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SCIENZA

Eclissi solare, come funzionano i filtri per osservarla in sicurezza (e perché non possiamo non usarli)

Come proteggere la vista durante il fenomeno: l'efficacia degli strumenti certificati e le regole essenziali per prevenire lesioni alla retina.

6 min di lettura

Come vedere l’eclissi solare 123RF
  • Il 12 agosto 2026 un’eclissi solare parziale attraverserà i cieli italiani, imponendo l’uso di occhialini certificati ISO 12312-2 per evitare danni alla retina.
  • La diminuzione della luce inganna l’occhio, ma radiazioni ultraviolette e infrarosse restano pericolose anche quando il Sole appare meno abbagliante.
  • Occhiali da sole, rimedi improvvisati e filtri non certificati non bastano, mentre i segnali di lesione possono comparire ore dopo l’osservazione.

Il 12 agosto 2026 i cieli italiani ospiteranno una spettacolare eclissi solare parziale. Un appuntamento imperdibile che richiede, però, una cautela fondamentale: la radiazione solare non perde potenza anche se la Luna ne copre una parte. Per proteggere la vista ed evitare danni irreversibili alla retina, l’unico strumento idoneo è l’uso di occhialini da eclissi dotati di certificazione ufficiale ISO 12312-2. Tutti i rimedi casalinghi o i classici occhiali da sole sono del tutto inefficaci.

L’illusione dell’ombra e la risposta dell’occhio

Quando la Luna inizia a scivolare davanti al Sole nel tardo pomeriggio, l’ambiente attorno a noi cambia luce.

L’atmosfera si fa più mite, la luminosità cala e d’istinto il nostro corpo viene ingannato. In condizioni normali, guardare la nostra stella è quasi impossibile: la pupilla si stringe immediatamente e il riflesso di distogliere lo sguardo scatta in una frazione di secondo.

Durante un’eclissi parziale, invece, accade un corto circuito percettivo. Con la riduzione della luce visibile, la pupilla tende a dilatarsi di più rispetto al solito.

Il problema è che la diminuzione del bagliore non coincide con una calo delle radiazioni infrarosse e ultraviolette. I raggi solari continuano a colpire la superficie terrestre con una densità energetica enorme.

Alzare gli occhi verso il cielo senza una barriera idonea significa esporre le strutture oculari interne a un flusso di radiazioni invisibili ma potenzialmente nocive, proprio mentre le nostre difese naturali sono ingannate dalla penombra.

Come funzionano davvero gli occhialini certificati

Per schermare la vista durante questo fenomeno non basta uno strato scuro. I classici occhiali da sole, per quanto di ottima fattura o con lenti polarizzate, riducono la luce visibile solo in una percentuale minima rispetto a quanto richiesto per un’osservazione diretta.

Gli appositi occhiali per eclissi certificati ISO 12312-2 integrano invece particolari filtri in polimero nero o mylar alluminato.

Questa tecnologia permette di abbattere la luce visibile di circa 100.000 volte e blocca quasi al 100% le radiazioni ultraviolette e infrarosse. Il risultato visibile è un Sole ridotto a un disco nitido, ma del tutto innocuo per i nostri occhi.

Qualsiasi alternativa improvvisata è da scartare senza eccezioni. Pellicole radiografiche, vetri affumicati con la candela, occhiali da saldatore di fortuna o filtri fotografici montati senza criteri tecnici non garantiscono la schermatura adeguata.

Molti di questi materiali bloccano solo la luce visibile, lasciando passare indisturbati gli UV. In questo modo si ottiene l’effetto opposto: l’occhio percepisce il buio, allarga la pupilla e assorbe un quantitativo enorme di radiazioni nocive.

Cosa rischia la vista senza un filtro idoneo

Il pericolo principale legato all’osservazione incauta si chiama retinopatia solare. Si tratta di una vera e propria ustione fotochimica dei fotorecettori situati nella macula, la zona centrale della retina responsabile della visione distinta e dei dettagli.

Ciò che rende questo quadro particolarmente insidioso è un dettaglio anatomico: la retina non possiede recettori del dolore.

Durante la visione dell’evento non si avverte alcun fastidio, bruciore o segnale d’allarme. I danni alla retina da eclissi si manifestano quasi sempre a distanza di tempo, da poche ore fino a un paio di giorni dall’esposizione.

I sintomi possono variare da piccole macchie scure al centro del campo visivo (scotomi) fino ad alterazioni nella percezione dei colori o a una riduzione permanente della nitidezza.

A seconda dell’intensità dell’ustione, il recupero può richiedere mesi o, nei casi più gravi, lasciare lesioni irreversibili.

Una particolare attenzione va riposta nella tutela di bambini e ragazzi: i loro occhi presentano tessuti e strutture trasparenti che lasciano penetrare la luce con maggiore facilità rispetto agli adulti.

Piccole regole per godersi lo spettacolo

L’osservazione in sicurezza richiede soltanto pochi accorgimenti pratici ma rigorosi:

  • Indossare gli occhialini specifici prima di alzare la testa verso il Sole.
  • Mantenere la protezione applicata per tutta la durata dell’osservazione.
  • Togliere gli occhialini solo dopo aver completamente distolto lo sguardo dall’eclissi.
  • Verificare che le lenti in polimero non presentino graffi, pieghe o piccoli fori prima dell’uso.
  • Supervisionare costantemente i più giovani durante tutte le fasi del fenomeno.

Nel caso in cui, nelle ore o nei giorni successivi all’evento, si dovessero notare alterazioni della vista o sensazioni di appannamento, è fondamentale consultare tempestivamente un medico oculista.

Per approfondire i dettagli e le indicazioni ufficiali sulla salute visiva in vista dell’evento, è possibile consultare la nota del Ministero della Salute redatta con il contributo scientifico dell’IRCCS Fondazione Bietti.

FAQ

Quando si vedrà l’eclissi solare?

Il 12 agosto 2026, nel tardo pomeriggio, i cieli italiani ospiteranno una eclissi solare parziale visibile da diverse zone del Paese.

Posso guardarla con gli occhiali da sole?

Gli occhiali da sole non bastano: attenuano solo la luce visibile, ma lasciano passare radiazioni UV e infrarosse potenzialmente dannose.

Quali filtri sono davvero sicuri per osservare il Sole?

Servono occhialini per eclissi con certificazione ISO 12312-2, dotati di filtri in polimero nero o mylar alluminato.

Che rischi corre la vista senza protezione?

Si può andare incontro a retinopatia solare, un’ustione della retina che può causare scotomi, visione alterata e danni permanenti.

Come vanno usati gli occhialini durante l’eclissi?

Vanno indossati prima di guardare il Sole, tenuti per tutta l’osservazione e rimossi solo dopo aver distolto lo sguardo. Controlla sempre che non abbiano graffi o fori.