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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Corsa all'IA, l'allarme di Musk: "Nel 2027 si registrerà un significativa carenza di energia"

Mentre procede la corsa all'IA, Musk fa una previsione affatto rassicurante: già nel 2027 si registrerà una notevole carenza di energia. E non solo.

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Elon Musk ANSA

Intervenuto in videocollegamento alla sessione del G20 dedicata alle tecnologie emergenti, tenutasi in Carolina del Nord, Elon Musk ha delineato uno scenario critico. A suo dire, la crescita esponenziale dei chip per l’IA e l’avvento dei robot umanoidi imporranno una rapida riorganizzazione delle infrastrutture energetiche e dei modelli produttivi industriali.

Un’emergenza energetica imminente

I processori per l’intelligenza artificiale sfornano calcoli a velocità vertiginose, ma le centrali elettriche faticano a reggere il passo. Elon Musk ha lanciato un monito: il divario tra la potenza richiesta dai data center e la fornitura disponibile non è un’ipotesi remota, ma un’emergenza imminente.

"L’anno prossimo si registrerà una significativa carenza di energia. Quindi non si tratta di un futuro lontano – ha spiegato -. Credo che, secondo le stime di consenso tra gli analisti che seguono da vicino il settore dell’IA, nel 2027 ci sarà una carenza di energia di almeno 15 gigawatt per i chip di IA. Si tratta quindi di un fenomeno forse prevedibile, dato che il ritmo di produzione dei chip per l’intelligenza artificiale sta aumentando a un ritmo incredibilmente rapido, dell’ordine del 40-50% all’anno, mentre l’energia disponibile al di fuori della Cina cresce solo del 10-20% all’anno".

Come non restare a secco? I colossi digitali stanno aggirando i canali tradizionali, stringendo alleanze strategiche inedite. Secondo Musk, perfino concorrenti diretti sono ormai costretti a rivolgersi alle infrastrutture private delle sue aziende pur di continuare a far girare gli algoritmi: "In effetti, a questo punto direi anch’io che ci sono delle difficoltà relative all’approvvigionamento energetico già prima del prossimo anno; ecco perché Google, Anthropic e molte altre aziende stanno effettivamente noleggiando potenza di calcolo da SpaceX, dato che finora siamo stati in grado di implementare l’IA meglio di chiunque altro. Ma l’unico modo per riuscirci è costruire le nostre centrali elettriche", ha aggiunto.

La questione robot umanoidi

Se sul fronte software i programmi supereranno rapidamente le capacità umane nella scrittura del codice, la vera rivoluzione secondo Musk avrà a che vedere con i robot umanoidi che – combinando destrezza manuale, chip dedicati e algoritmi evoluti – inizieranno a costruire altri automi direttamente nelle linee di montaggio.

Il patron di Tesla e xAI prevede che "tra dieci anni ci saranno robot umanoidi" e che "questa sia una stima prudente, tra l’altro": "È su questo che sarei disposto a scommettere una somma considerevole: che tra dieci anni ci saranno almeno un miliardo di robot e che questi robot avranno una produttività almeno cinque volte superiore a quella di un essere umano, il che significa che quel miliardo di robot umanoidi sarà più produttivo di tutti gli esseri umani messi insieme".

La necessità di snellire la burocrazia

Per sostenere questa trasformazione, senza soffocare sul nascere le giovani startup, secondo Elon Musk è indispensabile un cambio di passo dal punto di vista normativo.

"È necessario disporre di un contesto relativamente libero da regolamentazioni, nel senso che le novità devono essere considerate legali per default, anziché illegali per default. Nell’Unione Europea, ad esempio, il livello di regolamentazione è straordinariamente elevato e le novità sono generalmente considerate illegali per default – ha criticato apertamente l’UE -. Ciò ostacola il progresso delle nuove tecnologie: lo rallenta, senza fermarlo del tutto, ma rallentandolo in modo piuttosto significativo".

Musk sostiene che la partita tecnologica non si giocherà su divieti e restrizioni, bensì sulla capacità di allestire centrali e infrastrutture elettriche a basso costo.