva essere indipendente, da subito.

"Dopo la scuola ho svolto per un po’ normali lavori d’ufficio e amministrativi, ma ero una musicista da anni [studiava già musica e teatro, ndr] – dice a The Sun -. Ho deciso di non andare all’università perché ho sempre tracciato la mia strada e rotto con la tradizione, senza che fosse una ribellione. L’università semplicemente non faceva per me".

Dopo aver conseguito un diploma tecnico in Business Studies, fondamentale per la sua futura visione imprenditoriale, si accorge che qualcosa non va. L’impatto col mondo del lavoro non è affatto roseo. Essere una segretaria con uno stipendio minimo e col perenne incubo del pendolarismo (che anche qui in Italia molti lavoratori conoscono bene) è un’esperienza alienante, che neanche una promozione riesce a farle pesare meno.

Emily Jardine a un certo punto decide di rompere con tutto questo. È il 2012 quando vede un annuncio online, che la porta a candidarsi come assistente di progetto in uno studio di registrazione, affiancando interpreti vocali e direttori di casting. L’opportunità decisiva si presenta in modo del tutto fortuito quando il responsabile le chiede di fare una prova d’emergenza.

Come è diventata una delle voci più famose del mondo

Il ricordo di quell’istante è rimasto indelebile nella sua mente: "Un giorno il mio responsabile mi ha chiesto di fare un rapido voiceover. Mi sono messa dietro a quel microfono ed ero terrorizzata, pensavo potessero sentire il mio battito cardiaco, ma me ne sono innamorata perdutamente".

Con determinazione e spirito di sacrificio, Emily comincia a lavorare gratis per farsi conoscere, ma solo per i primi due mesi, e successivamente per cinque anni consecutivi continua a occuparsi di doppiaggio nelle ore notturne, come secondo lavoro.

Lecito chiedersi come da uno studio di registrazione in cui lavorava la notte, Emily Jardine sia arrivata a diventare una delle voci più conosciute al mondo.

Dobbiamo arrivare al 2017, quando vive la sua vera svolta economica e professionale. È il momento in cui rinuncia ai vincoli d’esclusiva delle agenzie, per gestire in prima persona ogni commessa: "Ho pensato che praticamente non avrei avuto nessuno a gestire la mia agenda e che avrei fatto tutto da sola e, letteralmente da un giorno all’altro, i miei guadagni sono schizzati alle stelle. Ho pensato: va bene, è questo il modo in cui lo farò".

I guadagni stellari (fino a 133.000 euro all’anno)

Costruendo una rete di 51 agenti distribuiti in 24 Paesi, così da raccogliere ingaggi a qualsiasi ora su fusi orari diversi, Emily vede le proprie entrate salire prima a 105.000 euro, poi a 112.000 euro e infine assestarsi a 133.000 euro all’anno. Ed è a questo punto che la sua voce raggiunge vette che probabilmente non avrebbe mai pensato di toccare con mano: presta la sua voce alle campagne internazionali di Google, WhatsApp, Amazon Prime e Vodafone, affiancandole a sessioni di coaching vocale a 140 euro all’ora (con in media 6 mesi di lista d’attesa).

Il traguardo più appagante arriva, però, nel 2021 quando acquista la casa di campagna in cui vive, dove ha costruito in giardino uno studio di registrazione insonorizzato e all’avanguardia: "È stato fantastico passare dal fare la pendolare e tutte quelle cose folli, da una vita così caotica, a scendere semplicemente le scale, uscire fuori e avere un tragitto casa-lavoro di cinquantadue secondi. E posso lavorare di meno guadagnando di più".

La parabola di Emily Jardine è un caso eccezionale? Probabilmente sì, ma dobbiamo ammettere che è la storia di una vittoria. Vittoria che non si misura esclusivamente in quel guadagno di 133.000 euro all’anno, piuttosto in quei 52 secondi di libertà che separano la porta di casa dalla riconquista del proprio tempo.