Anche i ricchi piangono: Elon Musk si allontana (ancora) dal traguardo del primo trilionario
Dopo l'Ipo di SpaceX il patrimonio del magnate ha sfiorato il muro dei mille miliardi di dollari, poi è tornato indietro. Il caso Bloomberg

C’è chi sogna di arrivare a fine mese e chi, come Elon Musk, sogna di diventare il primo trilionario della storia. Eppure, anche per l’uomo più ricco del pianeta, il traguardo dei 1.000 miliardi di dollari di patrimonio continua a rivelarsi sfuggente. Dopo averlo accarezzato, il fondatore di Tesla e SpaceX è tornato indietro, tornando a essere un semplice multimiliardario.
A certificare l’alto e basso è il Bloomberg Billionaires Index, la classifica che traccia in tempo reale i patrimoni dei super-ricchi. E la vicenda, al di là della battuta, racconta bene quanto sia volatile la ricchezza quando è legata quasi interamente al valore di Borsa delle proprie aziende. Non che questo possa mai rappresentare un serio problema per il magnate, al di là del fastidio dell’etichetta.
Il sogno rinviato del primo trilionario
Il club dei trilionari, per ora, resta vuoto, e per molti non dovrebbe affatto esistere, insieme a quello dei bilionari e milionari. Nessun essere umano ha mai raggiunto un patrimonio personale da mille miliardi di dollari, una cifra così astronomica da risultare difficile persino da immaginare. Musk è da tempo il candidato numero uno a infrangere il muro, complice un impero che spazia dalle auto elettriche allo spazio, fino all’intelligenza artificiale, social e sperimentazioni fantascientifiche come Neuralink.
Eppure, proprio quando il traguardo sembrava a portata di mano, i mercati gli hanno ricordato chi comanda. Bastano infatti poche oscillazioni dei titoli per spostare decine di miliardi in un solo giorno.
Cos’è successo con la quotazione di SpaceX
La svolta è giunta con un evento storico: lo sbarco in Borsa di SpaceX, l’azienda spaziale di Musk, quotata a giugno 2026. L’Ipo ha fatto schizzare il valore della società e, di riflesso, il patrimonio del suo fondatore.
Questi si è così avvicinato come mai prima alla soglia simbolica del trilione. Nel suo discorso dopo la quotazione, Musk non ha nascosto le ambizioni, parlando di Luna, Marte e oltre. Ma l’entusiasmo dei mercati, si sa, dura quanto una giornata di contrattazioni. Nelle sedute successive, infatti, il valore è rientrato e lo ha riportato sotto la fatidica linea.
Una ricchezza che balla con i mercati
I patrimoni dei grandi imprenditori tech non sono fatti di contanti in banca, e questa storia lo chiarisce ampiamente. Il loro valore sale e scende ogni giorno “sulla carta”, regolato dalle quotazioni. Nel giro di poche ore, dunque, si possono registrare guadagni e perdite da capogiro.
In questo senso, il caso Musk è quasi paradossale: l’uomo più ricco del mondo non ha un conto fisso da mille miliardi, ma una fortuna che dipende dall’umore della Borsa. Resta il fatto che la domanda non è più “se”, ma “quando” qualcuno taglierà per primo il traguardo. Il patron di SpaceX parte avvantaggiato, ma la concorrenza tra i Paperoni della tecnologia è serrata.

















