Libero
SCIENZA

Eclissi, possibili danni agli occhi: hai dei sintomi strani alla vista? Ecco cosa devi fare

Bruciore e secchezza possono passare in poche ore. Una macchia centrale, vista offuscata o colori alterati richiedono invece attenzione.

5 min di lettura

Sole dietro occhialini per eclissi iStock
  • Dopo un'eclissi possono comparire secchezza, bruciore e sensazione di sabbia negli occhi, disturbi in genere passeggeri e alleviabili con lacrime artificiali.
  • Più preoccupanti sono macchie scure al centro del campo visivo, vista sfocata, colori alterati o immagini distorte, segnali compatibili con una retinopatia solare.
  • Anche pochi secondi di esposizione diretta al Sole possono causare lesioni alla macula, soprattutto usando strumenti ottici senza filtri, e serve una visita oculistica se i sintomi persistono.

Bruciore e secchezza possono passare in poche ore. Una macchia centrale, vista offuscata o colori alterati richiedono attenzione: come interpretare alcuni fastidi alla vista dopo l’osservazione dell’eclissi.

Occhi secchi: le differenze

Dopo un’eclissi solare può capitare di avvertire gli occhi secchi, irritati o come se ci fosse della sabbia. Non è però tra questi il segnale che preoccupa maggiormente gli specialisti.

Il sintomo da osservare con più attenzione è un’alterazione persistente della visione centrale, soprattutto se compare una macchia scura o grigiastra, una zona che non mette a fuoco oppure una distorsione delle immagini.

La differenza è importante perché secchezza oculare e retinopatia solare hanno cause e conseguenze molto diverse.

Quando il fastidio può essere passeggero

Secondo Laura Sararols, responsabile dell’Unità di Retina dell’Hospital General de Granollers e capo servizio di OMIQ all’Hospital Universitari General de Catalunya, fissare a lungo l’eclissi può ridurre la frequenza con cui battiamo le palpebre. Può accadere anche usando correttamente gli occhiali protettivi.

Il risultato può essere una sensazione di sabbia, corpo estraneo, bruciore o secchezza. È un fenomeno simile a quello che si presenta dopo molte ore trascorse davanti a uno schermo e, in genere, tende a risolversi nel giro di poche ore.

La specialista indica inoltre che le lacrime artificiali possono alleviare il fastidio.

Il segnale da non sottovalutare

Diversa è la retinopatia solare, chiamata anche maculopatia solare. È una lesione dovuta all’esposizione diretta alla radiazione del Sole e può interessare la macula, cioè la parte della retina responsabile della visione centrale.

Il problema è che il danno può avvenire senza dolore. Chi guarda direttamente il Sole, quindi, potrebbe non avvertire nulla nel momento dell’esposizione. I segnali possono presentarsi dopo, anche il giorno successivo o due giorni più tardi.

Tra i sintomi descritti ci sono una macchia scura o grigiastra al centro del campo visivo, una zona centrale che resta sfocata, immagini distorte, difficoltà a distinguere i colori e visione offuscata.

Se questi disturbi persistono, la raccomandazione riportata dalla specialista è rivolgersi a un oculista.

Smartphone, fotocamere e mirini: cosa cambia

Qui entra in gioco anche il modo in cui è stata osservata o registrata l’eclissi. Guardarla soltanto attraverso lo schermo dello smartphone non equivale a fissare direttamente il Sole.

Se il telefono è già posizionato e si osserva il fenomeno sul display, gli occhi non ricevono la stessa esposizione diretta.

Il rischio nasce quando, per inquadrare o sistemare il dispositivo, si alza lo sguardo verso il Sole senza protezione.

Ancora più delicato è l’uso di binocoli, telescopi o fotocamere con mirino ottico privi di filtri solari adeguati: questi strumenti possono concentrare la radiazione e aumentare sensibilmente il rischio di lesioni oculari.

Anche pochi secondi possono bastare

Non serve osservare il Sole per minuti. Sararols conferma che anche pochi secondi di esposizione diretta possono provocare una lesione fototossica nella fovea, situata al centro della macula.

Un momento particolarmente critico è quello immediatamente precedente o successivo alla totalità. Quando il disco solare ricompare, chi ha tolto gli occhiali protettivi deve tornare immediatamente a usarli.

Se compaiono alterazioni persistenti della visione centrale, la visita specialistica serve a verificare e documentare l’eventuale lesione e a seguirne l’evoluzione.

Al momento, spiega Sararols, non esiste un trattamento di efficacia dimostrata capace di invertire la retinopatia solare. Alcuni pazienti recuperano spontaneamente in parte, mentre in altri possono restare conseguenze permanenti.

FAQ

Dopo un'eclissi, quali sintomi agli occhi preoccupano davvero?

Preoccupa soprattutto un’alterazione persistente della visione centrale, come una macchia scura, immagini distorte o difficoltà a mettere a fuoco. Se il fastidio è solo secchezza o sensazione di sabbia, in genere passa in poche ore.

Occhi secchi dopo l'eclissi: è un segnale grave?

Di solito no. La secchezza può dipendere da meno ammiccamento e somiglia al fastidio che arriva dopo molte ore davanti a uno schermo. Le lacrime artificiali possono aiutare, ma se compaiono disturbi visivi centrali serve un controllo.

Quanto tempo serve perché compaiano i danni alla vista?

Anche pochi secondi di esposizione diretta possono bastare. I segnali possono arrivare subito oppure comparire il giorno dopo o due giorni più tardi, spesso senza dolore.

Guardare l'eclissi dallo smartphone è rischioso?

Osservarla sul display non equivale a fissare il Sole direttamente. Il pericolo nasce quando si alza lo sguardo verso il Sole per inquadrare o sistemare il telefono senza protezione.

Quando bisogna rivolgersi a un oculista dopo averla guardata?

Se la visione centrale resta sfocata, compaiono macchie scure o i colori sembrano alterati, è meglio farsi visitare. La retinopatia solare può non dare dolore e va valutata presto.