DuckDuckGo registra un’impennata: utenti stanchi della nuova ricerca AI di Google
Dopo il lancio delle nuove funzioni AI di Google Search, DuckDuckGo registra un boom di installazioni e traffico. Sempre più utenti cercano infatti un’alternativa senza IA integrata.

All’indomani del lancio delle novità AI di Big G, sempre più utenti stanno effettuando ricerche sul web. Tramite DuckDuckGo però: il motore di ricerca ha infatti dichiarato che, subito dopo il lancio del nuovo Google Search, le installazioni della sua app sono aumentate in modo significativo.
- Sempre più utenti scelgono DuckDuckGo per le ricerche sul web
- Perché molti utenti fuggono da Google
- Morale della storia: gli utenti vogliono poter scegliere
Sempre più utenti scelgono DuckDuckGo per le ricerche sul web
In risposta alle innovazioni introdotte da Google, diversi utenti hanno iniziato a spostarsi verso DuckDuckGo, il suo rivale privacy-first a bassa diffusione (come motore di ricerca detiene tuttora circa il 2% del mercato statunitense).
A riportarlo è TechCrunch, che cita dati forniti direttamente dalla stessa azienda. Nel periodo compreso tra il 20 e il 25 maggio, le installazioni dell’app negli Stati Uniti sono aumentate in media del 18,1% su base settimanale rispetto al periodo tra il 13 e il 18 maggio.
La crescita, secondo l’azienda, si è mantenuta costante per sei giorni consecutivi, fino a raggiungere un picco del 30,5% il 25 maggio (su iOS addirittura la media settimanale è del 33%, con picco del 69,9%).
Perché molti utenti fuggono da Google
Perché “Google non è più Google“, per citare una delle testimonianze riportate da Tech Crunch. Cioè non è più un semplice motore di ricerca, ma un’ecosistema in cui l’IA non è (al momento) disattivabile.
E a quanto pare, questa sensazione è condivisa da un numero crescente di utenti.
Va detto però che non si tratta necessariamente di un giudizio negativo sulle innovazioni introdotte da Big G.
Anzi, con l’ultimo aggiornamento l’esperienza di ricerca cambia completamente: ad esempio, il tradizionale elenco di link blu sarà sostituito da un agente basato sull’intelligenza artificiale, in grado di rispondere alle domande, eseguire attività e gestire processi di monitoraggio in background.
Il che è una vera e propria rivoluzione per la barra di ricerca nata a inizi anni Duemila.
Peccato che, a detta di TechCrunch, le reazioni sono state decisamente negative, con alcuni utenti che vedono questa novità un rischio per il web aperto, mentre altri esprimono preoccupazione per l’affidabilità delle risposte fornite dalle AI Overviews e per la perdita di controllo da parte di chi preferisce un’esperienza di ricerca tradizionale.
Da qui (per una parte degli utenti) la decisione di migrare verso DuckDuckGo, soprattutto sul lato no-AI del motore di ricerca.
Infatti le visite alla sua pagina di ricerca senza intelligenza artificiale (noai.duckduckgo.com, che disattiva per impostazione predefinita tutte le funzionalità IA) hanno registrato una crescita media settimanale del 22,7%, con un picco del 27,7% il 24 maggio.
Morale della storia: gli utenti vogliono poter scegliere
Praticamente le stesse parole dette da Kamyl Bazbaz, responsabile della comunicazione e delle politiche di DuckDuckGo: “Le persone vogliono semplicemente avere la possibilità di scegliere“.
Insomma, la “fuga” verso il browser rivale si potrebbe intendere come una specie di opposizione alle novità AI “imposte” dall’alto, più che un rifiuto netto dell’intelligenza artificiale.
Anche perché il motore di ricerca non è affatto estraneo all’innovazione in ambito AI. Basti pensare a Duck.ai, un servizio gratuito accessibile senza account, che consente l’accesso a diversi modelli linguistici, tra cui Claude 4.5 Haiku, Llama 4 Scout, Mistral Small 3 24B e GPT-5 mini.
Oltre a questo, offre anche Search Assist, uno strumento simile ad AI Overviews, nonché un filtro basato sull’intelligenza artificiale che permette di escludere dai risultati le immagini deepfake.
FAQ
Tra il 20 e il 25 maggio le installazioni USA sono salite in media del 18,1% rispetto alla settimana precedente, con picchi fino al 30,5%.
Molti cercano un'alternativa no-AI e più orientata alla privacy dopo le nuove funzioni AI di Google che non sono disattivabili.
Di poter scegliere tra esperienze con o senza IA, equilibrio tra innovazione e controllo/privacy.
Non la rifiuta: offre Duck.ai e strumenti come Search Assist e filtri anti-deepfake, ma permette anche l'uso no-AI.



















